Il Castello di Meleto arriva alle vie legali per difendersi dai danni degli ungulati

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Chi vive e lavora in agricoltura nel Chianti, ha ben chiaro alla fine di ogni vendemmia il danno che si ha nel frutto dei propri sforzi e la mancanza di prodotto da far fermentare all’interno dei tini aziendali.

L’ottimo Claudio Coli su “InChiantisette” da la notizia che l’azienda vinicola Castello di Meleto rappresentata dal presidente Guido Guardigli e dall’agronomo Giovanni Farina, sono sul piede di guerra verso alcune squadre di cacciatori che a loro dire, sono le responsabili della proliferazione degli animali a causa di una pasturazione abusiva, scientificamente mirata al mantenimento del numero dei capi attraverso il controllo capillare del territorio di caccia di propria pertinenza.

Le decine e decine di quintali di uva finite in pasto agli animali, a fronte del lavoro, degli investimenti aziendali e a protezione delle centinaia di persone che sul territorio vivono prestando opera nell’agricoltura, sono il danno e la causa che ha spinto l’azienda ad andare allo scontro con alcune squadre di cacciatori per vie legali.

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