La cena dei presepisti di Rapolano Terme

La storia inizia alla fine degli anni ’60, quando un gruppo di giovani rapolanesi da vita al Centro Giovanile, luogo di cultura, svago e riflessione che dura alcuni anni per poi finire per i mille rivoli di crescita e lavorativi che prospetta la vita.

Quando i giovani un po’ meno giovani si ricompattano iniziano a fiorire mille idee e modi di portare avanti un discorso di radici ritrovate e di cultura da coltivare.
Nel 1992 nasce l’idea del Presepe e i primi rudimenti di quest’arte che comprende mille rivoli dell’artigianato,dell’elettricità, degli effetti speciali, dell’ingegneristica, della fantasia, vengono innestati da tre famosi presepisti di Roma, contattati dall’allora giornalista Rai e rapolanese doc Claudio Farnetani, all’epoca con microfoni e troupe televisive a scorrazzare in lungo e in largo per le vie della capitale.

I presepisti guidano per i primi due anni i futuri colleghi termali, per poi dir loro di andare con le proprie gambe.
Iniziano guardinghi, ma crescono, si incaponiscono, si evolvono, inventano effetti speciali e scorci del loro magnifico territorio che diventano sfondo per il presepe monumentale che si rinnova ogni anno, svelato nella notte di Natale presso la chiesa di San Bartolomeo.

Da settembre, fino all’ultimo istante in cui si solleva il sipario è tutto un incidere, fare, modellare,  ritoccare un’opera d’arte che è anche un modo per stare insieme e tener vivo un piccolo grande paese pieno di idee e di acqua termale.
Ognuno come può quando può, tutti portatori di acqua al mulino di questa bellezza che si rinnova ogni anno e culmina con una cena fra tutti gli artigiani del vivere.
Con un’avvertenza: il signore degli effetti speciali che con una pentola a pressione, una padella, un copertone, un vaso da fiori, un po’ di calore, una ventola di lavatrice ha messo in atto dei magistrali effetti, sia tenuto nascosto e non se ne sveli il nome.
Con i tempi che corrono, questo tipo di genialità potrebbe esser rapita da emissari della Corea del Nord, per inventare qualche grosso petardo.

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