Pienza e i fiori

La piazza Pio II pavesata a festa di fiori come ogni anno, ma anche gli angoli più reconditi del paese riempiti di gallerie di fiori dalle signore del luogo in una gara perpetua per dare a chi viene una botta di colore, in una sana gara di bellezza che ogni borgo dovrebbe avere e apprendere per essere più bello, soprattutto per chi ci abita.

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Il giro della Contrada del Drago

Ricomincia il bel tempo condito di aria di Palio: si definisce la presenza fra i canapi del 2 luglio e si scorrono i festeggiamenti fra le Consorelle della Contrada del Drago, che qui fa visita alla Torre e quei tamburi, stretti fra gli edifici di via Salicotto risuonano come se fossero mille anche se forse sono un terzo di cento.
Qui la rondine riassapora il gusto di una festa di cui era intimorita e si rende conto che la gioia, la vita e i graffi della vita sono come tre giri di piazza a cavallo, mescolati di gioie, dolore, presenze, sorrisi e legnate interiori o morali, sberletti e ironie.

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Infiltrazioni Gastronomiche a Castelnuovo Berardenga

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“Infiltrazioni Gastronomiche” conoscersi mangiando, venerdi 8 giugno a partire dalle ore 18,30 fino alle 24, nel Rione Castello (piazza Castellare) di Castelnuovo Berardenga, torna l’ottava edizione della manifestazione gastronomica che coinvolge la moltitudine di culture delle persone che abitano il Rione e mettono in scena le delizie dei propri luoghi di origine.
Musica e gastronomia toscana, pugliese, calabrese, campana, emiliana, sarda, tunisina e peruviana, con l’associazione “Viva el Perù Siena”.

Un evento che mette al primo posto l’integrazione, la conoscenza e la fratellanza fra le persone che abitano o hanno abitato nel Rione Castello e continuano ugualmente a partecipare, affascinati dal far conoscere le delizie e la cultura del propio paese o luogo di origine nel posto in cui vivono.

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La “rosa Chianti” di David Austin

Caro David Austin, quanto ci hai visto lungo a inventare la Rosa Chianti negli anni sessanta. Hai omaggiato questa terra, dedicandole una rosa, nel periodo che gli indigeni lasciavano la campagna chiantigiana per andare in città, mentre gli inglesi gli ridavano valore. Rosa Allevata da David C. H. Austin (Regno Unito, 1965).

‘Chianti’ è una delle primissime rose di David Austin, introdotte da Graham Thomas ‘Sunningdale Nursery”.

Introdotto nel Regno Unito da Sunningdale Nursery nel 1967 come “Chianti”. Arbusto. Collezione English Rose. Così è la dizione ufficiale della “Chianti Rose”. Allevamento: ‘Dusky Maiden’ X ‘Tuscany’

E non potevi che crearla così David Austin, la rosa del vino, la Rosa Chianti Rosso Sangiovese, e che produce un’esposizione massiccia di rose profumate.

Se “Constance Spry” è stata la  prima rosa, di David Austin, la  “Rosa Chianti” è stata  la sua prima rosa rossa.  Sebbene entrambe queste rose fioriscano solo una volta in una stagione, quando fioriscono producono una grande quantità di bellissime fioriture degne di confronto con il meglio delle Rose antiche.

Le fioriture sono grandi e inizialmente a forma di coppa, che si aprono formando rosette simili a galliche di un profondo color cremisi, che si trasformano con l’età in un bellissimo porpora scuro, con una forte fragranza di rose antiche.

Ogni vignaiolo chiantigiano, dovrebbe mettere la “Rosa Chianti” nelle proprie vigne, in testa ai filari delle viti. E Il Chianti Classico, sarebbe ancora più bello.

Questa è una rosa molto bella che dovrebbe essere coltivata più spesso.

Se le volete ordinare, le trovate qui. Fonte: La Finestra di Stefania.

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La rondine del Vicolo della Neve

Gustare la vita ti appartiene in ogni spiraglio, dagli affetti fin nei gingilli da appendere alle orecchie che si trovano sui banchi del mercato, il tutto condito di un raffinato gusto critico privo di fronzoli che va al cuore di ogni questione, fatto sempre con poche, secche parole o uno sguardo da dietro gli occhiali che sgretola ogni speranza.
Non c’è la neve, ma il Vicolo della neve, nel centro storico di Salerno, stretto e breve tratto, lastricato di amore sui muri con le poesie di Alfonso Gatto che sanno volare parecchio in alto fino a raggiungerti.

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La cantina di Felsina e Carlotta Salvini

La chiave del portone della cantina settecentesca di Felsina non è di quelle si possono perdere facilmente, potendola tenere tranquillamente sotto il braccio e sicuramente realizzata da qualche maestro della nobile arte del ferro battuto che nella Berardenga ha una lunghissima tradizione.

Fra due ali di silenti e sagge botti grandi di rovere, che custodiscono il tesoro di questa terra che da grandi vini, si scende con a lato sempre un semi cerchio di botti più piccole nelle cui lavagnette si leggono i nomi che a suo tempo riempiranno tante centinaia di ottime bottiglie.
Una rastrelliera che custodisce un sangiovese in taglio con pinot nero e chardonnay che spumantizzato con metodo classico riempie i calici nei luoghi più esclusivi e le volte sotto le quali un tempo erano presenti grandissime botti che hanno tolto il disturbo per lasciar spazio ai piccoli carati francesi.
E ad accogliere visitatori e clienti per queste vie del bere c’è Carlotta Salvini, un raro senso di coniugazione appropriata del verbo accogliere al tempo presente che non è la solita, scontata litania di commerciale vinario, ma il volto dolce e cordiale di chi ha in dono di spiegare e rappresentare le virtù di una grande azienda.

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I papaveri che osservano la chiesa di Spaltenna

Sul confine parecchio meridionale del Popolo di San Bartolomeo a Vertine, (ma pur sempre nel territorio del Popolo di Buca) c’è un’improvvisa invasione di bandierine rosse, che spalle alla strada, fanno da bordura al complesso di Spaltenna.
Veloci a fotografare non prima che i papaveri sfioriscano, ma caschi a pezzi la chiesa.

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Vertine: l’arco delle rose

Quando s’arriva fra maggio e giugno il roso piantato in quel barlume di terra accanto all’arco, piglia e s’accascia dal peso delle rose scarlatte che vi nascono e illuminano il passaggio dei visitatori, dei residenti, dei renitenti che non lasciano questo fantastico posto per un cordone ombelicale mai reciso, anche se c’è chi fa cartoline e le scambia con Montevertine.

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I Chips di Montepulciano: i vigili urbani motociclisti

Non sulle strade della California, ma bensì, nel centro storico di Montepulciano, una coppa di vigili motocilisti che fanno impallidire alcune amministrazioni con i municipali con la panda 4 x 4 vecchio modello, e altre, molto presenti nella rete, ma con i vigili che arrivano con un vecchio apino 50 solo per il libretto di circolazione.

A Montepulciano i vigili girano con la moto in coppia, paiono i ricordi di un telefilm di eroi su due ruote che giravano per le lunghe vie di Los Angeles (agenti Poncherello e Baker), solo che nel borgo le strade sono più strette e la sosta ai bar pasticcerie è più invitante che andare a giro per infinite autostrade a venti corsie.

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I funghi gentili di Vertine

Il lato positivo del continuo piovere è che si hanno fuori stagione i funghi più prelibati esistenti sulla faccia della terra che hanno persino il dono di rinascere sempre nello stesso posto ogni volta che le condizioni temporali lo permettono.
E’ tutto un firggere, un ripassare in padella con l’aglio e con l’olio e poi con il pane o sulla pasta e il bello è che ogni mttina rinascono e si ricomincia a cuocere.

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