Gli Eroici un po’ broccioni in Piazza del Campo

Niente che rappresenti la fine di un concerto, una partita di calcio, una normale serata di spritz in una delle piazze più belle del mondo, oppure la fine del tanto sognato Palio di luglio o di agosto, con la conchiglia ricoperta di bottiglie, carte e plastiche, che celeri operai della Sei, cercano di rimettere in ordine alla velocità della luce.
Il primo passaggio dell’Eroica in Piazza del Campo, comporta svariati succhini di frutta lasciati sui colonnini o alla loro base, qualche bottiglia d’acqua dimenticata, i sacchetti dei dolciumi, lasciati sui colonnini, con il massimo dell’eleganza che sono i ricciarelli del ristoro, sbriciolati di fronte alla Torre del Mangia e lì lasciati.

L’Eroica è da sempre qualcosa di diverso, ma per passare un’altra volta da Piazza del Campo, deve far recepire, anche ai pochi broccioni maleducati che dopo il passaggio, solo la traccia del tubolare nella strada bianca, deve rimanere. Fonte: Il Cittadino.

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Berardenga, un castello di palle troppo piccine

Indolenza, finzione, eccesso di comunicazione e veline alla stampa, ricerca e coltivazione del consenso lasciando che tutto sia e favorendo ciò che succede nel capoluogo di provincia accentuandone i difetti per la coltivazione di Kia, Golf, Seicento, Lancia fave e melanzane.
Mettono vincoli, mettono regole, inondano le stampe di comunicati luccicanti, quando non si è buoni da secoli di far capire alla valanga di incivili che macchine, spazzatura, rutti e stronzi non sono tollerati, come avviene negli altri enti civici intorno che stanno più sul pezzo che sull’apparire. Fave.

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Il rossetto di Lorenza, L’Eroica di Venezia

Gli occhi si sgranano su quanto c’è intorno, i muscoli si rilassano, la bicicletta si posa sui laterizi appena scaldati dal sole, che fanno da selciato e sedile in Piazza del Campo.
Nella luce intensa che avvolge come una sciarpa di tepore le emozioni di chi arriva, Lorenza, che viene da Venezia e di bellezza ne capisce, si lascia trasportare dall’emozione e nonostante la fatica, nonostante gli altri chilometri da percorrere, si lascia andare a un gesto unico e femminile come un velo di rossetto dato di fronte allo specchietto da borsetta e poi, con volto stanco, ma radioso, passa in rassegna tutte le facciate di Piazza e poi la Torre e dice:” Si, son proprio contenta”.

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L’Eroica 2021 in Piazza del Campo

Dopo un anno di sosta forzata per le note vicende, i ciclisti dell’Eroica, vengono premiati con il passaggio per il rifornimento/rinfresco, in una delle piazze più belle del mondo, dopo essere arrivati fra vigneti in accensione autunnale, ondulazioni delle Crete Senesi, romanticismo della Berarenga, Val d’Orcia e fermentazioni di Montalcino.

Un movimento allegro che ha portato gioia e spensieratezza in questo autunno che pare maggio e ripaga di tempi cupi di pioggia e intimità ferite.
Un tocco di rossetto per la cislista veneziana che si incanta nell’essere arrivata in Piazza del Campo, per esserle all’altezza.
Un succo di frutta, un sacchetto di ricciarelli, un veloce passaggio al pronto soccorso delle biciclette posto sottostante alla Maestà di Simone Martini, il che, non è per tutti quelli stanno appggiati ai colonnini.

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Dante nella Berardenga

A quando una svolta storica e culturale nel comune che ha nel proprio territorio una sfilza di importanti siti archeologici, un Giovanni di Paolo (nella chiesa parrocchiale), una lunga tradizione nel ferro battuto e una miriade di residenze gentilizie sperse per la rigogliosa campagna?

Il centro storico di Castelnuovo Berardenga è famoso per essere l’accesso alla serrata sedotta e abbandonata villa Chigi Saracini, e ingresso alla Torre dell’Orologio, tenuta aperta nei fine settimana dai volenterosi volontari dell’Associazione Filarmonica che dovranno far entrare i visitatori passando di fronte a una Golf e una Lancia (in una ZTL) piantate davanti, prima di entrere.
Ma intanto piccole, cattive abitudini rifioriscono e crescono, come una Lancia bianca posta per lungo o per traverso, di giorno come di sera.
Non saranno mai al livello della Golf o della Seicento, ma non esistendo un piano organico, della sosta e del traffico, se non qualche sfuriata di sanzioni improvvise per poi tornare nel solito limbo, i comodi ne approfittano posteggiandosi dove capita o meglio ritengono.

Solo che il punto più bello, osannato e storico del paese, merita quacosa di più che tornare il solito parcheggio per sonnolenza burocratica e ignoranza dei giovani virgulti.

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Il compleanno di Stinghe Stonghe Sting

roberto e giuseppina giardi trattoria la patria rapolano terme

Ebbe a venire a Rapolano Terme una sera verso le dieci quando alla Trattoria La Patria stavano al caffè gli ultimi clienti, un signore distinto e dai perfetti modi inglesi: “Io sono il manager di Sting e sono in anticipo per avvertirla sul suo arrivo con un gruppo di amici che veranno a mangiare nel suo ristorante”.
Roberto Giardi, gestore, cameriere, anima della Trattoria, guarda il distinto signore di sbieco e confida lui: “Stinghe, stonghe, so’ le dieci e fra poco io vo’ a letto”.
Fra i tanti successi di Sting, che oggi compie settant’anni e a cui sono state aperte le porte, le tavole e le cantine di ogni parte del mondo, un unico rammarico; essere arrivato tardi per gustare la tipica cucina toscana fatta a regola d’arte, dalla signora Giuseppina.
Altro particolare, non di lieve conto: se Sting ha compiuto gli anni, Roberto e la signora Giuseppina, ne hanno appena compiuti 48 di matrimonio e questa è una data significativa per chi ama cucina semplice fatta divinamente e persone speciali e veraci.

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La buca delle lettere di San Gimignano

buca delle lettere di san gimignano

Nella città delle torri, anche la buca delle lettere e delle cartoline, si distingue considerevolmente dal resto del mondo, avendo una splendida piastra metallica con tre fessure che contraddistinguono la forma di comunicazione cartacea, per i pochi che ancora si avvalgono di questo storico e magnifico mezzo per tenersi in contatto e mandare un saluto d’affetto.

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Caccia a ottobre rosso

Più che una sfida fra le asperità degli oceani alla ricerca del punto debole dell’avversario, una camminata fra le vigne nel punto del loro massimo splendore.
Il distacco dell’uva, il rilassamento della vite per aver portato a termine la propria missione.

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Il melo antico nel filare di sangiovese

E’ raro, nel mondo moderno, vedere un filare di viti mescolato ad altro, come di norma è sempre successo, come avere in cima o in mezzo dei peschi biancucci.
Sovente ci sono cespugli di rose, che un tempo erano le sentinelle per la malattia delle viti, accade ora che sia solo per abbellimento o compiacimento per quando qualche camicia bianca di lino, qualche tacco 12 o filo di perle mettono piede nella zolla.

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Ailanto nella Berardenga

Un piccolo problema al momento, ma che, se sottovalutato, può avere conseguenze letali nell’aspetto e nella colonizzazione di questa pianta invasiva di origine asiatica.
Nel capoluogo della Berardenga, vi sono principalmente due colonie di ailanto: una posta all’ingresso del complesso monumentale all’abbandono dell’ unità poderale della Vigna, all’ingresso sud del paese, l’altro in via Caduti della Resistenza, nella piccola scarpata sottostante che costeggia le alte mura della villa Chigi Saracini.
Occorre precisare che gli sfalci, le trinciature, i tagli di ogni tipo, vengono presi da questa infestante come un attacco e risponde lavorando sotto al suolo con le radici e producendo ributti sempre più fitti, sempre più potenti.
Il rischio che invada il paese esiste e va preso seriamente in considerazione, inutile stare a dire la mole di danni che potrebbe produrre all’interno del bellissimo parco abbandonato della villa Chigi Saracini, se dovesse riuscire a varcare con un seme portato dal vento o dal volo di un uccello, portando a morte certa nel tempo, le altre piante presenti in quel luogo dimenticato.
Si è detto che il taglio o la trinciatura come avviene al bordo delle strade, ne amplificano solo la crescita e la colonizzazione dato che l’ailanto non ammette altro che se stesso e distrugge le altre specie, quindi la cosa più importante da fare è la sua eliminazione.
In primavera, durante la fase vegetativa,, bisogna nebulizzare sulle foglie un diserbante specifico e sistemico come il Garlon EV.
Senza inorridire per un uso sensato del diserbante, occorre una quantità ridicola di solzione, essendo le piante molto piccole, con l’irrorazione che si può effettuare con un banale pompa manuale dell’orto.
Il problema adesso è di lieve entità, ma se sottovalutato, come spesso accade, può diventare molto, ma molto antipatico. Fonte: Il Gazzettino del Chianti

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