Il pane gettato nei boschi del Chianti per allevare cinghiali

Quando gli alleati arrivarono nel  luglio 1944 le rondini covavano nel frastuono dei cannoni ed erano le uniche che beneficiavano dei chicchi di grano cascavano dalle spighe mentre il mondo si prendeva a cannonate e i gatti, per la fame, assumevano la fisionomia di pregiati coniglioli in umido.

La dignità dei grandi non permetteva di chiedere, mentre i bambini non si facevano pregiudizi a prendere ciò che i militari inglesi lasciavano sui cofani delle jeep per aiutare la popolazione locale.
Stecche di cioccolata, latte in polvere, sigarette nei barattoli tondi di latta, mandarini e pezzi di pane bianco che pareva un miraggio.

Molti anni più tardi la fame era sempre meno, ma sempre tanta, e c’era Beppe, seduto sotto il noce che consumava il frugale pasto a base di pane e corteccio dopo una lunga mattinata di lavoro.

Ora il pane (come le tonnellate di mais) non gode più del rispetto si deve al lavoro dell’uomo e del grembo della terra che genera il grano, tanto che lo si disprezza come fosse letame per gettarlo nei boschi allo scopo di allevare cinghiali che disintegrano campi, vigne, olivete, muretti.
Un territorio che vive di turismo (recinzioni ovunque per proteggersi) e agricoltura (uva) può permettersi una gestione dei cinghiali così incosciente come si leggeva poco tempo fa  su Vino al Vino di Franco Ziliani?

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25 Responses to Il pane gettato nei boschi del Chianti per allevare cinghiali

  1. Avatar di anna maria anna maria ha detto:

    Il ” capo squadra” , interrogato in merito si è scusato dicendo che è stato un errore buttare tutto quel pane in quel posto (sono andati subito a prenderlo e portarlo …….dove??? forse qualche metro più in là !!!) e che poi se loro attirano/sparano ai cinghiali è per evitare che vadano a “rovinare” i nostri pratini!!!

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  2. Avatar di silvana silvana ha detto:

    Pazzesco! Da perseguire, accidenti.

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  3. Avatar di Lallo Lallo ha detto:

    Per caso è successo nella zona di Greve?

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  4. Avatar di Angela Angela ha detto:

    Andrea, …la cosa mi preoccupa assai… dove hai fatto le foto? Sono allibita e depressa.

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  5. Avatar di Monica Monica ha detto:

    Hai coraggio a mettere pubblicamente queste immagini…. molti non l’avrebbero fatto o peggio, avrebbero fatto finta di niente.
    Straziare in questo modo il pane non va bene.

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  6. Avatar di filippo cintolesi filippo cintolesi ha detto:

    Lallo, si parla di pane gettato nei boschi del Chianti. Cosa c’entra la zona di Greve? Al massimo potrebbe essere successo a Greve che la’ fosse stato comprato il pane….

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  7. Avatar di Alessandro Alessandro ha detto:

    Un modo intelligente di trasformare pan secco in ciccia. Bravi !

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  8. Avatar di Andrea Andrea ha detto:

    Almeno serve a qualcosa, meglio che buttarlo nei cassonetti,oppure ci possiamo fare la minestra di pane con l’olio nuovo…..

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  9. Avatar di Alessandro Alessandro ha detto:

    Oppure volete che il Chianti sia un feudo solo di chi produce vino alla cui corte come tanti giullari i vengano di turno ?

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  10. Avatar di 3006 3006 ha detto:

    Ringraziate iddio non ci buttano qualche animalista scemo!
    Co branchi di cignali che ci sono mangerebbino anche i buio!

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  11. Avatar di Filippo Cintolesi Filippo Cintolesi ha detto:

    Ho appena appreso che l’evento che ha avuto luogo ieri, per il quale come tutti sappiamo era strumentale l’abbandono della quantita’ di pane di cui parla questo post, si e’ svolto ampiamente fuori dall’area vocata (quindi autorizzata). Contrariamente alle dichiarazioni rese da persona responsabile.
    Come la vogliamo mettere?

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  12. Avatar di andrea Andrea Pagliantini ha detto:

    Il foraggiamento dei cinghiali (pane, frutta, granturco….) è vietato non per opinione personale o sentito dire, ma per una legge regionale del 2009 e finchè tale norma non viene revocata, credo ci sia poco da interpretare.
    Mi auguro che manifestare pubblicamente e pacatamente un’opinione non comporti ritorsioni o danneggiamenti nel piccolo mondo che frequento….. ma sono predisposto anche a questo.
    Tanti anni fa, c’era l’usanza nei bar di lasciare un caffè pagato a chi non se lo poteva permettere, è di questi giorni la notizia che a Trento il consiglio comunale ha dato il consesno affinchè questo possa essere fatto con il pane. Lasciare un pane pagato per chi ha bisogno. Pane come alimento prezioso, frutto del lavoro che non verrà usato per concimare ginestre e ginepri come si vede in queste foto. Ma su questo argomento so benissimo di non essere compreso e aggiungo ulteriori cose sull’argomento cinghiale.
    Vorrei mettere in chiaro che in un territorio ci deve essere la possibilità per chiunque per esprimersi nelle proprie passioni o nel proprio lavoro.
    Ha diritto ad esserci chi produce uva da vino come chi va in giro in bicicletta, chi fa il fabbro come chi va in giro a piedi, chi va a vedere le partite di pallone senza far casino o chi gioca a bocce o va a caccia al cinghiale o chi va a cavallo.
    Si può parlare di tutto, ma non si può parlare pacatamente di cinghiali e di contenimento del loro numero per consentire a chi svolge altre attività o ha altri interessi di esistere sul territorio.
    Non c’è nessuno che vuole chiudere la caccia (specifico al cinghiale) anzi, al contrario, potrebbe rappresentare persino una risorsa per un territorio in difficoltà in cui le poche fabbriche chiudono o sono chiuse, in cui l’agricoltura arranca, la tessera non porta quasi più automaticamente la seggiola e anche il Vaticano con le spinte si è fatto da parte.
    Possono venire persone da fuori per vedere castelli, assaggiare vino come per venire a caccia da queste parti. Si possono creare scuole di addestramento cani da caccia, mercato per lacarne di cinghiale ecc. ecc. Non vedo dove sia il problema.
    I problemi semmai sono quando si sta male e non c’è un ambulanza, quando si perde il lavoro per la crisi o per qualche cosca, vedere alluvionata la propria casa o quando si ha da pagare il mutuo della casa o scegliere se fare o meno la spesa, avere una persona amata che soffre e non poter far niente per salvarla.
    Questi sono problemi seri e veri di difficile soluzione. La caccia al cinghiale, il loro numero spropositato (insieme a daini e cervi) sono cose di cui si può pacatamente parlare e venire a soluzione come succede fra persone normali che hanno una normale testa e cuore.

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  13. Avatar di mario mario ha detto:

    Poveri cinghialini… dopo che è finita l’uva, le poche ghiande e le tante ulive in terra, mica li si vorrà far morire di fame?
    Io gli farei anche un grufolatoio umido per tenersi allenati d’estate….

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  14. Avatar di Lallo Lallo ha detto:

    Non so esattamente come funzionano le cose, però vedo tutto l’anno un andirivieni di mezzi pieni o di pane o di secchi di granturco scaricato in un boschetto poco distante da casa mia.
    I cinghiali mangiano e si moltiplicano tutto l’anno senza sosta. Però intanto a volte faccio fatica a entrare in casa quando si mettono nel mezzo fra il piazzale e la porta.
    Ho dovuto recintare almeno il perimetro intorno a dove vivo, il pezzettino di orto e quel mezzo ettaro di vigna che ci ricavo il vino per casa e per gli amici.
    O quando trovo i fili tagliati, le maniglie dei varchi asportati, i paletti dove sopra ci passano le jeep….. un gran casino.
    Poi dall’apertura della caccia al cinghiale arriva un mucchio di gente e mi dicono che vengono a liberarmi dalla presenza dei cinghiali….
    Ma se gli danno da mangiare tutto l’anno pane e mais… a me pare sia allevamento…. altro che liberazione!!!

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