Passato e presente del taglio del grano

“Si era di segatura” è la frase che colloca il ricordo di chi c’era in un ben definito spazio di tempo dell’estate, nel quale la gente di campagna si riversava nei campi di grano in un alto momento di aiuto fraterno, nel quale si ha la precisa cognizione del fatto che da soli non si è mai nessuno.
I vicini si aiutavano in un momento delicato, che non poteva essere rimandato, cercando di precedere le intemperie che abbassavano la testa al grano e ne rendevano più difficile il taglio e la formazione delle manne.
L’acqua fresca, la panzanella e la nana in umido,queste ultime avvolte in grandi fazzoletti, ne erano il compenso conviviale e oggi restano un felice e caro ricordo di chi c’era in quei momenti e ne condivide la sacralità del momento.

Due persone, allo stato attuale, fanno tutto: uno sulla mietitrice, uno sul trattore che porta via il grano dai campi: di notte, come di giorno, finchè non si è finito.
L’importanza dei prodotti derivano dal grano, però, rimane sempre la stessa.

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