Chianti e Berardenga: operazione dei Carabinieri contro il caporalato

carabinieri, foto da la nuova provincia di biella

Nel territorio del fiorentino, con l’ormai “famosa” operazione anti caporalato (e non solo) che nell’ottobre scorso decapitò i vertici delle Cantine Coli, alla Sambuca (Tavarnelle).

Oppure, nel novembre 2016, dopo la furibonda rissa scoppiata fra afgani e pakistani che vivevano in un appartamento a Castellina in Chianti, esplosa per motivi di allacciamento a un contatore. Battaglie fra poveri.

Dalla prima mattinata di oggi, giovedì 16 marzo, i carabinieri (una cinquantina, della Compagnia di Poggibonsi e Radda, insieme al Nucleo ispettorato del lavoro di Siena con l’ausilio della cinofila di Firenze) hanno messo in pista una vasta operazione anti caporalato nel territorio del Senese: Castellina, Radda in Chianti, Castelnuovo Berardenga.

Il focus si sarebbe concentrato in particolare sulle attività di una cooperativa che fornisce manodopera alle aziende agricole locali. Potatura, lavori in vigna, vendemmia. Quello che serve.

Sembra che i militari abbiano seguito e documentato a lungo i movimenti dei lavoratori in queste settimane.

A Castellina in Chianti una delle situazioni più incresciose, con numerosi giovani (sembra una quindicina), extracomunitari, che vivevano in condizioni inaccettabili all’interno di un immobile nella zona dove c’erano in passato gli allevamenti Niccolai.

Una sorta di “base” per muoverli, sia nel fiorentino che nel senese. E la sera farli rientrare in veri e propri tuguri. Alloggi di fortuna. Ma la fortuna, in questi casi, non c’entra un bel niente.

“Posso solo dire – dice il sindaco Marcello Bonechi – che l’immobile è di proprietà di un castellinese, che l’ha affittato alla cooperativa. Che poi faceva vivere lì dentro le persone in condizioni igieniche, sanitarie, inaccettabili”.

“Sono stato di persona – prosegue – insieme alla Asl, a fare una verifica nell’appartamento a Castellina in Chianti. E lì c’era un degrado assoluto. La casa era in condizioni paurose: gli appartamenti dove vivono, le attrezzature, le cucine, i letti…”.

Afgani, curdi: varie etnie per un “melting pot” di lavoratori che come matrice comune hanno solo il loro (molto probabile) sfruttamento.

“Adesso la Asl ha fatto tutti i rilievi – conclude Bonechi – redigerà i verbali e noi, come amministrazione comunale, faremo tutti i passi che dobbiamo fare. Una cosa è sicura: non so se ci sia caporalato, ma è indubbio che ci sono delle condizioni di vita e di abitazione non ammissibili. Noi faremo tutte le ordinanze del caso: lì non ci si può vivere”.

E’ ovviamente informato il sindaco di Castelnuovo Berardenga, Fabrizio Nepi, al quale però non risultano sgomberi sul proprio territorio comunale: “Ho seguito la vicenda fino da stamani ma in territorio castelnovino non ci risultano situazioni di alloggi sgomberati o simili”.

Il collega di Radda in Chianti, Pier Paolo Mugnaini, ci parla di “un immobile vicino al confine con Castellina dove pare ci potessero essere stati movimenti strani. So che ci sono stati carabinieri e Asl. E’ il borgo del Palagio, dove era già stata segnalata una presenza anomala di persone”.

Non toccato invece dai blitz il territorio di Gaiole in Chianti: “Non sta certo a me dire che è per merito nostro – dice il sindaco Michele Pescini – Quello che posso dire è che siamo poco più di 2.500, con una miriade di associazioni e persone che sono in grado di darci il polso, in tempo reale, di quello che accade”.

“Non abbiamo mai avuto sentori di sfruttamenti di manodopera – conclude – e ho la speranza che se questo accadesse, proprio per la grande coesione dei gaiolesi e del loro rapporto con la comunità straniera (che è un quarto della nostra popolazione), potremmo avere delle informazioni immediate. Che possano aiutare a stroncare sul nascere pratiche del genere”.

Fonte: Il Gazzettino del Chianti

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2 risposte a Chianti e Berardenga: operazione dei Carabinieri contro il caporalato

  1. Lallo ha detto:

    Il sindaco Bonechi ci crederà ora che nel Chianti c’è il caporalato o farà sempre il pompiere????

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  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Ci sarebbe da fare con calma una riflessione sul vino, sul Chianti e sul prezzo all’origine dell’uva e del vino Chianti Classico,ma non è questo il momento e ci sarà modo e tempo di poterlo fare.
    Il sindaco Bonechi, come si evince nel virgolettato, ha toccato con mano la coscienza come un pozzo nero di chi infila le persone nelle vigne come bestie da soma traendone vantaggioso profitto. Umanamente ribolle la rabbia della ragione.
    Niente di nuovo sotto il sole, basta parlare con qualche persona che lavora in questi sedicenti cooperative per capire e sentire il puzzo di fogna che ne proviene. Non tutte, sia chiaro, ma la maggioranza non odora di violetta.
    In questo caso bisogna rifarsi a Gramsci ed essere partigiani, schierarsi, denunciare senza perdere tempo questi atti ostili alla dignità umana.

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