Montalcino in letargo

Sembra che la nebbia nasca dalle screpolature della terra, da qui si innalza e avvolge tutto, bagna il verde del grano appena nato e le nappe delle piante acquatiche, i tralci delle viti da potare e i sarmenti stesi a terra da bruciare.
E tempo di riposo per bar e ristoranti, tanto che le ragnatele montano sulle saracinesche chiuse da mesi, cani e gatti si affacciano dalle ringhiere, i Carabinieri guardano i dietri delle poche spose in giro per il paese passando e ripassando con la macchina.
Una coppia di nonni romani, con il basco rosso lei, il bastone, il foulard e il cappotto lui, si sorreggono il cammino, mentre gli apini dei nonni locali sono fermi agli usci di casa e un raro turista si gusta la Gazzetta, seduto con le spalle rivolte alle mattonelle che dicono che ogni anno il Brunello viene sempre a cinque stelle.

L’imperativa ombra Amiata da dietro, sovrasta e domina il tutto.

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2 risposte a Montalcino in letargo

  1. Francesca ha detto:

    Ci vediamo per le Anteprime?

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  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Le anteprime non è che mi entusiasmino… ma una deroga si può sempre fare 🙂

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