La rondine di Fabio Zacchei da una poesia di Giovanni Pascoli

Un brano della poesia dei calici di stelle, “Dieci agosto, San Lorenzo” di Giovanni Pascoli, ha ispirato l’artista che rende leggero il ferro Fabio Zacchei nel realizzare un’opera a perenne ricordo di coloro che la mattina del 17 luglio 1944 morirono per colpa di una miserabile cannonata nazista.
Una rondine piccina che gioiosa e bellina volteggia ogni giorno sopra il cielo di Vertine.

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Tornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Questa voce è stata pubblicata in Arte e curtura, Chianti Storico, Federica, fotografie 2014, La porta di Vertine, persone e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

11 risposte a La rondine di Fabio Zacchei da una poesia di Giovanni Pascoli

  1. an ha detto:

    A dimostrazione che le coincidenza, quando si ha l’animo puro, non avvengono mai per caso.

    Mi piace

  2. francesco ha detto:

    C’è una bella differenza fra le cose fatte con la testa e con il cuore rispetto a quelle fatte con il culo e il portafogli.
    Una bella giornata il 25 aprile a Vertine… saranno in tanti a ricordarla insieme a questa bella, emozionante opera.

    Mi piace

  3. fabio ha detto:

    ….mi è dispiaciuto molto non essere presente. Solitamente quando dono un’opera in beneficenza non è mio costume presenziare alle cerimonie in quanto non mi piace auto celebrarmi. Però qui a Vertine avrei fatto un’eccezione se il tempo me lo avesse concesso e non per ego …ma in quanto ho avuto modo di conoscere delle persone veramente speciali che operano per la collettività in maniera veramente ammirevole. L’ispirazione a questa opera mi è venuta casualmente tre giorni prima della cerimonia sconvolgendo completamente il bozzetto che avevo pensato. Poi l’autore di questo blog , Andrea, mi ha spiegato il significato della Rondine di Vertine…e allora ho capito tutto. Di seguito trascrivo le parole che spero siano state riportate correttamente durante il breve discorso di presentazione dell’opera :
    Per quest’opera mi sono ispirato alla poesia del Pascoli che si focalizza sul dolore di chi aspetta invano, a causa della scelleratezza umana il ritorno a casa della persona amata che sia essa un figlio , un genitore o il proprio coniuge .

    Questa rondine morente e impossibilitata a muoversi non potrà mai più dare affetto o pensare materialmente a chi lascia nel nido…..così metaforicamente la rondine incarna tutte quelle persone che a causa della guerra non potranno più tornare a casa per stringere i propri cari…qui nella fattispecie i cinque rondinini rappresentano le cinque persone che caddero per mano nazista proprio a Vertine e che a causa di quella cannonata maledetta non potettero mai più riabbracciare le persone a loro care.

    Ma ora leggiamo un’estrapolazione di questa splendida poesia intitolata X Agosto di G. Pascoli :

    Ritornava una rondine al tetto :
l’uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

    
Ora è là, come in croce, che tende
 quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

    E tu, Cielo, dall’alto dei mondi 
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
 quest’atomo opaco del Male!

    Mi piace

  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    Il sindaco (Michele Pescini) ce l’ha messa tutta per leggere le tue parole ma era sopraffatto dalla commozione tanto che, dopo la fine della lettura della poesia di Pascoli ha smesso tutto, abbracciato chi c’era nel 1944 e ha smesso di dire altre cose perchè non ci sarebbe riuscito.
    Poi la rondine…. quella rondine bellina che ispira chiuque mette sentimenti e passione a chi dona per il gusto, piacere di farlo. Qui quella rondine sorvola e cinguetta per sempre.
    Ora anche per la tua opera donata a Vertine.

    E stamani mi ha scritto Fabio da Forlì, il marito di Gabbriella che in quel luglio 1944 aveva pochi mesi e si salvò grazie a sua mamma (la Beppa) che la protesse mettendola dentro una botte da vino.

    La memoria gioca brutti scherzi, Chi non c’era o non sapeva ne ha preso coscienza e non dimentica. Chi c’era lo ricorda come fosse ora.
    Tanti o da soli, o con altri è tre giorni che piangono come fiumi in piena.
    E lo scopo era questo: spolverare la memoria. Ridare dignità ad un luogo in cui i prepotenti nel corso dei secoli hanno battuto grandi capate.

    Mi piace

  5. fabio ha detto:

    Bene Andrea,
    parole toccanti quelle scritte da Fabio……purtroppo sembra che il genere umano abbia scarsa attitudine con la memoria. Io penso che lo scopo di una scultura, oltre che al valore estetico, è quello di dare un messaggio anche ai posteri e farli riflettere….speriamo che serva a qualcuno in futuro….almeno non saranno state martellate date al vento.

    Mi piace

  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Con la retorica montata sopra il palco delle autorità non c’è speranza alcuna che qualche seme di memoria germogli in chi non c’era e non ha vissuto quegli istanti di guerra.
    Invece soprattutto grazie a Deborah e Monica qui è stato fatto un percorso di avvicinamento alla giornata di venerdi con la raccolta delle testimonianze di chi c’era quel giorno e della rappresentazione teatrale, più un incontro con i ragazzi delle scuole in cui dopo aver spiegato il momento storico in cui il tutto si svolgeva è stata data mano libera ai ragazzi nel ’44 di spiegare come si viveva e cosa è successo.
    E tenere tanti ragazzi vigili e attenti nel silenzio non è mai cosa facile.
    Venerdi non credevo venisse così tanta gente. Di certo le tue martellate non sono state vane perchè sono riuscite a commuovere tanta gente……….. anche chi in quel giorno lontano del ’44 non c’era.

    Mi piace

  7. Pingback: ASI Tractors, ProgettarTe Habitat e Bio Pride, settimana gustosa nel Chianti | Andrea Pagliantini

  8. Pingback: Il vescovo di Fiesole Mario Meini, San Bartolomeo e le cuoche del Popolo di Vertine | Andrea Pagliantini

  9. Pingback: Elena con le lunghe trecce bionde e le carceri del palazzo comunale di Radda in Chianti | Andrea Pagliantini

  10. Pingback: Fabio Zacchei e le foglie leggere del ferro | Andrea Pagliantini

  11. Pingback: L’opera di Fabio Zacchei in ricordo di Luciano Berruti | Andrea Pagliantini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...