Fabio Zacchei e le foglie leggere del ferro

Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata. Probabilmente è da questa secca e acuta frase di Albert Einstein che Fabio Zacchei trae fonte di ispirazione e giovamento nelle sue opere d’arte forgiate nel ferro.
Si intravede, nelle sue foglie di vite arricciolate dal vento, il compimento dell’autunno, l’istante, il minuto prima del distacco del picciolo dal tralcio, come la resistenza più tenace dell’attaccamento alla vita.
Essere in simbiosi, entrando in punta di piedi, osservando nei particolari le limature del creato, con la saggia modestia dell’uomo sensibile, che a dispetto della mole e della forza del martello sull’incudine, riproduce ciò che la natura crea, l’occhio, gli atri, i ventricoli vedono, e il braccio e la mente compongono.
A Monti in Chianti, il proseguio di una lunga storia di ferro battuto della Berardenga.

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