
Hai sposato senza tradimenti una Regione piena di umanità e di pecore, ma non ti sei mai prostrato agli Agnelli.

Hai sposato senza tradimenti una Regione piena di umanità e di pecore, ma non ti sei mai prostrato agli Agnelli.
Quando il sacchetto di frittelle calde entra in contatto con le mani, riprende il senso del tatto nelle dita rattrappite dal vento gelido aretino.
E’ diventata leggendaria la squisitezza delle saporite e croccanti frittelle di riso realizzate dai volontari del “Settermbre Rapolanese”, che per i lavori in corso nel Piazzone (di fronte al centro storico) hanno spostato “la cucina da campo” in via XX Settembre (lato dello stadio).
I villeggianti, dopo i rilassanti bagni termali sono in fila davanti allo stand, insieme a indigeni e tanti altri di passaggio (o venuti appositamente) che poi percorrono in beata contemplazione le stradine del centro, maledendo di non aver portato dietro un goccino di vinsanto.
Per i più goduriosi ( o per chi poi vuole raggiungere a piedi la splendida Pieve di San Vittore) ci sono anche i bomboloni alla crema.
Fino a domenica 24 marzo il giovedi mattina, il sabato pomeriggio e la domenica tutto il giorno.

Architetto è chi costruisce un edificio che si riesce ad incastrare armonicamente nel contesto in cui si trova, Archistar è la somma degli eghi del committente e del progettista che si fondono nel realizzare un qualcosa che si incastra a supporto nelle loro smanie di protagonismo.
Le cantine sono semplici laboratori dentro i quali si trasforma l’uva in vino: qualche vasca di cemento, una pompa, una diraspatrice, un filtro e qualche damigiana, una pressa, pulizia e mente sveglia, sono le tecnologie per realizzare vini da sogno.
Si parla di sostenibilità e poi vengono realizzate luccicanti edifici dal niente (o dal poco) per far bollire qualche carrello d’uva o dare lo spazio all’altro ego di chef stellato da inserire in questo “armonico contesto” di cerchi a palla in puro travertino di Rapolano, che risalta come una Panda bianca parcheggiata nel bosco in pieno giugno.
Ecco il Chianti, territorio degli ultimi sogni erotici di chi alla semplicità del vino contrappone (ormai anche fuori moda e tempo massimo) lo stile scarpa a punta e i divani nelle vigne.
Sul Corriere Fiorentino (a firma Divina Vitale) maggiori informazioni su queste palle di carbonato di calcio.

Da quarant’anni Alessandro Haber è “Il bel vedovo” del famoso corso di elettronica in Germania (“Non si deve mai andare in Germania Paolo”) beffato dagli “Amici miei” mentre tutti insieme spolverano la tomba del Perozzi, mentre Haber è affranto dal dolore per la compianta dipartita della tanto adorata moglia Adelina (poi sappiamo tutti come finisce…”Manca poco prende tutti a cornate”.
Si sta sorseggiando un bianchino al solicino di un bar in Piazza del Campo, in attesa di esordire a teatro con Giuliana De Sio nello spettacolo “La signora del martedi”, ma per gli amanti del cinema, rimarrai per sempre “Un parente di Crotone”.
Idilliaco paesaggio che dalla Berardenga si inoltra nel territorio di Asciano dando vita a quel niente ondulato di terra coperta di colori diversi che sono le Crete.
Un cipresso, un pino, una saetta di bosco fra due gobbe, una casa e soprattutto un ovile, dove trovano ricovero le miti abitanti di questa natura umile e riservata.

Il camioncino della raccolta era passato con profitto almeno un paio di ora prima da via dell’Oliviera che fa angolo con via di Fieranuova.
Dopo un paio d’ore in quello stesso punto del centro storico, venivano gettati i resti di un bivacco che si contraddistingue in diverse bottiglie di birra, un paio di cartocci di vino, della pasta avanzata e dei sacchetti di organico che per tutto il giorno rimarranno sulla strada.
A proposito di decoro e di senso civico, di animali che durante il giorno possono aprire quei sacchetti, o dei topi che di notte possono cibarsi degli avanzi!
Spesso il problema non è la modalità di raccolta dei rifiuti, ma l’inciviltà delle persone.
Fonte: Il Cittadino

Per molti è più comprensibile chiamarlo “Rigatino”, per altri, nel corso dello Stivale, è più chiaro se si chiama pancetta, ma ci sono delle differenze non da poco nel preparalo.
Qui si tratta della medesima materia prima, ma la divergenza principale è dettata dal fatto che non ci si limita al pepe e al sale per affinarlo, ma nella superfice stesa, si applica un battuto con quantità a occhio di aglio e ramerino (anche qualche fogliolina di salvia) e poi cosparso con una miscela di sale e pepe.
Lo si avvolge a cannolo, lo si lega con perizia come in foto e lo si mette in un luogo fresco e buio leggermente inclinato, in modo che l’acqua scivoli via.
C’è chi già dopo una settimana inizia a tagliare e mettere sul pane, ma almeno una decina di giorni andrebbero aspettati, per dare modo all’aglio e al ramerino di insaporire a dovere la rondella di ciccia.
Nel centro storico svetta la torre campanaria del medievale Palazzo Pretorio.
Eretto tra il 1337 e il 1346 e restaurato nel XV secolo e XVII secolo, era la sede dell’autorità civile; nella facciata principale e nel lato orientale del palazzo sono presenti vari stemmi dei Podestà dell’epoca della Repubblica di Siena e quelli dell’epoca medicea.
In particolare, nella parte destra del portale principale è presente una gogna dove i malviventi o presunti tali venivano posti al pubblico scherno (una nicchia dove il condannato veniva legato mani e piedi, si vedono l’anello e la staffa nel muro).
All’interno tutto si è fermato al 1923, anno in cui venne soppresso il carcere della comunità.
Nelle celle con porte basse e poca luce, troviamo ancora i tavolacci di legno con i piccoli materassi di paglia.
Il carcere occupa i piani centrali dell’antico Palazzo Pretorio, cinquemila metri quadrati oggi abbandonati, in cui dal medioevo fino al secolo scorso si è amministrata la giustizia.
Le celle hanno gli stessi nomi da secoli: ”la bufala”, destinata ai detenuti in isolamento, la cella ”delle donne”, la ”pubblica degli uomini”, aperta sull’atrio, quelle “dell’orologio”, poste sotto gli ingranaggi sulla torre, e la cella ”paradiso”.
Sulle pareti frasi, messaggi, i calcoli delle settimane e dei mesi, i disegni che si incrociano e si sovrappongono per interrompersi proprio allinizio degli anni ’20.
Al primo livello si trovavano le sale della Cancelleria criminale, la stanza del giudice, la stanza per l’ora d’aria e l’aula per i processi (rimaneggiate negli anni ’70 per realizzare l’appartamento del segretario comunale).
Sede del Vicariato e del carcere della Repubblica di Siena nel 1300, il Palazzo Pretorio diventò Capitanato di giustizia sotto il Granducato dei Medici e nei secoli è stato più volte ampliato. Notevoli anche i sotterranei: le rimesse per i cavalli e gli scantinati si perdono in antichi cunicoli scavati nel tufo. Fonte: I luoghi del cuore FAI
Questi poveri ulivi sembra debbano scontare una condanna per aver commesso reati gravi.
La mano che li ha ridotti a una sconclusionata natura morta, a un prototipo di ciocco di legno sgrezzato, è uno dei punti più bassi mai raggiunti nel campo agricolo.
Onde evitare che questa tecnica finisca per essere abilitata da qualche “influencer” della “campagna per corrispondenza o sentito dire”, è bene ribadire che la capitozzatura è una forma di potatura che mortifica le piante, le imbruttisce, le rende più deboli nelle radici e più predisposte alle malattie.
La capitozzatura ha senso nella potatura del moro/gelso per avere frasca verde e non frutto, negli ulivi è la negazione dell’armonia e dell’amore per il verde e la campagna
L’aria fine delle pendici del Pratomagno, la tranquillità della vita in disparte dai clamori del Valdarno e dei suoi traffici commerciali.
La voce potente del torrente Ciuffenna che rigurgita acqua dopo aver tagliato le rocce e trovato il suo varco in un dirupo che taglia in due il paese.
Il pane buono e caldo con la soppressata, il delizioso giro a piedi fra le stradine ordinate, con il comune tinteggiato come il vestito di un vescovo.
Il lunedi mattina c’è il mercato e non manca il sacro panino con la porchetta, di cui dopo smaltire, con un bel giro per le tante chiese raccolte fra gli speroni della montagna.
Brilla la Pieve di Gropina, le altre chiesine delle frazioni, il maestoso affaccio dalla Trappola e l’acre, ma piacevole sentore di fumo da stufa o da camino.