Ailanto nella Berardenga

Un piccolo problema al momento, ma che, se sottovalutato, può avere conseguenze letali nell’aspetto e nella colonizzazione di questa pianta invasiva di origine asiatica.
Nel capoluogo della Berardenga, vi sono principalmente due colonie di ailanto: una posta all’ingresso del complesso monumentale all’abbandono dell’ unità poderale della Vigna, all’ingresso sud del paese, l’altro in via Caduti della Resistenza, nella piccola scarpata sottostante che costeggia le alte mura della villa Chigi Saracini.
Occorre precisare che gli sfalci, le trinciature, i tagli di ogni tipo, vengono presi da questa infestante come un attacco e risponde lavorando sotto al suolo con le radici e producendo ributti sempre più fitti, sempre più potenti.
Il rischio che invada il paese esiste e va preso seriamente in considerazione, inutile stare a dire la mole di danni che potrebbe produrre all’interno del bellissimo parco abbandonato della villa Chigi Saracini, se dovesse riuscire a varcare con un seme portato dal vento o dal volo di un uccello, portando a morte certa nel tempo, le altre piante presenti in quel luogo dimenticato.
Si è detto che il taglio o la trinciatura come avviene al bordo delle strade, ne amplificano solo la crescita e la colonizzazione dato che l’ailanto non ammette altro che se stesso e distrugge le altre specie, quindi la cosa più importante da fare è la sua eliminazione.
In primavera, durante la fase vegetativa,, bisogna nebulizzare sulle foglie un diserbante specifico e sistemico come il Garlon EV.
Senza inorridire per un uso sensato del diserbante, occorre una quantità ridicola di solzione, essendo le piante molto piccole, con l’irrorazione che si può effettuare con un banale pompa manuale dell’orto.
Il problema adesso è di lieve entità, ma se sottovalutato, come spesso accade, può diventare molto, ma molto antipatico. Fonte: Il Gazzettino del Chianti

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