Vendemmia al porcello arrosto

La mattina, l’umidità sulle foglie, le illumina come aureole di vergini al sole, mentre sopra l’uva c’è un effetto leggero di lacrime a aghi di brina puntigliosa.

Provvede il calore a distogliere l’effetto ottico che si invola per aria sotto forma di vapore, le mani nude nel cogliere lavate da una sensazione fresca che ritorna mosto appiccicoso quando il tutto si riasciuga.

Prima carbonica che si sprigiona dai tini di fermentazione, panieri e cassette della raccolta da lavare, il trillare di un pompa nel rimontaggio all’aria del vino a divenire.

In fondo  niente di nuovo al mondo da quando esiste l’uva: cambiano solo gli utensili, i tempi e le persone che ci girano intorno.

Gli indolenzimenti di schiene e braccia si assestano quando a tavola compare un trancio di porcellotto arrosto accompagnato dal vino dell’anno prima.

Questa voce è stata pubblicata in Arte e curtura, Chianti Storico, fare vino, Federica, Fotografie 2019, La porta di Vertine, persone e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...