La rondine vanitosa

La vanitosa in posa mentre si scrolla le penne dalle goccioline d’acqua, si spanna gli occhiali, si contorna gli occhi, si ottana le mani, respira l’aria fresca appena piovuta e intona un canto romantico che pare una canzone dei Beatles con pungente ironia.

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Piazza del Campo area di sosta delle 1000 Miglia

siena mille miglia 2019

Tornano in mente i tempi del Ponte Vecchio chiuso per cena delle Ferrari al tempo dell’allora sindaco di Firenze Matteo Renzi, torna in mente l’arancione “Generale Lee” posteggiato davanti al comune alla festa del ricciarello di poco tempo fa.
Una Piazza del Campo, coperta di tappeti verdi per evitare di essere macchiata con l’olio delle auto d’epoca delle Mille Miglia, che invece di passare e filare via, stavolta fanno una sosta e bel rinfresco sui tavoli imbanditi intorno la Fonte Gaia per dare refrigerio a quei millanta signori che, carichi di quattrini come sono, nei tappeti stesi in loro ossequio, si vorrebbe sperare in un loro sperpero locale in qualche forma.
I piloti gradiscono il rinfresco, accendono il motore, serve una spintina a volte, che gli ossequiosi appongono, partono le bielle, piazza restituita al Pubblico.

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Il giro del mondo in 80 giorni

Una sera freddina a San Gusmè, dove era di scena la versione in Bruscello dell’opera di Giulio Verne, un libro trovato suna bancarella dell’usato sotto una pineta a due passi dal mare nei dintorni di Castiglioncello.
Londra 1872, il “gentleman” Philleas Fogg, noto socio del Circolo della Riforma, ha uno stile di vita consueto e monotono: esce dalla propria abitazione ogni mattina alla stessa ora per recarsi al Circolo, dove si diletta nella lettura dei giornali, pranza, si immerge nella lettura dei libri, la cui biblioteca è fornitissima e in tarda serata rientra a casa, dove il maggiordomo Passepartou ha già provveduto ad accontentare le esigenze del padrone.
Di poche parole, ma efficaci e con riscontri degni di un gentiluomo inglese in piena età vittoriana, si infila in una discussione conaltri membri del Circolo e per puro capriccio si intestardisce nel portare a compimento un’impresa inutile e folle: compiere dil giro del mondo in 80 giorni per pura scommessa.
Il libro appartiene a quel filone che si definisce “lettaratura per ragazzi” ma il ritmo, la costruzione e presentazione dei personaggi, il viaggio, l’avventura, l’imprevisto, un tocco di buoni sentimenti, lo rendono godibilissimo anche in età matura.
Per chi non ha mai smesso di sognare.

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Baciare il rospo delle elezioni e del cambiamento

rospo di vertine

Cambiare, termine di origine gallica che indica : “Sostituire una persona, una cosa, con altra simile o diversa”.
Il termine che si sente suonare sempre, in ogni momento, con qualunque mezzo di densa confusione di massa.

Probabile che anche il Festival di San Remo ne sia stato contagiato, e alla parola amore si sia sostituita la parola cambiamento.
Come partire senza avere una destinazione, l’importante è andare, saranno gli eventi, i flussi, i mari e i venti, di volta in volta a dare le priorità ai luoghi dove comparire e a cosa fare per apparire, per cavalcare la notizia e tenere alto un consenso basato sui succhi gastrici e biliari, rabbia, servilismo e cervello in apnea.
Le Amministrazioni Comunali sono l’unico baluardo prima del deserto e della barbarie, il solo vero, unico luogo dove il cittadino può avere un minimo di udienza, dove si può permettere di avere un rapporto diretto con qualcuno che non sia lanciare un messaggio in mare dentro una bottiglia sperando che qualcuno prima o poi lo rintracci e legga.
Cittadini – consumatori schiavizzati da un’economia che non è al servizio di tutti, ma al servizio di una speculazione che non produce niente, solo distanze, ingiustizie, lacrime e dolore: precarizzazione.
Dove i servizi essenziali non sono più servizi, ma aziende, e come tali non assicurano una prestazione e un servizio, ma fanno bilanci al netto delle persone.
L’ultimo interlocutore, o l’ultimo baluardo rimasto sono appunto i piccoli comuni, il cui sindaco a capo della comunità ha compiti e responsabilità immani oltre ad avere sempre un rapporto costante con le persone, le aziende, le problematiche nel territorio che si trova ad amministrare.
“Amministrazione Pubblica”, un nome imponente e tanto svilito per come di norma si intende il Pubblico qui da noi.
Elargimento di favori e piaceri, ori, incensi e mirre da elargire ha chi ha votato o con chi si deve mantenere il consenso.
Un modo di fare che si definisce clientelare, ma che potrebbe celare dietro un nome ben più corposo e imbarazzante.
Però, “Ammministrazione Pubblica”, coniugata nel suo modo più alto e inattaccabile è quella che applica le regole, non consegna soldi e finanziamenti a chi non ne ha titolo, non procura lavori e regala appalti a chi è vicino.
E qui si innescano faide, diatribe, rigurgiti di un passato doroteo, che in molti odiavano perchè sapeva di insano, ma che non ci si è fatti scrupolo di far proprio, per tornaconto.
L’ipocrisia al suo livello massimo perchè in questa fogna si pretende anche di insegnare al prossimo qual’è il modo più giusto di campare.
Commistione di interesse, passera e politica per un solo fine: contante da contare, gente da controllare e sistemare, consenso da gestire.
Quando l’Amministrazione è Pubblica, per questo lercio sottobosco, è come sbattere negli scogli d’acciaio di un qualsiasi Angelo Vassallo.
Partire, cambiare, credere al miraggio di tante parole generiche e inutili che non hanno dietro di loro la sostanza di un progetto porta tanto rimpianto.
Cambiare potrebbe essere ricordare il pensiero economico di George Maynard Keynes, ma questo è un altro discorso.

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Cantina San Donato in Perano: come era, come è

C’era un mostro giallo che pareva cascato dal cielo, costruito in un luogo nel quale non c’entrava niente e da dove invece era possibile vederlo quasi da ovunque, spiccare in vista nella sua rara e infinita bruttezza.
Un edificio assolutamente fuori contesto, in uno dei luoghi più belli del Chianti, e a due passi da Vertine, quasi un affronto verso un paesaggio delicato che pare dipinto.
Ma mesi di ponteggi e lavori, hanno restituito dignità alla collina del disonore, con una struttura che non pare neanche la stessa, resa più raffinata nelle finestre stondate, nelle tegole invecchiate, negli infissi, nel tenue colore che da ovunque fa vedere che su quella collina pare ci sia solo un leggero manufatto pennellato di bianco.
A San Donato in Perano, qualcosa è cambiato: c’è una sensibilità diversa e un morbido approccio in un luogo in equilibrio delicato. Molto diversi dagli elicotteristi poco distanti.

Fonte: Il Cittadino

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Il caso della mappa chianina all’Ufficio Turistico di Siena

mappa siena outlet

Era da diverso tempo che l’Ufficio Turistico all’interno del Santa Maria della Scala non aveva un indispensabile strumento da consegnare ai turisti: la mappa della città, perchè era terminata e andava ristampata.

Questo vuoto di accoglienza e informazione è andato avanti finchè, l’Ufficio Turistico, non ha fornito una nuova mappa, un nuovo strumento per le persone che vengono in vacanza a Siena.
Solo che, fra la precedente mappa e la nuova ci sono delle enormi differenze di qualità e di contenuti, con l’inserimento di un paio di sponsor (un outlet della Val di Chiana e del portale del turismo della città di Arezzo).
Si leggono con difficoltà i nomi delle vie, non sono segnalati i musei e vario altro, come afferma la Guida Turistica Rita Ceccarelli, che si è fatta portavoce di un disagio vasto fra gli addetti e gli operatori del settore.
La Ceccarelli afferma che il comune ha fornito del materiale poco consono a una città Patrimonio dell’Unesco e non si è peritato di ristampare una ben curata e esaustiva mappa creata anni fa dalle Amministrazioni precedenti, che aveva anche il dono di essere già di proprietà comunale, quindi gratuita al netto delle spese di stampa.
Baillame di polemica sui social, con la Ceccarelli che ha avuto il gran merito di tenere sul tema, la barra ben dritta, senza scivolamenti e senza gettare benzina sul fuoco.
La storia ha un lieto fine: il Comune di Siena ha ritirato la mappa chianina e fornito di fotocopie della precedente mappa (ufficiale) l’Ufficio Turisitico, in attesa della ristampa.

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Il bimbo di Harry e Megan si chiama come il circolo Villa a Sesta

Harry-Meghan-Archie

Appena venuto alla luce e in buona saluta il bimbo nato dall’amore del principino Harry con la sua bella Megan: i duchi del Sussex hanno comunicato ufficialmente il nome del nuovo nato, un nome che ha preso spunto da una loro visita in incognito autunnale in Toscana, in provincia di Siena, durante la famosa manifestazione del Dit’Unto alla Villa a Sesta, ridente borgo della Berardenga.
Per omaggiare il paese, il suo intraprendente circolo e la sua mille anime Paola Valenti, hanno chiamato il loro bambino “Arci”, come scritto nell’insegna che sovrasta il bar.

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La pettirossa

A vederti, c’è il rischio di venire arrestato per abuso di aggettivi, per cui, sintetizzando come ti piace nelle parole e nella vita, ma senza toccare il confine della superficialità, la tua essenza è di esser figlia di un’ape regina imparentata con una stella marina.
Stati d’animo come andirivieni di onde, aperta, solare, ermeticamente stagna, sciolta in volo, quando la tua piccola ombra, si sente coperta da un’ombra più grande che ti fa da guscio: una corazza di pistacchio e nocciola, che si scioglie a vederti.
Ti schiudi dall’uovo ogni giorno, ma oggi di più, il primo cinguettare alla vita per quel tuo cuore che batte tanto come un suono di violino d’autunno calice di stelle, sapore di amore.

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La Terrazza Mascagni di Livorno

Ci si può giocare a dama o scacchi, ascoltare il profumo e il rumore del mare, guardare i voli e le traiettorie dei gabbiani, perdere una vela all’orizzonte, deliziarsi ai bagni, andare a passeggio come fa ogni giorno Piero Mansani, ascoltare concerti, baciarsi e soprattutto a berci tanti ponci.

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Il restauro delle mura di Vertine

Le mura di Vertine, hanno mille anni e qualche acciacco, in corrispondenza della porta d’ingresso al paese, dove qualche sasso è cascato, si è aperta una ferita pericolosa sia per la stabilità del manufatto, sia per la sicurezza delle tante persone che vi passano.
Non appena le bizze climatiche del momento lo permettono, la cinta muraria all’ingresso di questo storico e piccolo angolo di mondo, sarà restaurata e messa in sicurezza.

Fonte: Il Cittadino

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