Il sapore dell’olio nuovo

E’ il solito rito di stendere le strisce, abbattere le olive con il frullino, far rotolare le stesse tutte insieme, metterle nelle cassette e ritirare le strisce per i prossimi 25 metri di campo in modo da far cascare sul telo i frutti di 5/6 piante per volta.

Se non fosse che tutto questo èbersagliato dai singhiozzi del cielo non sarebbe neanche tanto duro, neanche tanto complicato.
Ma lo stivale nel fango rallenta i movimenti, le casse piene da portare sembra improvvisamente che raddoppino il loro peso, la mattina il gelo ti aggredisce la faccia e le parti del collo esposte all’aria.
Poi si scalda il clima e il corpo se ne giova nel movimento e nel piacere dell’azione, certo una bella fatica, però il sapore dell’olio nuovo sul pane appena scaldato, vale tutto questo.

Questa voce è stata pubblicata in Arte e curtura, campino e olio, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2016, La porta di Vertine e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Il sapore dell’olio nuovo

  1. Il sapore dell’ olio nuovo è troppo buono

    Mi piace

  2. Pingback: I danni degli ungulati all’olivicoltura del Chianti | Andrea Pagliantini

  3. Pingback: Se si attaccano anche alle olive... - Il Cittadino Online

  4. Pingback: Se si attaccano anche agli ulivi... - Il Cittadino Online

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...