Cavalli d’autore 2023 al Santa Maria della Scala

Strada scivolosa e coperta di brina come una mattina gelata a gennaio o come il tufo nella curva di San Martino dopo un martirio di pioggia estiva fra i primi di luglio o verso la metà di agosto, l’idea di una mostra a Siena perniata sulla figura del cavallo.
Sarebbe come ideare una mostra sul gallo dedicata al Chianti o una sull’ uva o sulla figura della rana da svolgersi a San Sano. Terreno sdrucciolevole.
E invece no, la mostra collettiva in scena al Santa Maria della Scala dal 5 al 31 ottobre – pur essendo incentrata su un argomento già cucinato mille volte – sorprende per arguzia, ingegno e fantasia degli autori, che riempiono in modo splendido gli sguardi dei visitatori, all’interno di due sale, dove il già visto non è stato preso in considerazione.

Per questa edizione espongono:

Turi Alescio, Tommaso Andreini,  Lara Androvandi, Giorgio Bisanti, Rosanna Bonelli (Rompicollo), Sara Cafarelli, Elena Conti,   Roberto di Jullo, Ilaria Di Meo, Renato Ferretti, Vittorio Fosi, Carol Marano, Fabio Mazzieri, Stephen McGarva, Claudia Nerozzi, Rosalba Parrini, Sandra Petreni, Rita Petti, Tano Pisano, Iva Todorova, Manuel Vermeire, Massimo Stecchi, Jules Vissers, Armand Xhomo.

Fonte: Il Cittadino.

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Il Dit’Unto 2023

Come ogni anno, l’anticiclone di Villa a Sesta protegge dalle intemperie il paese nella sua ambita e grande manifestazione culturale e gastronomica.
Mentre tutto ill Chianti e la Berardenga erano avvolte in un panno umido di nebbia, il solo abitato della Villa era illuminato dal sole.

Vuoi per i bracieri, vuoi per i fornelli e girarrosti accesi, vuoi per quella protezione astrale che salva la riuscita per gli organizzatori e il buonumore per gli intervenuti.
Anche solo per gustare il crostino di struzzo, la cura dei customi delle donne e degli uomini del locale circolo ARCI (che ha dato anche il nome al figlio di Megan e Harry) le bontà dei cuochi stellati scesi per strada, Mirko e Gabriella della Luna Etrusca, scesi da Campi, Francesca con il gelato di Pit Stop al Bacio, il signore di Montelupo che spiega ai tanti curiosi come si modella la creta, facendo dono di piccoli vasi da asciugare.
La musica, qualche grappolo d’uva rimasto indietro fra i filari, tanta ottime cose da mangiare e poi c’è chi si guarda intorno e nel dubbio, punta direttamente sul classico: il panino con la porchetta. Fonte: Il Cittadino

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Siena in fiore, autunno in amore

Sotto questo sole che rinfranca e risarcisce di quelle lunghe giornate di pioggia che strusciava (impastata di malinconia) sui vetri delle finestre nei mesi più densi di luce della recente primavera, presso gli spazi intorno alla fontana di San Prospero, è in corso d’opera una delle più seducenti iniziative con i ciclamini impazienti, le zucche di ogni foggia da regalo, le rose all’ultimo picco di fioritura, gli agrumi per chi ha spazio di riposto per l’inverno, le saponette e i deodoratori d’ambiente, tutte le aromatiche in serie e i blandi peperoncini da arredo fino a fuoco acceso nelle viscere.

Non mancano i cuscini riempiti di noccioli di ciliegia, da scaldare nel forno per i colli più delicati e sensibili. Fonte: Il Cittadino.

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Sarteano, i vent’anni della Quadriga Infernale

Sono trascorsi venti anni da quando durante una campagna di scavo all’interno del Museo Civico Archeologico di Sarteano, venne riportata alla luce la tomba etrusca poi denominata della “Quadriga infernale”.
Fu una scoperta eccezionale per l’unicità delle pitture e per lo stato di conservazione, databile nella seconda metà del IV sec. a. C.. Si tratta di una delle più importanti scoperte archeologiche avvenute in Italia negli ultimi decenni.

Sul lato sinistro la decorazione pittorica si sviluppa in quattro zone: sulla prima parte del corridoio prima della nicchia con la più significativa scena del demone che conduce una quadriga, sulla stessa parete, ma dopo la nicchia con due defunti distesi sulla kline in un banchetto ambientato nell’Aldilà, il tutto incorniciato tra un meandro superiore in rosso e nero e un fregio con delfini che si tuffano nelle onde correnti nella parte inferiore sopra uno zoccolo rosso; sulla parete sinistra della camera con un serpente a tre steste di grandi dimensioni ed infine sul frontone della parete di fondo, a sinistra, con un ippocampo.
Sarteano celebra questa importante scoperta con un convegno che si svolgerà sabato 14 ottobre, alla presenza di Sarteano Francesco Landi e della Direttrice della Fondazione Musei Senesi Elisa Bruttini. Alle ore 11:00 Maurizio Harari (Università degli Studi di Pavia) Il rosso e il blu. Barbe, capelli, epidermidi nella pittura etrusca (e non solo); Paolo Bruschetti (Soprintendenza Archeologica dell’Umbria) Tombe dipinte del territorio orvietano; Vincenzo Bellelli (Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia) Sui rapporti stilistici ed iconografici fra pittura parietale e pittura vascolare; Maria Cristina Tomassetti (Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia); Chiara Arrighi (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Rieti, Frosinone e Latina) Progettualità, pianificazione e disegno nella pittura murale tarquiniese del IV sec. a.C.
Nell’occasione, la visita alla tomba della Quadriga infernale è da non perdere.

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Innamorarsi a Sestano

sestano berardenga, materasso

“Innamorarsi a Sestano” è stata una canzone che ha rallegrato i cuori in tormenta dei giovani della Berardenga per tutta l’estate.

Una di quelle canzoni allegre, spensierate che sanno di mare, di spiaggia, di anni ’60, di ghiaccioli alla menta, polo a righine, macchine stipate di asciugamani e panini alla mortadella o tonno e capperi.
Sestano (la località che ispira la canzone) è a due passi dal capoluogo, un tempo famosa per una voliera di fagiani, il viale dei lecci, una piccola chiesa, splendidi filari di viti d’autunno.
Negli ultimi anni è una località famosa per i tanti materassi lasciati sulla strada.

Fonte: Il Cittadino

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I musicisti che rallegrano Siena

musicisti nel centro di siena 2023

Quel suono rapisce, i ragazzi sono maestri e hanno un repertorio di emozioni scritte su note, che un turista per caso, quando passa, appena recepisce.
Allietano, stordiscono, commuovono, infondono una malinconica nota positiva che rallegra, nel loro genuino modo di essere: eversivi infusori di stati d’animo in letizia.

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Una splendida vigna a terrazze

vertine vigna a terrazze piazzole

Nelle vigne, si assiste a uno splendido ritorno al futuro, nello stile che l’allevamento a cordone (o a pecorina come dicevano i più maliziosi) viene messo da parte per un ritorno al semplice “capo e razzolo” – guyot – che ha il dono di far lavorare la pianta sempre nel nuovo.
Per quanto riguarda le vigne, i vecchi terrazzamenti costruiti in epoche di carri, bovi e tanta manualità, tornano in auge per una migliore irregimentazione delle acque, meno erosività del terreno, più umido al piede nei momenti peggiori e la bellezza a scaloni di gruppi che facendo nella vita altro – come oggetti offensivi atti a far male – si possono permettere di fare del bello a discapito di certe future cantine che andranno viste con oculata attenzione

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Il Generale Lee della Berardenga

ape generale lee della berardenga

Non siamo nella contea di Hazzard, in Georgia, nella fattoria dei cugini Duke e della splendida Daisy, (con il sindaco aggeggione Boss Hogg e lo sceriffo citrullo Roscoe P. Coltrane) ma nel parcheggio davanti alle vecchie scuole abbandonate e dei pregiati murales di Francesco Del Casino, corrosi dagli agenti atomosferici e dall’indifferenza, nella contea di Castelnuovo Berardenga, provincia di Siena.

Qui non è la Dodge Charger modello 1969 a sostare, ma una più consoma ape a tre gambe Piaggio, allestita da qualche giovane dei tempi moderni con tanto di bandiera confederata dipinta sul tettino e la qualifica di mezza bottiglia di plastica segata, messa a protezione del tappo della miscela.

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La vendemmia nell’anno della peronospera

Per ritrovare negli archivi un’annata malefica come questa, bisogna risalire nella memoria di chi c’era (e già era operativo) alla vendemmia del 1961, quando la primavera fu un pisciolio continuo e l’uva futura e le foglie – nel pieno della fioritura – non facevano in tempo ad asciugarsi.
La peronospera ha lavorato bene e proficuamente sulle varietà estranee come il merlot, che ha preso botte da tutte le parti e saanno molti i vini in purezza al gusto ciliegia che quest’anno non saranno per niente prodotti.
Il sangiovese fra alti e bassi, con grappoli che nel mese di agosto e nel bollore settembrino si sono asciugati e seccati, mandando a maturazione e vendemmia fra il 50 e il 60% di quella che avrebbe dovuto essere una quantità di uva normale.
Buone le gradazione, bassa l’acidità, alla fine sembra che in un’annata così difficile e idiota, anche il sangiovese tenda a merlottizzarsi.
Coccinella sul grappolo al sole che strazia il cuore in un malinconico languore.

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L’Eroica 2023, l’ultima maledetta salita

Per chi non ha mai percorso L’Eroica, l’ultima salita che precede il traguardo nello “strettoio” è una sorpresa non molto piacevole.
Poco più di cinquanta metri che dopo chilometri di dislivello, paiono una montagna da scalare e qui, in questo ultimo tratto di strada bianca, si possono udire imprecazioni in tutte le lingue del mondo, anche se i più coloriti sono i toscani, i più battutisti sono i romani e le signore sono dotate di una grazia infinita.
Scedono di bicicletta e sorridono, come è sempre giusto fare nella vita.

Fonte: Il Cittadino.

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