Enoteca Italiana di Siena lancia “Enoteca culturale”

L’antenato del Vinitaly partì dai bastioni della fortezza medicea di Siena con la “Mostra mercato dei vini tipici d’Italia”, reclamizzata con dei magnifici manifesti futuristi.
Altri tempi, altro mondo, ma le più importanti denominazioni vinicole sono rimaste e si sono proiettate nel mondo, mentre l?Enoteca Italiana ebbe alti e bassi, la mostra dei vini si trasferì sotto il balcone di Giulietta e Romeo e a Siena rimase il blasone e un’ente che finì nei fossi di un certo periodo storico.
Tolta polvere e ragnatele, rinfrescati i locali, primi vagiti di iniziative e poi quest’anno l’Enoteca entra in scena con tre serate d’arte e territorio distribuite nel mese di giugno.

Messaggi in bottiglia, musica e teatro come tre messaggi diversi, ma collegati:

Nada: una voce che ha attraversato generi e generazioni, una figura che incarna l’idea di un ponte tra tradizione e contemporaneità;
Lorenzo Maragoni: la poesia che diventa azione scenica e si apre a nuove forme d’arte;
Magalì Sare e Manel Fortià: la sperimentazione e la ricerca sonora che viaggia dalla penisola iberica alle due Americhe.

Nel Bastione San Filippo, è il momento in cui l’enoteca non è soltanto lo spazio del vino, ma anche quello delle voci e delle storie del presente. Sono messaggi che lasciamo viaggiare, in bottiglia, fino chi vorrà raccoglierli.

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