Il vino, le vigne, il borgo di San Felice e il fantasma del Grigio

Località di origine etrusca e scenario di sonore legnate fra senesi e fiorentini o fra i vescovi di Siena e di Arezzo oltre ad essere una delle più antiche pievi della zona, poi trasformata in borgo. Pochi riferimenti storici anche scorrendo il Repetti.
Poco distante da Brolio e quindi entro i confini della Berardenga e non del Chianti, anche se, fisicamente e territorialmente ne è una naturale prosecuzione.
Zona ariosa, armonica, ondulata, splendida per bellezza e per la bontà del vino vi nasce: una magnifica espressione dell’eleganza del vitigno sangiovese fatto di potenza, ma anche di eleganza e profumi piccini.

Camminare alla rinfusa per le vigne è un’occasione da cogliere per respirare bellezza e cura, che certo, con i suoi oltre duecento ettari non si può parlare di azienda a carattere familiare, ma bensì di moderna tenuta gestita meccanicamente in tante pratiche, raccolta compresa, ma è innegabile che i suoi milioni di pezzi prodotti, leggasi bottiglie, non tradiscono mai e sono da sempre un sinonimo di qualità e vino piacevole da bere.
E poi trovare vigne non buncherizzate da barriere protettive di ogni tipo, rinfranca e rincuora, segno che, almeno da queste parti la caccia (il cinghiale) fa parte di un sistema equilibrato in cui non vi sono esasperazioni e c’è posto per tutti.

Nel 1968, su intuizione di Enzo Morganti nacque il Vigorello, uno dei primi vini prodotto interamente di uva a bacca rossa (sangiovese, canaiolo) andando a ispezionare strade e sapori diversi rispetto al disciplinare di produzione dell’epoca.

Fra gli ex dipendenti più anziani circola la leggenda del fantasma del Grigio (un cavaliere rinascimentale) che ancora si sente cavalcare fra le vigne o il borgo di San Felice, ma di fatto, era uno di loro che a turno, in varie serate ed eventi si vestiva da cavaliere e scorrazzava attrattivamente per gli ospiti scivolando fra le botti di cantina.
La domenica pomeriggio, per gli appassionati di ora pro nobis, c’è la messa nella chiesina sul lato nord del paese, c’è un cuoco sombrerato di carnagione chiarissima che sceglie le erbe aromatiche per la cucina del ristorante, ci sono sparse intorno al borgo le opere di Renato Ferretti, le gallerie rossa e gialla, c’è la vendita diretta del vino, che, dopo la seconda bottiglia, non è escluso consenta di risentire il Grigio al galoppo fra le prode delle vigne.

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