Pastorini Pastorini dipintore di vetrate

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Il 6 dicembre 1592 muore a Firenze, e viene sepolto in Santa Maria Maggiore, Pastorino Pastorini, abile e stimato pittore su vetro, nonché ottimo incisore.

Nato a Castelnuovo Berardenga intorno al 1508, da Giovanni Michele d’Andrea Pastorini, calzolaio emigrato dal Ponte di Pontremoli, e dalla seconda moglie Francesca di Lorenzo, negli anni Venti del ‘500 si forma come pittore e maestro vetraio ad Arezzo con Guillaume de Marcillat (nel 1528 risulta suo “garzone”), che gli lascia in eredità “i vetri e le masserizie da lavorare et i suoi disegni”, nonché, nel testamento del 30 luglio 1529, Marcillat impegna l’«eius famulus» Pastorino e Stagio Sassoli a completare la doratura di una pala destinata a San Francesco.

Dopo aver lavorato ad Arezzo, rientra a Siena e dà subito prova della sua maestria nel cantiere del duomo, guidato da Baldassarre Peruzzi.

Nella nostra cattedrale realizza numerose vetrate tra cui la grande vetrata circolare della facciata che raffigura l’ultima cena. Terminata nel 1552 (in realtà nel 1551 Pastorini viene addirittura imprigionato per inadempienza contrattuale proprio per quest’opera) si disse che era “la più sublime e vasta delle pitture in vetro che sia al mondo”.

A Siena realizza opere di pregio immenso (ed altre più particolari: nel luglio del 1536 viene pagato per un paio di «drappelloni colle palle», per «l’arme di papa Pio» e vari «acconcimi» al carro delle celebrazioni dell’Assunta), ma incappa però (forse per i molti impegni) in qualche grana giudiziaria: il 20 dicembre 1549 ottiene dagli ufficiali della Mercanzia l’incarico di decorare con stucchi e affreschi le tre volte della loro loggia presso Piazza del Campo, ma nel maggio 1552 ha ultimato solo la prima volta a sinistra, e pertanto viene (nuovamente) incarcerato e obbligato ad abbandonare la commissione, che viene affidata a Lorenzo Rustici.

Ma ormai Pastorino Pastorini ha una fama e uno stile così personale da permettergli di ottenere commesse da ogni parte d’Italia: esegue importanti lavori a Roma per papa Paolo III; trascorre molto tempo alla corte di Ercole II a Ferrara; opera a Firenze per i Medici che lo nominano Maestro degli stucchi.

Bisogna evidenziare la sua grande capacità anche come incisore di medaglie che realizza per i membri delle case d’Este, Farnese, Medici, è inoltre incisore delle zecche di Parma, Reggio nell’Emilia, Ferrara, Bologna, Novellara.

Fonti: Maura Martellucci, “Pillole quotidiane di storia senese” con Roberto Cresti, on line su Siena News e sul sito ilpalio.org

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2 risposte a Pastorini Pastorini dipintore di vetrate

  1. midolla ha detto:

    E’ da venerdi sera che questo capone sta sotto la torre e nei giorni normali spadroneggia indisturbato in tutti i divieti di sosta possibili… dove se non a Castelnuovo? Nel comune più addormentato del mondo?

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  2. sabri ha detto:

    Lì vengono bene solo le allerte meteo 🙂

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