A Brolio la magnum del Centenario

chianti classico bottiglia del centenario

Anniversario del Centenario della fondazione del Consorzio Vino Chianti Classico.

Data non da poco per la storia enologica e di tutela di un vino prodotto a cavalo di due province e di storie combacianti come due rette parallele.
La posa delle bordolesi magnum in mezzo alle vigne invece che nel mezzo ai centri urbani è la scelta migliore: si passa dal pampane alla raccolta, pigiatura, affinamento e imbottigliatura proprio nel posto dove tutto nasce e a Brolio nasce due volte, dato che “la formula del vino sublime” vede la luce fra i merli e il gotico posto un poco più in alto, nato da un tizio di nome Bettino che soleva spesso affermare il motto: “Siamo onesti!”

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Quando i nazisti spararono alla signora Novara

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A Vertine mancavano pochi giorni alla Liberazione del 17 luglio 1944 e al dramma dei tiri d’artiglieria tedesca sui carri armati neozelandesi appena arrivati che videro morire cinque persone, quindici feriti e la parte superiore del paese (comprese la chiesa e la canonica) gravemente danneggiata.
I militari tedeschi della famigerata “Brigata Goering” facevano paura: razziavano dagli animali al grano, svuotavano fiaschi e da ubriachi facevano gare di tiro sul cipresso solitario di Paiolo (ancora oggi si vedono i fori sul tronco).

Le donne tremavano, le ragazze venivano nascoste e i renitenti alla leva di Salò stavano riparati da un capanno nel bosco di Parabuio, con i ragazzi di Vertine che portavano loro qualcosa da mangiare (venendo spesso presi a fucilate).
Nei giorni precedenti la Liberazione tutte le persone che erano in paese furono rinchiuse nelle cantine, mentre arrivava benzina, arrivavano bombe a mano, c’era l’idea che ci sarebbe stata un’altra carneficina, un’altra strage di civili..
Ma un tenente tedesco, forse colto da un attimo di umanità allo sguardo dei tanti bambini che c’erano, diede oridne di liberare le persone rinchiuse.
Non è chiaro se questo episodio avvenne qualche giorno prima o dopo l’arrivo a Vertine di una carrozzella (sidecar) con due militari (sempre della Brigata Goering) che senza motivo spararono alla signora Novara – colpevole solo di star passando – colpendola a una coscia, lasciandola lì dolorante e con le grida di dolore che straziavano tutto Vertine e i fanciulli dell’epoca che anche se di pochi anni, ricordano adesso ogni istante, ogni particolare di quei giorni maledetti.
Qualche giorno dopo avvenne la Liberazione, con i morti, altri feriti, macerie, cantine, orci e granai vuoti.
A Vertine la ritrovata llibertà non venne subito apprezzata, ci volle tutto il tempo per piangere i morti e veder risargire le ferite da schegge piantate nei corpi, ma anche in quel tempo osceno, nessuno si inchinò mai alla prepotenza, per una legge d’amor proprio mai scritta che scorre nelle vene di chi abita questo piccolo – orgoglioso – paese del Chianti. Fonte: Il Cittadino

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Sul Monteluco un nuovo incendio domato da La Racchetta

incendio monteluco racchetta

A distanza di poche ore, un nuovo incendio viene domato sulle pendici del Monteluco dal pronto intervento dei volontari della Racchetta di Gaiole, che riescono a scongiurare il propagarsi del rogo a una vegetazione ancora verde, ma pericolosamente sensibile alle fiamme.
Ancora superlativo l’intervento dei volontari gaiolesi… inquietante il fatto che ci siano stati due inizi d’incendio a poche ore e a breve distanza l’uno dall’altro. Fonte: Il Cittadino.

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La raccolta dei fiori di zucca

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Vasco a buco punzoni nell’orto per cogliere zucche e soprattutto fiori da friggere nella pastella e mangiare bollenti, appena usciti dall’olio.
Riempire due buche di terriccio, mettere le piantine a dimora, la bramosia per le prime zucchine dell’orto, il non sapere a chi darle per non doverle mangiare tre volte al giorno.

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Il CompleUnto a Villa a Sesta

“Però è stata una bella giornata: bella, libera, stupida, come quando s’era ragazzi. Chissà quando ne capiterà un’altra…”
Serve una citazione colta e romantica, come quella che Giorgio Perozzi (il giornalista de La Nazione interpretato magistralmente da Philippe Noiret in Amici Miei) pensa fra se e se prima di addormentarsi dopo una giornata piena di scherzi e zingarate glaciali e artiche.

Il posto in prima fila spetta alla forza motrice di Villa a Sesta. Quel gruppo di persone che tiene in vita il Circolo, la cucina, l’eversione di esserci e di divertirsi pur nella fatica.
Il mezzo secolo di Giovanni Bianchi festeggiato nei rivoli villesi, della Contea di Casaloni, delle sacre cattedre del Sarrocchi, affluenti calabresi, poliziani, bullettai, vertinesi e ascianesi.
La bontà e grande freschezza dei vini calabresi, il tramonto corallo sopra la villa di Pagliaia, quella musica anni ’70 che narcotizza sciatiche e cervicali.

Il sogno della porchetta e dei girasoli di Casetta, i buoni propositi di un futuro viaggio alla fine del mondo, un mezzo secolo ben speso, tre ben distinguibili fischi di accenno Internazionale.
Grilli, cicale, lucciole, odore di zolfo nelle viti, rondine sempre in volo.

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La cena della giarrettiera

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Modo elegante per definire quella che normalmente sarebbe la cena con quanto è avanzato dalla volta precedente, rimesso in gioco, rinforzato di olio e pomodoro, fette di finocchiona e vino bianco diaccio al fresco della sera, nell’ultimo scorrazzare di rondini intorno alla torre prima del sonno nei nidi.

Prima del crepuscolare che accende i lampioni e compaiano le stelle.

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Macaone la farfalla regina di luglio

Una farfalla che appare improvvisa sulla lavanda in fiore e diventa un simbolo dell’estate e si trasforma in malinconia da riporre nei cassetti e negli armadi per ricordare la fragranza dell’estate sulla lana dei vestiti invernali.

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La Racchetta di Gaiole sventa un incendio

Il pronto intervento dei volontari della Racchetta di Gaiole in Chianti, ha impedito che le fiamme mandassero in fumo la fitta boscaglia che si trova sulla strada fra Castagnoli e il Castellare, alle pendici del Monteluco.
Questo pomeriggio, appena avvertiti i volontari hanno domato le fiamme e hanno bonificato l’area per impedire il riaccendersi di focolai.
Sul posto sono intervenute due squadre di volontari da Gaiole, una da Radda e i Vigili del Fuoco. Fonte: Il Cittadino.

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Una nuova storia di Tex disegnata da Giovanni Ticci

Per gli affezionati lettori – mensili – di Tex, si tratta di un autentico colpo al cuore, trovare in edicola una nuova storia del Ranger del Texas illustrata dall’inconfondibile tratto del maestro senese Giovanni Ticci che dopo il celebrativo Tex a colori numero 700, non riappariva da ben 65 numeri.
“La collera di Falco Giallo” – attualmente in edicola – ha riunito il tratto grafico di Giovanni Ticci alla sceneggiatura di Claudio Nizzi, un sodalizio che ha riempito tante storie di avventura e ironia, con il tratto incondonfondibile che ha determinato nettamente i volti e i fisici dei personaggi principali della serie insieme di cavalli, indiani, villaggi, foreste a cui i lettori assidui sono affezionatissimi.
L’omaggio a Giovanni Ticci continua con un numero bis della serie in edicola dalla fine di luglio e con il proseguio della storia attuale nel mese di agosto, per celebrare un maestro senese nel Far West.

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Il fiore del carciofo

fiore carciofo vertine

Andrebbe reciso, messo all’ombra e conservato per l’inverno come fiore d’arredo per la casa, tanta è la sua bellezza, con il viola cosparso di lacca per capelli, per preservarne quanto più intatta la corona.

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