
Parecchi sassi, terra cruda, vigne, boschi fitti e l’argento di foglie di ulivi,acque di fontini e di sorgenti, persone use a stare nel mezzo, proni verso chi unge, paesaggi cardiaci.

Parecchi sassi, terra cruda, vigne, boschi fitti e l’argento di foglie di ulivi,acque di fontini e di sorgenti, persone use a stare nel mezzo, proni verso chi unge, paesaggi cardiaci.
Un Va pensiero improvviso all’interno dell’oratorio della Contrada del Nicchio intitolato a San Gaetano da Thiene, un luogo insolito ma dall’acustica perfetta per questo pezzo del Nabucco di Giuseppe Verdi.
Pensare che avrebbe dovuto essere l’inno Padano, pensare che è meglio stia nel fresco delle prove di notte della Contrada del blu notte, del corallo, della capasanta.

Un salire al cielo di rose classiche e vermiglie, un salire al cielo di gigli il cui profumo pare di percepire in questo giorno di presentazione del magnifico Palio di Andrea Anastasio, in questo giorno di stelle cadenti, di calici di stelle, di malinconia palpitante e di amore persistente.
Un Palio con gli animaletti delle Contrade quasi fossero giochi dei bambini, due cavalli guerrieri in bronzo, una Madonna che guarda per aria, persa in quel beato angelico di profumi, nella notte in cui si esprimono, sognando, i desideri.
Un Palio fatto di stampa digitale e ricamo, connubio di futuro e manualità antica.
Eletta nata sotto il segno del toro, assoggettata di temperamento alla caducità delle stelle nella notte di San Lorenzo.
Vispa, malinconica, serena, tagliente e ombrata, un calice di stelle sarà sempre per tu, a beneficio della tua arguzia, a sentore del tuo potente frastuono di bellezza.

Speriamo piova, affinchè la terra si abbeveri e le scarpe pestino la mota.
Speriamo piova, affinchè gli ulivi rialzino la testa.
Speriamo piova, affinchè le viti si riempiano di mosto.
Speriamo piova, affinchè i boschi non siano a rischio fiamme.
Speriamo piova, affinchè tutte le creature di cielo, di terra, d’aria sopravvivano.
Speriamo piova, affinchè le lacrime per la rondine siano un continuo.
Alla ricerca dell’acqua più fresca e della socialità perduta: ovvero la raffinatezza dell’acqua filtrata dalle radici di castagno e un punto d’incontro fra persone diverse da ogni dove, che si muovevano con la scusa di riempire qualche bottiglia.
Nel piccolo deposito l’acqua ancora arriva, dopo le prime tre/quattro bottiglie c’è da avere un pochina di pazienza per riempire le altre, ma in breve tutto si colma e si raffresca.
Da una collaborazione fra Siena Jazz e l’Accademia Musicale Chigiana, nasce un concerto fra due eccellenze del panorama musicale italiano: “Another Silent Day” con musiche di Miles Davis e di Kenny Wheeler nella barocca piazza della chiesa di Santa Maria in Provenzano.
Nella prima parte del concerto, i maestri Stefano Battaglia (pianoforte) e Fulvio Sigurtà (tromba e flicorno), Antonio Caggiano (percussioni), Giuseppe Ettorre (contrabbasso), insieme ai talenti straordinari di Evita Polidoro (batteria) e Francesco Panconesi (sax tenore) presenteranno una suite originale, versione inedita in prima esecuzione, intitolata Another Silent Way.
Nella seconda parte alla guida di un ensemble composto da Iacopo Teolis (tromba), Lorenzo Simoni (sax alto), Stefano Zambon (contrabbasso), Simone Brilli (batteria) e la voce di Chiara Chisté, il maestro Greg Burk (pianoforte) ripercorrerà alcune tappe della parabola compositiva di Kenny Wheeler.
La prima luce illumina la faccia d’ingresso della torre e certi mattoni rossi che brillano e rattoppano da tempo immemore un graffio fra le pietre.
Silenzio fra i suoni della natura fino al barrito di Pasqualino che si sveglia, si stira, Teo che abbaia, la cerca del caffè sotto all’ulivo, la razzolata alla ricerca dell’ultimo zucchero in fondo al bicchiere.
Non è perdersi, ma vivere entro il proprio animo spifferi malinconici, con i piedi che hanno la funzione di radici ben fisse al suolo.