Santa Maria delle Grazie al Porto

Pare incredibile che questa chiesina sia stata costruita su un porto, con il verde intenso e brillante della campagna intorno che la circonda, ma fino alla bonifica della Val di Chiana (voluto dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo nel XVIII Secolo) da qui partivano le barche per Cortona e per Castiglion Fiorentino.
Ci sono due signore che per le occasioni religiose o di tanto in tanto si occupano di tenere la chiesa pulita e ordinata e poco importa se fra le panche di legno ci sono delle seggiole bianche di plastica in uso alla sagra della porchetta o della nana, ma in questo contesto delizioso e semplice non stonano perchè sono un comodo approdo per seguire la liturgia o aspettare il momento giusto per tirare il riso agli sposi che frequentemente celebrano il matrimonio fra questa costruzione di mattonni Seicentesca, le rotoballe, il verde e le viti generose potate con quattro lunghi capi.

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Berardenga, la sosta vaticana

berardenga sosta vaticana

Con Papa Francesco è arrivata l’austerità anche in Vaticano, quindi niente più tonache realizzate dai migliori sarti di Roma, croci dei cardinali tempestate di pietre preziose e morigerazione anche a tavola per lo scorno dei porporati che non mancavano mai di movimentare la vita culinaria della capitale.
Sterzata anche sulle auto blu (dato che Francesco o si muove a piedi o con una Pandina bianca quando è di servizio, oppure con un’Ape quando vuole andare a fare un giro solitario in incognito).

Basta con gli esponenti del clero con la lussuosa macchina sottocasa, è un privilegio che il nuovo corso imposto da Bergoglio non tollera con un invito alla discrezione, alla preghiera, alla contemplazione del creato senza creare ostacoli al prossimo.

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La Leopolda di Vertine

Mentre la Leopolda si apre al concionatorio a fasi alterne con le scarpe a punta del vino nella due giorni della “Collection” del galletto rampante, nella Pista di Vertine si è più modestamente sotto un tetto di bel solicino che schiude i cavolacci e le margheritne, in attesa che la brace (di leccio, ulivo, alloro, cipresso ramerino, e salvia) tinga il sopra la gratella del giusto tenore di cottura.
Pare aprile, non è normale, ma è pur sempre una rondine di un dolce sentire.

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San Gusmè: alla ricerca delle mura perdute

Continuano a ritmo sempre più serrato i sopralluoghi e le giornate di studio a San Gusmè del grippo “Castelnuovo della storia e dell’arte” per la giornata di maggio nella quale verranno spiegate le novità e le curiosità storiche e artistiche emerse su questa piccola comunità posta alle basi dell’insediamento etrusco del Pian Tondo.
Un convegno e visite guidate all’interno del paese alla scoperta di come era alla fine del 1400 e delle caratteristiche che lo rendevano unico, importante e un po’ fuori dal coro dell’epoca, con linaugurazione di un pannello esplicativo dell’epoca e con un pranzo realizzato nelle famose cucine di San Gusmè.

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Romanticamente Pagliarese

Un marchio che fino alla metà degli anni ’90 era icona di una garanzia sotto la forma di una bottiglia di vino, con una distribuzione capillare in enoteche e ristoranti, con i fiaschi per le bottiglierie, con la produzione di un bianco (della Lega della Berardenga) che spopolava nelle località marine e con uno dei primi rosati quando nessuno lo filava.
Un rosato da salasso di sangiovese della Vigna Grande, messo a fermentare nel legno di una botte da 37 hl e come arrivava alle bottiglie, finiva in un lampo.
Amarcord del tempo che fu, mentre ora il silenzio avvolge le vigne e la cantina, mentre un tempo era tutto un fervore all’imbottigliamento o nei campi e di camion in arrivo o in partenza con uno dei vini più raffinati e nobili che venivano prodotti nel Chianti Classico.

Le vigne sono state rinnovate, un’oliveta sopra la cantina ha lasciato il posto alle viti, la piacevolezza dei passi e del paesaggio corrispondono all’identico romanticismo dei giorni migliori, ma con il clima che cambia e la corposità e il grado che aumentano, i sentori di legno che diverificano le epoche e le mode (il silenzio quasi irreale che incombe) si ha l’idea che sapori e giorni felici sono un ricordo, mentre il confuso presente avvolge come un panno di nebbia..

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La parietaria vince sempre

vetriolo parietaria su auto

Fra le più comuni cause di allergia a causa dei suoi pollini, era ottima per pulire le bottiglie (quando erano quasi più preziose del contenuto).
Cresce sui muri, è la dannazione nei vasi dei fiori, ma riesce persino a nidificare fra gli inserti delle carrozzerie delle macchine, per renderle più verdi.

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Il diserbante sparso lungo le recinzioni delle vigne

il diserbante lungo le recinzioni delle vigne

Il vino non è più un alimento o benzina per una forza lavoro che compie sforzi sovrumani, ma nella maggior parte dei casi è un bene di lusso al pari di una borsa, un gioiello, un profumo ecc.

Con tutte le contraddizioni del caso, sia chiaro: alla base sta chi pota e custodisce le vigne, non più sapienti operatori, ma variegati giovani provenienti da ovunque, con un tempo massimo di pochi secondi per qualsiasi operazione da svolgere su una vite.
Il lusso sta nella commercializzazione e nel marketing, mentre alla base arrivano i coriandoli e se si hanno gli occhi un po’ allenati, non è difficile scorgere come la conduzione in biologico di diversi vigneti (al margine dei recinti che li proteggono dalle voracità ungulate) sia attraversata da una riga di diserbante che colora di arancione una lunga striscia di ipocrisia. Fonte: Il Cittadino.

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L’orgoglio contadino della Val di Chiana

“Il punto è: che se loro fossero foche o balene sareste tutti indignati. Ma loro non lo sono, no. Purtroppo no. Loro sono normalissimi, comunissimi esseri umani, gente perbene a cui non è rimasta neanche una dannatissima oncia di speranza”.
Sono le parole di Danny, il direttore della banda della miniera di Grimley di fronte al pubblico del Royal Albert Hall, dopo che hanno vinto la gara fra le bande musicali del Regno Unito (dal film Grazie Signora Tatcher).
Persone, che per essere considerate suonano della bella musica, ma che una volta smessi gli strumenti e gli spartiti tornano a essere semplici minatori… o semplici contadini come in questo caso.
Eppure sono le persone che con fatica e passione riempiono le tavole di ogni prelibatezza, ma nella scala gerarchica della considerazione sono fra quelli che hanno le mani sporche, le scarpe fangose e devono sfidare le bizze delle stagioni e dei riempitori di sedie.
In Val di Chiana, il presidio dei contadini raccoglie applausi e tanta solidarietà da chiunque passa.
Di fronte al divario fra i prezzi all’origine e quelli sul banco di vendita c’è tutta un’ingiustizia e una forbice che si traduce in frutta e ortaggi pagati pochi centesimi e rivenduti a peso d’oro… mentre chi raccoglie e chi coltiva deve stringere la cinghia.
I trattori del presidio sono quanto di più bello e moderno la tecnologia e la meccanica prodocuno per agevolare il lavoro nei campi ed è innegabile che la possibilità dell’uso e l’acquisto di questi mezzi è dovuto ad agevolazioni e contributi comunitari.
Un contadino ha tutto l’interesse affinchè quanto produce e la sua terra (la sua vita) sia quanto di più sano e benefico per il consumatore e per i propri figli.
Si fa un po’ di confusione fra l’uso o il non uso dei pesticidi (eppure i contadini con l’arguzia e l’ingegno hanno combattuto da sempre con le avversità più diverse) ma nessun coltivatore vorrebbe nutrire la propria famiglia con alimenti ipoteticamente incerti.
Ciò che arriva dall’estero non corrisponde con criteri di benessere e salubrità che vengono richiesti ai nostri coltivatori, ma è anche vero che ogni lotto in arrivo viene controllato, analizzato, ben monitorato prima di essere trasformato e portato sulle nostre tavole.
L’ingiustizia è evidente: sta nella differenza che prende un agricoltore combattendo con tutte le avversità (e anche le assurdità di parecchi burocrati) rispetto a quando il suo prodotto viene rivenduto.
Esistono gruppi di produttori e di consumatori che si aiutano, con i primi che spuntano un prezzo più equo, con i secondi che acquistano prodotti di grande qualità a prezzo minore che in qualsiasi cattedrale della grande distribuzione… forse la strada è questa.

Fonte: Il Cittadino

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Primavera in anticipo

Passino la mimosa, il mandorlo e le rose nel loro fiorire anzitempo in un’euforica follia dettata dal clima morbido, ma come possano i giaggioli farsi ingannare e fiorire alla metà di febbraio è un mistero.

C’è chi sostiene che i cambiamenti climatici sono una bufala inventata per gettare discredito sul Governo, ma a questo punto – con gli iris fioriti – qualche dubbio che il clima e le temperature siano diventate un girone bizzarro… sovviene

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Berardenga: la sosta alla svizzera

svizzero fermo nel mezzo di strada berardenga

In Svizzera lasciare la macchina nel mezzo di strada per andare al ristorante o al teatro (posti uno di fronte all’altro), non sarebbe proponibile, ma uno svizzero che varca la frontiera e si trova ad attraversare il centro di Castelnuovo Berardenga, si adatta immediatamente agli usi e costumi locali e parcheggia la sua lussuosa sportiva germanica nel mezzo della ex Statale 484 impedendo la circolazione e il transito, esattamente come fanno tanti “svizzeri” locali che si credono di essere a Berna e invece si trovano a Castelnuovo, epicentro mondiale della sosta …alla Berardenga.

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