Meleto ristruttura la Pieve di Santa Maria a Spaltenna

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Festeggia 50 anni dalla sua fondazione la società Viticola Toscana, proprietaria del Castello di Meleto (Gaiole in Chianti) con una festa al castello giovedi 13 settembre e nella stessa occasione sarà presentato il piano di recupero della Pieve di Spaltenna, chiusa per instabilità dell’immobile da questa primavera.
Il restauro permetterà di continuare ad officiare celebrazioni religiose, matrimoni e la festa del Crocifisso di maggio, dove danno il meglio di loro stessi, le tonache d’antani della Lega del Chianti.

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Il giro della Contrada della Selva

Solo bambini sono gli alfieri e i tamburini che introducono l’ingresso in piazza della comparsa della Selva in occasione della propria Festa Titolare, intitolata all’assunzione della Vergine per aria.
Ad un certo punto un piccolo alfiere arrotola la propria bandiera, si piega nelle gambe, la spedisce per aria, ma il ritorno è il suono cupo della parte bassa dell’asta sui mattoni, con lo sguardo verso i genitori, con una lacrima pronta a sgorgare, ma con l’applauso di tutti i selvaioli presenti, segno che l’importante è mettere tutto il proprio impegno senza poi abbattersi quando le cose non riescono. Come alfiere, nella vita.

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Un cinghiale blocca un ladro di auto

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Il destino cambia a volte il percorso della nostra vita e a volte il percorso, nel vero senso del termine, puo’ essere interrotto o cambiato da un cinghiale. E’ quanto è successo a un ladro di auto. L’uomo individuato il mezzo si è frettolosamente allontanato con la vettura rubata, quando, sulla sua strada ha trovato un cinghiale svagato che era andato ad occupare la sua corsia di marcia.  Per evitare il suino selvatico l’uomo è finito in cunetta, tra imprecazioni, recriminazioni e molto dolore. Il fato ha voluto inoltre che in quel momento passasse una pattuglia dei carabinieri forestali di Chiusi che hanno soccorso il malcapitato, provvedendo anche a consolarlo per quanto accaduto.L’uomo ha continuato a sostenere con astuzia di non aver bisogno del carro attrezzi e che avrebbe poi provveduto a recuperare il mezzo in proprio, grazie alla collaborazione di un caro amico del quale al momento non aveva il numero di telefono. Ma i militari molto premurosi e zelanti, hanno chiamato la centrale operativa dei carabinieri di Montepulciano per avere l’assistenza del soccorso stradale. Così l’operatore della centrale che aveva appena saputo del furto dell’automobile, ha voluto conoscere modello e targa del mezzo.E proprio la curiosità del militare l’ha portato a scoprire che l’auto che i colleghi  avevano soccorso era stata rubata. Una volta informati, i militari hanno ammanettato l’uomo che poco prima avevano soccorso. E’ così intervenuta  una pattuglia della Stazione dei carabinieri di Chiusi Scalo e così il destino del ladro è cambiato quando sul suo cammino ha trovato quel cinghiale. Dall’auto rubata è passato sull’auto dei carabinieri che lo ha portato nel carcere di Santo Spirito  con l’accusa di  furto aggravato. Fonte: La Nazione.

 

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Guistrigona, la piazzola del disonore

Nuovi lasciti nella comoda piazzola di Guistrigona, sono comparsi un paio di materassi e un paio di televisori ai bordi dei cassonetti posti ai margini della strada.
Uno spazio “comodo” per chi ha del materiale ingombrante e vuole disfarsene in modo rapido e banditesco.

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Siena: libri alla discarica

siena libri al liceo scientifico e linguistico

Davanti alla sede del Liceo Scientifico e del Liceo Linguistico, una ditta specializzata sta accatastando una collina di libri, su disposizione di non si sa bene chi, per mandarli alla discarica. I libri la Biblioteca Civica, non li voleva, altre entità non sono state sentite.
Dopo la foto è passata un’ape che li ha caricati e portati via…..

Fonti: Il CittadinoRadio Siena Tv

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Gaiole: il giardino di piazza Ricasoli

gaiole giardino piazza ricasoli

Da poco è stato inaugurato il nuovo spazio verde all’interno di piazza Ricasoli, e come sempre accade, l’opinionismo locale, ancor prima che venissero tolti i pannelli, che impedivano la visione dei lavori, ha messo in atto la solita performance che prima si limitava a qualche strillo in piazza, ora, con il più comodo bercio elettronico.
Ed ecco un’installazione che rende accogliente e ingentilisce una piazza altrimenti scarna e priva di punti di vista pregiati.
Olivi, che sono una caratteristica del paesaggio circostante, contenuti in un elegante corten metallico, decentrato, posta sopra un’altro corten, che contiene un tappeto erboso, altri fiori, e una pianta di fico.

Progettato dall’ufficio tecnico comunale e realizzato dalla Chianti Garden Service.
Panchine da opinionismo, ma soprattutto piante che non necessitano di trattamenti per il loro benessere. Ne esce una piazza Ricasoli veramente raffinata.
Fonte: Il Gazzettino del Chianti

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Il recupero degli olivi danneggiati dal gelo

Negli anni precedenti avevano pensato daini, cervi e caprioli a brucare come si deve le gronde di olivo, quest’anno, ai primi di marzo ci ha pensato il Burian (il vento gelido della steppa) ad assestare un altro colpo alle piante e alla loro produttività.
Fino all’arrivo del primo caldo non si notavano segni particolari, ma dalla fine di maggio si iniziava a vedere uno screpolamento del legno, un giallo nelle foglie, il sistema vascolare delle branche, che non funzionando lasciava il posto a parti totalmente secche.
Passata l’estate, (che per fortuna non è stata estremamente violenta) è il caso di valutare la risposta delle pianta e l’entità dei danni. Annata quantitativamente compromessa.
Negli olivi più danneggiati si procede ripulendo il tronco dalla rogna (malattia batterica che si presenta con rigonfiamenti di legno morto) e amputando le gronde fin nella cima, avendo cura di lasciare i rigetti che partono o dal tronco o dai rami, onde ricreare quanto prima la fisionomia dell’olivo.

Negli olivi con più vegetazione si toglie la rogna dal tronco, si amputa il secco, si va alla ricerca di rigetti dal tronco e dai rami sani, si lascia la chioma, si levano i succhioni dal piede. Evitare assolutamente la concimatura, fare un trattamento con poltiglia bordolese.

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La Regione Toscana e il patto per l’abbattimento dei lupi

lupo foto da greenMe

Notizia ghiotta quella pubblicata sull’edizione on line de “Il Fatto Quotidiano” in cui si  scrive che l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi, ha incontrato in un maso sul Pordoi i colleghi delle Province autonome di Trento e Bolzano, Michele Dalla Piccola e Arnold Schuler per trovare un accordo sui lupi che mettono ansia ad allevatori e agricoltori della Toscana. Qui l’articolo.

“Secondo i dati ufficiali, oggi in Italia vivono circa 2mila esemplari di lupo, di cui quasi un migliaio (tra puri e ibridi) solo in Toscana (110 i branchi) e buona parte dei restanti in Trentino-Alto Adige. Le predazioni in Toscana inoltre sono più di 500 all’anno e ogni dodici mesi la Regione è costretta a spendere circa un milione per gli indennizzi agli agricoltori”.

Numeri ridicoli se si pensa al mezzo milione di ungulati (cinghiali, cervi, daini, caprioli) che popolano la nostra regione e se si pensa che recentemente una sentenza del TAR ha posto fine alla caccia di selezione del capriolo, su richiesta di un’associazione venatoria che pare abbia interessi nella commercializzazione della cacciagione.
Ungulati che all’agricoltura producono danni per oltre quattro milioni, (a fronte del milione di lupi e ibridi) relativi ai prodotti non trasformati come l’uva, che se diventano bottiglie di vino le cifre sono astronomiche, ma che nessuno rimborsa.
Questa, in sintesi, la desolante situazione che produce la politica regionale (lupi attirati dalla massiccia presenza di prede, non certo lanciati con il paracadute, come sostengono tante doppiette) e che dimostra, (ancora ce ne fosse bisogno) lo scarso peso specifico che ha l’agricoltura, nei confronti della “Confraternita del Cinghiale”.

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Il giro della Contrada Sovrana dell’Istrice

Bellissime le vecchie monture e bandiere usate per il giro cittadino in occasione della Festa Titolare della Contrada dell’Istrice in onore di san Bartolomeo apostolo.
Meno belli quelli con i quali entrano in piazza in occasione del corteo storico da alcuni anni a questa parte.

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Giovanni Manetti presidente del Consorzio Chianti Classico

giovanni manetti foto da altissimo ceto

Cinquantacinquenne, grevigiano DOC (quindi non chiantigiano), Giovanni Manetti è il nuovo presidente del Consorzio Vino Chianti Classico. La nomina è avvenuta venerdi 31 agosto, da parte del nuovo Consiglio di Amministrazione che ha affidato, all’unanimità, al proprietario della nota azienda Fontodi, il delicato compito di condurre il Consorzio attraverso le sfide di sassi, zolle, antani e peronospera.

Quattordicesimo presidente del Consorzio dalla data di fondazione (1924) ama definirsi viticoltore – artigiano. Consigliere dal 1992, dal 2012, nel ruolo di vice – presidente.
Prende il posto di Sergio Zingarelli, che rimarrà negli annali per aver sverniciato il gallo e averlo creato errante, vestito alla settecentesca, appunto come Gian Gastone, la famosa ultima regina di Firenze.

Il nuovo consiglio di amministrazione del Consorzio Chianti Classico è così composto: Giovanni Manetti – Fontodi, Simone François – Castello di Querceto, Laura Bianchi – Castello di Monsanto, Sebastiano Capponi – Villa Calcinaia, Alessandro Palombo – Luiano, Tommaso Marrocchesi Marzi – Bibbiano, Nicolò Mascheroni Stianti – Castello di Volpaia, Alessandra Casini Bindi Sergardi – Bindi Sergardi, Francesco Ricasoli – Barone Ricasoli, Duccio Corsini – Principe Corsini – Villa Le Corti, Renzo Cotarella – Marchesi Antinori, Luigi Cappellini – Castello di Verrazzano, Enrico Pozzesi – Rodano, Filippo Mazzei – Marchesi Mazzei, Sergio Zingarelli – Rocca delle Macìe, Enrico Viglierchio – Banfi, Ivano Reali – Castello di Gabbiano, Stefano Marzotto – Pile e Lamole e Vistarenni, Andrea Cecchi – Cecchi, Francesco Colpizzi – Castelli del Grevepesa, Malcolm Leanza – Colline del Chianti. Fonte : Il Cittadino

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