Panoramica da Montegiachi

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Antonio Maria di Checco Cinughi scelse un colle per edificare la propria villa – fortezza che domina nel profondo una grande vallata sottostante che si innalza fin nelle Balze di Caspreno e lascia intravedere nitidamente sullo sfondo la fisionomia di Siena.
Bella quella veduta doveva certo esserla, se anche ora questo affaccio è uno dei più bei angoli su cui poggiare lo sguardo fra colori di piante e foglie diverse, filari, crete e dune, argenteo d’ulivi e macchie di sanguine, giallo di loppi.

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Anche Paolo Rossi

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Tre fuoriclasse in pochi giorni: Maradona, Gianluca e Paolo Rossi, due artisti del pallone, un artista della vita in tutti i suoi ingranaggi e bulloni da svitare e riavvitare per rivedere di ritrovare il verso di andare.
Maradona aveva segnato di mano all’Inghilterra, Gianluca era a piantare la vigna scoscesa del capanno il giorno di Italia – Germania 4 a 3, Paolo Rossi fece tre gol al Brasile.

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Gianluca

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In un piccolo mondo dove le piante succhiano vita appollaiate sugli scogli di sassi, normale che i rapporti siano regolati da una fraterna condivisione delle giornate e dal sentimento comune di essere una grande famiglia.
Proprio perchè lo spicchio di mondo è piccolo e antico, diventa grande il vuoto da colmare e la pena nel trovare le parole per spiegare a ogni singola vite, a ogni gronda d’ulivo, a ogni caratello murato, che qualcosa è cambiato, che chi si occupava di loro, da oggi ha trovato altro da fare, sperando ci guardi e ci aiuti ad andare avanti.

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Il vinsanto dell’annata 2020

In campagna tutto scorre al netto della ferocia dittatoriale del consumismo e l’uva scelta alla fine di settembre e in parte appesa al sano ventilato di una stanza per liberarla dell’ acqua in eccesso e concentrare aromi e zuccheri è passata dallo stato solido allo stato liquido di mosto e ha trovato alloggio in due caratelli in cui si erano stabiliti gli umori del 2014 e del 2015, brillantemente ben riusciti e messi a riposare in damigiane.
Un sigillo di cera lacca sul tappo, rimanda a tempi migliori l’annata 2020.

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Il presepe acquatico della Villa a Sesta

Un piccolo paese che continua a essere una comunità di persone che si parlano e si ritrovano una domenica mattina per tirare a lucido stradine e piazze e pavesare per le imminenti feste.
I lavori fervono, la fantasia galoppa, installazioni si aggiungono ravvivando il borgo e rendendolo vivo, a tal proposito, spicca una delle frasi incise sui mattoni dell’ingresso al paese: “Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”, attribuita al Sognatore di Assisi.
Il presepe acquatico nel vecchio lavatoio ripulito, la borraccina che copre o si mischia ad assi per qualche futura creazione, le cassette da frutta di legno dipinte di rosso e piene di stralci di campagna, il trenino intagliato, alberi che si illuminano.
Segno che basta poco a scaldare quando prevalgono i sentimenti e il senso di comunità e di appartenenza.

Dopo un anno come questo, il tepore della Villa a Sesta c’è ancora, insieme alla meraviglia dei pomi non colti sugli alberi spogli.

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Pastorini Pastorini dipintore di vetrate

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Il 6 dicembre 1592 muore a Firenze, e viene sepolto in Santa Maria Maggiore, Pastorino Pastorini, abile e stimato pittore su vetro, nonché ottimo incisore.

Nato a Castelnuovo Berardenga intorno al 1508, da Giovanni Michele d’Andrea Pastorini, calzolaio emigrato dal Ponte di Pontremoli, e dalla seconda moglie Francesca di Lorenzo, negli anni Venti del ‘500 si forma come pittore e maestro vetraio ad Arezzo con Guillaume de Marcillat (nel 1528 risulta suo “garzone”), che gli lascia in eredità “i vetri e le masserizie da lavorare et i suoi disegni”, nonché, nel testamento del 30 luglio 1529, Marcillat impegna l’«eius famulus» Pastorino e Stagio Sassoli a completare la doratura di una pala destinata a San Francesco.

Dopo aver lavorato ad Arezzo, rientra a Siena e dà subito prova della sua maestria nel cantiere del duomo, guidato da Baldassarre Peruzzi.

Nella nostra cattedrale realizza numerose vetrate tra cui la grande vetrata circolare della facciata che raffigura l’ultima cena. Terminata nel 1552 (in realtà nel 1551 Pastorini viene addirittura imprigionato per inadempienza contrattuale proprio per quest’opera) si disse che era “la più sublime e vasta delle pitture in vetro che sia al mondo”.

A Siena realizza opere di pregio immenso (ed altre più particolari: nel luglio del 1536 viene pagato per un paio di «drappelloni colle palle», per «l’arme di papa Pio» e vari «acconcimi» al carro delle celebrazioni dell’Assunta), ma incappa però (forse per i molti impegni) in qualche grana giudiziaria: il 20 dicembre 1549 ottiene dagli ufficiali della Mercanzia l’incarico di decorare con stucchi e affreschi le tre volte della loro loggia presso Piazza del Campo, ma nel maggio 1552 ha ultimato solo la prima volta a sinistra, e pertanto viene (nuovamente) incarcerato e obbligato ad abbandonare la commissione, che viene affidata a Lorenzo Rustici.

Ma ormai Pastorino Pastorini ha una fama e uno stile così personale da permettergli di ottenere commesse da ogni parte d’Italia: esegue importanti lavori a Roma per papa Paolo III; trascorre molto tempo alla corte di Ercole II a Ferrara; opera a Firenze per i Medici che lo nominano Maestro degli stucchi.

Bisogna evidenziare la sua grande capacità anche come incisore di medaglie che realizza per i membri delle case d’Este, Farnese, Medici, è inoltre incisore delle zecche di Parma, Reggio nell’Emilia, Ferrara, Bologna, Novellara.

Fonti: Maura Martellucci, “Pillole quotidiane di storia senese” con Roberto Cresti, on line su Siena News e sul sito ilpalio.org

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Contrada della Torre: cena degli auguri da asporto

La tradizionale Cena degli auguri della Contrada della Torre programmata per il 22 dicembre, impossibilitata nello svolgersi per le note vicende, si propone sotto una forma alternativa: a cucinare saranno tutti quei Torraioli titolari di ristoranti, gastronomie, pizzerie e attività di ristorazione, che garantiranno il servizio di asporto o consegna a domicilio. Per tutti i contradaioli che prenoteranno dai ristoratori torraioli, la contrada insieme alla cena, farà arrivare il consueto omaggio a ricordo della cena degli Auguri.
Fonte: Radio Siena Tv

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Scossa di terremoto nel Chianti

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Non a Greve, nemmeno a Pontassieve o Montespertoli, ma più precisamente nel Chianti, a Castellina, l’epicentro di una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 a una profondità di 8 chilometri, che questa mattina alle ore 7.53, ha svegliato precocemente gli appassionati del letto in una giornata di diluvio.

Al momento non si registrano danni a cose o persone, dai professionisti del virus, al passare a sismologi, per molti, ora il passo è breve, fra colonnini, panchine e web.

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Libero accesso ai centri di raccolta rifiuti in cinque comuni

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Firmata una convenzione che agevola e aiuta notevolmente i cittadini che intendono conferire del materiale ai centri di raccolta anche al di fuori dal proprio comune, pur avendo il servizio a breve distanza dalla propria abitazione.
I comuni di Radda, Gaiole, Castellina, Castelnuovo Berardenga e Monteriggioni, hanno firmato un piano per l’utilizzo in maniera indistinta dei centri di raccolta comunali, si sa gestiti da SEI Toscana, per quanti risiedono all’interno di questi comuni.
Per agevolare la vita alle persone geograficamente ai margini del proprio comune ma vicini ad altre realtà, per permettere un meno burocratico modo di conferimento materiali e aumentare la raccolta differenziata.
Un appunto, per quanto riguarda realtà territoriali ampie e popolate come Castelnuovo, che hanno solo due giorni alla settimana e un orario per il conferimento dei materiali alla discarica di Cornia troppo breve, che, non va incontro alle esigenze dei cittadini.

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Cespuglio di rosa

cespuglio di rosa vertine

Nel cielo pulito di una mattina limpida e gelida si innalza un cespuglio vigoroso di rose che sono un drappo di sentimenti e di pensieri positivi da infondere nelle persone care, uno scudo corazzato di cardiologia applicata.

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