Il violoncellista del Duomo di Montepulciano

Mentre i russi stanno all’Aiola, la scena turistica dell’annata è stranamente occupata da una valanga di americani che si sono riversati nel senese.
Si nota e si sente bene il loro continuo scagnare alla luna tra loro, quei furgoni neri condizionati che li trasportano, quel meravigliarsi di poco o niente, di avere una concentrazione pari e attiva per almeno dieci secondi netti.
Ma meno male che in tutto questo c’è un violoncellista sulle scale del Duomo di Montepulciano che con le sue note di musica classica o di colonne sonore di film, riconcilia con la pace e le vere essnze della vita.
Nessuno ascolta, una foto con il telefono, un “Wow” e un “MY Good” e via verso il trenino elettrico che li scarrozza per il paese o per un più confotevole bicchierino arancione seduti nei bar lì vicino.
Lo sguardo ironico del musicista accompagna tutti questi riti infantili, poi quando suona mezzogiorno, li saluta con una veloce versione di “Bella Ciao” e va a desiina.

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