Salerno, la città degli ombrelli

Una piccola Svizzera sul mare, dove gli autisti dei pulman ringhiano e fanno scendere se si è senza biglietto, dove i vigili multano e fanno rimuovere le macchine dove non devono stare, dove le famigliole si godono la passeggiata sul lungomare nel rito del gelato e del riposo, dove anche i dettagli sono curati e quando, le rare volte che piove in questa città di sole, le persone trovano gli ombrelli deposti sulle panchine, ai bordi delle strade, sotto le piante e li depositano nel punto esatto dove smette di piovere, pronti all’uso di chi passa quando ricomincerà a gocciolare.

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“Il Chianti è intoccabile”: duro comunicato del Comune di Radda sull’uso del suffisso Chianti nella fusione fra Barberino e Tavarnelle

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“L’Amministrazione Comunale di Radda in Chianti ha in questi anni lavorato affinché si affermasse un’idea ed una modalità operativa che guardasse a politiche territoriali unitarie e condivise dell’intero ambito del Chianti.

Ci siamo impegnati su più fronti, dalla definizione degli accordi sul Distretto Rurale, al contributo dato nella scrittura del nuovo Testo Unico Regionale sul Turismo, sempre con la volontà di condividere ogni contenuto, soppesando le esigenze di tutti i soggetti interessati, ma senza mai derogare da alcuni principi non negoziabili.

In questo modo sono stati scritti gli accordi sul Distretto Rurale del Chianti Classico, misurando la portata di ogni parola affinché non vi fosse alcun rischio di una lettura estensiva dei confini del Chianti.

Perché, è evidente, che una cosa è attivare strumenti che possano agevolare e favorire un sviluppo economico più solido per le nostre Aziende, ben altro, invece, pensare che questo percorso possa portare ad un allargamento dei confini di un territorio come il Chianti. Su questo non eravamo, non siamo e non saremo disponibili ad alcuna trattativa.

I confini del Chianti non sono negoziabili.

La proposta della Commissione consiliare che affianca le Amministrazioni Comunali di Barberino Val d’Elsa e Tavarnelle Val di Pesa, nel percorso di avvicinamento verso la fusione, di chiamare il nuovo Ente Comune di Barberino Tavarnelle in Chianti, rappresenta uno strappo inaccettabile di tutti gli accordi sin qui definiti.

Pur continuando a credere fermamente nella bontà del lavoro svolto in questi anni in sede di Conferenza dei Sindaci e nelle collaborazioni con soggetti privati come il Consorzio del Chianti Classico, riteniamo che, in mancanza del ritiro di tale proposta, l’Amministrazione di Radda in Chianti non potrà che recedere da ogni accordo e organismo territoriale iniziando a definire nuovi scenari per il futuro del nostro territorio”.

L’Amministrazione Comunale.

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Il muro di gomma della Berardenga

Il primo dovere di un politico è servire e non essere servito, avere sensibilità e capacità di ascolto, di sintesi e di azione, la capacità di realizzare i sogni senza l’ossessione per la carriera, il relazionarsi con le cose non vanno nel proprio territorio, anche mettendosi di traverso all’inciviltà delle persone, anche di quelle che magari lo hanno votato.
Non sono solo i cittadini ad avere il problema di essere ascoltati e capiti, ( essendo il comune l’ovvio interlocutore istituzionale, non i colonnini della Chiesa, le panchine della piazza, le sezioni di partito locali e provinciali) anche le forze dell’ordine si trovano a sbattere sul medesimo muro di gomma, sia che si tratti della famosa ZTL fantasma ridotta a parcheggio, sia che si tratti di problemi molto più gravi e urgenti che rimangono perennemente irrisolti. Fonte: Il Gazzettino del ChiantiIl Cittadino.

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Barberino Tavarnelle in Chianti: è il nuovo nome dopo la fusione dei comuni

Barberino Tavarnelle in Chianti- foto da il gazzettino del chianti

Procede celermente l’idea di fusione in un comune solo di Tavarnelle Val di Pesa e di Barberino Val d’Elsa, con le amministrazioni e i cittadini convinti di questa scelta.
Ma è anche in via di definizione un’appropriazione indebita del suffisso “Chianti” che andrebbe a dare il nome al nuovo comune: Barberino Tavernelle in Chianti.
Rivelatrici le parole di Francesco Tomei, rappresentante di Tavarnelle nel comitato di fusione: “Il termine Chianti vuole essere anche un segnale di riconoscimento e valorizzazione per un’area a vocazione turistica in cui si tutelano e si contemplano vari interessi, da quelli culturali a quelli economico-produttivi, con risvolti nel settore ricettivo, marketing e promozione del territorio”…..
Scippo di un nome (Chianti) che appartiene ad un’area storica e geografica che niente ha a che fare (se non per qualche vigna della denominazione Chianti Classico) con i due comuni che si vogliono unire.
Ricorda la furba controetichetta di un vino che si vantava di esser nato a metà strada fra il Chianti e Montalcino.

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I lama del Chianti

lama nel chianti foto da corriere fiorentino

Il tentennare della politica regionale presa in mezzo dal fuoco concentrico di opposti fanatismi (come quello di chi ha come missione nella vita la caccia al cinghiale e chi invece si batte per la salvaguardia degli animali), nel breve giro di qualche anno, porterà il Chianti ad essere un oasi per i lama, (animali originari del Perù), che pure loro, alla fine saranno resi autoctoni come altre specie che non c’erano, quali il daino e il cinghiale.
Al netto degli 11mila euro al mese percepiti da Simone Bezzini per esser presente a studi, convegni, consigli, inaugurazioni e ditate sul telefonino, la situazione si fa preoccupante per la presenza di questi miti animali, sulle strade, nelle vigne, nei boschi, in concorso alla mole degli animali di pelo meno pregiato allevati a pane.
L’introduzione di animali in un ambiente non loro può portare ad uno stravolgimento dell’assetto naturale di un territorio e se sono poca cosa i gerani mangiati nei giardini della Badiaccia a Montemuro, per quanto riguarda boschi e coltivazioni non è dato sapere quale sarà l’evoluzione con una presenza massiccia dei lama, che sempre più frequentemente sono avvistati in ogni angolo del Chianti Storico e del Chianti Inventato.

Fonte: Il Cittadino

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L’ortensia e le stalattiti di ghiaccio

Un buco in una grondaia in corrispondenza di un’ortensia di bella mole messa in terra, e non fa in tempo la gocciola a toccare il suolo, che gela sulla pianta, provocando degli aghi di ghiaccio, che certo, sono belli a vedersi, ma la pianta, l’uccideranno.

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Matteo Renzi: icchè ti ci metto nel panino?

renzi da maremma maiala

Aveva ragione la mi’ socera che a questo giro si chiappava una trona perchè io vo’ a giro e in televisione che paio leccato dalla mucca.
E quelle scarpine nere a punta e i calzoni neri a sigaretta paiono più da enologo dì vino che da futuro capo del governo.
Mi ci vole una coltrata d’umiltà, come dice la mì socera, sennò frana tutto il giochino e mi tocca mettimi a fare qualche cosa, anche se fare il cassiere all’ Ipercoppe mi garberebbe parecchio, anche perchè ci vengono certe spose a fa’ la spesa che riempiano l’occhi.
Prima dell’insediamento delle camere è bene che sparisca un poco dalla circolazione e vò a dare una mano a un imprenditore: il mi cognato e ha un camioncino di lampredotto e trippa e gira a fare i mercati, poi il mercoledi è a Pontassieve e mi viene bene perchè mi fermo a mangiare e a dormire dalla mi’ socera che nell’orto ha il cavolo nero cotto dal gelo e gli ci viene la ribollita più bona della costellazione.

A parte la legnata di ora, il futuro è nostro, sempre forza viola.

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Le pie disposizioni della mimosa innevata

Un inghippo tropicale mescolato a una carezza gelida scortese, in breve una mimosa fiorita coperta di neve che è il ponte levatoio verso il tepore di una primavera dei pensieri tanto poco pii, ma che si alimentano di bellezza.

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La manutenzione delle strade bianche

E’ merito de L’Eroica se queste strade da “polverose e piene di mota” a seconda della stagione, si sono trasformate in un monumento all’andar piano, sia a piedi che in bicicletta e anche in macchina, se si ha l’educazione di non alzar polvere quando si trovano belle camminatrici e gruppi di escursionisti.
Asfaltandole se ne sarebbe perso il fascino della memoria e dell’antico, non si sentirebbe lo scricchiolare dei tubolari nell’ultimo pezzo ciclistico che porta al traguardo, gli strazi di chi trova l’ultimo breve strappo in salita prima del frantoio prima di una comoda discesa di due chilometri che da la parola fine alla fatica.
C’è bisogno di più cura e manutenzione, tappare le buche, svuotare le fossette, dare le pendenze per accompagnare la pioggia dolcemente.
Il comune di Gaiole si adopera affinchè questa bellezza e questa memoria siano attuali e futuribili con l’andar piano e con il gustare in ogni frammento una delle strade più belle e fotografate del Chianti: la strada comunale di San Donato in Perano.

Fonte: Il Cittadino

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Siena, i cinghiali al pascolo in Viale Bracci

cinghiali-viale-bracci foto da radio siena tv

Quelli delle tenebre, dopo la scampagnata di qualche tempo fa nei giardini della Coop delle Gondaie, la battuta di caccia all’asilo di Scacciapensieri ecc. sono stati visti in gruppo nel lungo viale di comunicazione che collega con l’ospedale.

Così, chi ha la sventura di trovarseli all’improvviso davanti alla macchina, non deve neanche avere il timore di non poter essere soccorso in caso di incidente: le ambulanze, e l’ospedale sono a due passi. A Siena non mancano le comodità.

Fonte: Radio Siena TV

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