Il giro del mondo in 80 giorni

Una sera freddina a San Gusmè, dove era di scena la versione in Bruscello dell’opera di Giulio Verne, un libro trovato suna bancarella dell’usato sotto una pineta a due passi dal mare nei dintorni di Castiglioncello.
Londra 1872, il “gentleman” Philleas Fogg, noto socio del Circolo della Riforma, ha uno stile di vita consueto e monotono: esce dalla propria abitazione ogni mattina alla stessa ora per recarsi al Circolo, dove si diletta nella lettura dei giornali, pranza, si immerge nella lettura dei libri, la cui biblioteca è fornitissima e in tarda serata rientra a casa, dove il maggiordomo Passepartou ha già provveduto ad accontentare le esigenze del padrone.
Di poche parole, ma efficaci e con riscontri degni di un gentiluomo inglese in piena età vittoriana, si infila in una discussione conaltri membri del Circolo e per puro capriccio si intestardisce nel portare a compimento un’impresa inutile e folle: compiere dil giro del mondo in 80 giorni per pura scommessa.
Il libro appartiene a quel filone che si definisce “lettaratura per ragazzi” ma il ritmo, la costruzione e presentazione dei personaggi, il viaggio, l’avventura, l’imprevisto, un tocco di buoni sentimenti, lo rendono godibilissimo anche in età matura.
Per chi non ha mai smesso di sognare.

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