La jeep che porta il pane ai cinghiali

pane 1

Quello sul cassone della jeep non è pane che va alle missioni, bensì è utilizzato come sempre per l’allevamento e l’ingrasso del cinghiale nella terra del vino Chianti (Classico) attività che ufficialmente si chiama pasturazione ed è vietata dalla legge.

Un tipo di caccia, quella al cinghiale che è oggetto di vero e proprio fanatismo da parte di tanti che la praticano senza rendersi conto che, grazie a questi simpatici animaletti, il territorio,  il paesaggio, la bellezza, il sostentamento di tante famiglie che vivono di agricoltura o di turismo, lentamente muoiono.

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64 risposte a La jeep che porta il pane ai cinghiali

  1. filippo cintolesi ha detto:

    Petreni, io sono tranquillissimo, non si preoccupi. Non mi pare di averLa accusata da nessuna parte di aver offeso qualcuno. E non so cosa dovrei rileggere circa il ricordo di Bruno da parte di Andrea Pagliantini e il Suo commento a proposito. Su questo punto mi permetto solo di ipotizzare che il diretto interessato forse avrebbe qualcosa da ridire sui Suoi “poche chiacchiere” e sul “lasciamolo riposare in pace” riferiti a suo padre. O meglio, credo che se c’e’ qualcuno che puo’ decentemente esprimersi a riguardo, questo sia soltanto lui. Quindi non aggiungo nulla.

    Se c’e’ qualcosa che non “mi ha dato noia” ma che pero’ trovo abbastanza scorretto da un punto di vista dialettico e intellettuale (e mi permetta di ritenere che anche Lei al pari di tutti ha una dimensione dialettica e intellettuale), e’ l’andare in cerca di argomenti irrilevanti e pretestuosi per spostare l’attenzione dal punto originariamente in discussione, cioe’ la correttezza (se non addirittura la liceita’) di foraggiare la selvaggina ungulata.
    Senza che nessuno avesse chiamato in causa nessuno in particolare, e’ stato Lei a chiamarsi in causa, prima. E a menare il can per l’aia, poi, sostenendo (un po’ qualunquisticamente, ammettera’) che a questo mondo a regola al 100 % non c’e’ nessuno. Per procedere, infine, cercando di dirottare il discorso e in generale il comune sentire verso questa storia dei contributi dell’agricoltura, come se (a) c’entrasse qualcosa col discorso del foraggiamento e (b) fosse in qualche modo una delle pratiche “non in regola” di cui Lei accusa genericamente tutto il resto del mondo.
    Mi spiace che Lei si sia rotto i coglioni, anche se esserseli rotti (da soli) e’ gia’ un netto miglioramento rispetto al farseli rompere da altri.
    Credo che se c’e’ qualcosa di sensato da dire sull’argomento foraggiamento dei cinghiali o su altri problemi che sono stati ripetutamente sollevati da altri e che non mi pare siano stati minimamente commentati ne’ da Lei ne’ dal sig. Fenomeni, quali ad esempio i danneggiamenti (sabotaggi) alle recinzioni a protezione delle colture subiti dai conduttori dei fondi (e immagino che possano esserci molte cose sensate da dire al riguardo), forse sarebbe il caso di dirlo pacatamente, lucidamente e soprattutto senza vittimismi e senza andare a cercare pretesti per cominciare a parlare di tutt’altre cose, interessanti quanto si vuole ma che col problema originariamente sollevato non hanno nulla a che spartire.

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  2. Giancarlo petreni ha detto:

    Avevo detto basta ma lei mi provoca gli rispondo solo su un argomento il mio caro amico Bruno Pagliantini ho detto grande uomo grande cacciatore x il tipo di caccia che gli piaceva parecchi fatti semprexilfattore caccia e poche chiacchere perché Non era un chiaccherone i puntolini erano rivolti ad Andrea perché in questi anni ne a fatte di chiacchere spero di non aver detto niente che possa inquinare la mia grandissima stima x Bruno.ora mi richiami solo se ha da imbiancare casa.

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  3. filippo cintolesi ha detto:

    Petreni, mi scusi se La invito a rendersi meglio conto della situazione: stiamo scrivendo commenti su una pagina web “pubblica” (nel senso che e’ accessibile in lettura al pubblico e anche in scrittura, previa moderazione del suo titolare). Lei dice pure “basta” ma soltanto a se stesso, nel caso. Capisco che si sia sentito provocato. Peccato, vorra’ dire che l’invito contenuto nell’ultima parte del mio commento precedente e’ andato nel vuoto. Ho soltanto risposto agli argomenti da Lei usati.
    Io non l’ho “chiamata” ne’ la sto “richiamando”.
    Sul Pagliantini (padre) avevo detto che non intendo aggiungere nulla e mantengo la promessa. Quanto alle “chiacchere” che ha fatto il figlio, se siamo qui a dare vita a uno dei filoni di commento piu’ lunghi del suo blog, si vede che tanto “chiacchere” non erano. Anzi: attendono ancora risposte.
    Per ora abbiamo soltanto appurato che c’e’ qualcuno che forse si e’ autodenunciato come foraggiatore di selvaggina ungulata e c’e’ qualcun altro che tali foraggiamenti non nega ma anzi giustifica in base a considerazioni di comodita’ per la squadra che deve cacciare un branco altrimenti troppo disperso.
    Osservo intanto che per fortuna la lamentela vittimistica che tutti ce l’hanno con la caccia e coi cacciatori si e’ smorzata. E meno male perche’, oltre al fatto che nessuno ha mai accusato i cacciatori, basterebbe notare che in tanti altri distretti del circondario dove avviene la caccia al cinghiale con lo stesso sistema delle battute a squadre, non ci sono i problemi gravi di danneggiamento alle colture, di recinzioni che paiono lager e di sabotaggi alle stesse, che invece abbiamo in zona Gaiole. Evidentemente e’ il segno che il problema non e’ la caccia in generale, ne’ quella al cinghiale in particolare. Il problema, ipotizza qualcuno che mi pare difficile da contestare, sono i comportamenti scorretti di soltanto alcuni.
    Lei o altri che sono intervenuti siete d’accordo con questa conclusione provvisoria?
    La casa, La ringrazio dell’interessamento, me la rimbianco da solo.

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  4. Giancarlo petreni ha detto:

    Perfetto

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  5. Giancarlo petreni ha detto:

    Perfetto certo se lo leggono in tanti l’unico deficente che vi risponde sono io mi domando perché

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  6. filippo cintolesi ha detto:

    Forse perche’ tanto “deficiente” non e’, non Le viene in mente? Guardi che non e’ da tutti riconoscere quello che ha riconosciuto Lei. Non creda che la cosa non venga apprezzata.
    Ora pero’ “risponda” davvero, sia gentile.

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  7. Giancarlo petreni ha detto:

    Davvero

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  8. Andrea Pagliantini ha detto:

    Bruno era molto amareggiato per il comportamento di pochi nello svolgimento dell’attività venatoria che rischiava di far finire nello stesso calderone anche chi era corretto e rispettoso.
    Però, giusto per dare una sterzata e una conclusione a questa serie di chiacchiere inutili per un problema che non esiste o non vede nessuno: esiste la possibilità (anche da queste parti) di far coesistere la caccia al cinghiale con le attività agricole, turistico – ricettive come avviene nei comuni accanto o in altre zone della nostra provincia?

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  9. Alessandra ha detto:

    E potete esser sicuri che questo interrogativo non avrà risposte e continuerà la loro guerra di nervi con il mondo!!!

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  10. boby ha detto:

    Ho letto tutti i commenti, la colpa morì fanciulla, quindi nessuno vuole assumersi delle responsabilità, però tutti dovresti sapere che, in allora provincia di Siena, fu fatto obbligo alle squadre di foraggiare i cinghiali per tenerli lontani dalle colture agricole, poi è stato vietato, bene, ma nel 2013 l’assessore Betti dichiarò che 6000 cinghiali abbattuti con art. 37 erano troppi e che qualcosa non aveva funzionato, quindi proibì gli abbattimenti con art. 37 ed inventò la selezione, che ancora non è partita nonostante corsi, esami ecc e che comunque non risolverà il problema “cinghiali”, quello si risolve solo in battuta con persone che conoscono veramente la caccia al cinghiale.Concludendo il danno maggiore l’hanno fatto i politici animalisti, i cacciatori stanno facendo un servizio, se poi ci sono persone che non rispettano i recinti, le proprietà altrui, quelli di sicuro non sono CACCIATORI, ma solamente CICCIAIOLI.

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  11. sissy ha detto:

    buonasera,ho letto anche io tutti i commenti…che dire il sign.Boby in poche e semplici parole ha saputo descrivere il problema…..

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  12. Andrea Pagliantini ha detto:

    Si, è vero, Boby in poche righe ha perfettamente centrato il problema e ricordo bene di aver riso di gusto quando lo scorso anno, l’allora candidato al consiglio regionale Simone Bezzini, inviò alla stampa un comunicato dove diceva che nella provincia di Siena c’era un problema con gli ungulati.
    Si ricorda che era lui il presidente della provincia e a lui e alla sua amministrazione il compito di gestire la situazione caccia. Stiamo freschi.
    Ora il problema è ridurre drasticamente il numero di animali sul territorio, ma ancora non si muove niente. Qui sotto il link dove Bezzini si era accorto dei cinghiali.

    http://www.ilcittadinoonline.it/economia-e-politica/bezzini-caccia-per-voltare-pagina-bisogna-cambiare-le-leggi/

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  13. Giancarlo petreni ha detto:

    Ragazzi avete le idee un Po confuse prima chi li governava ora i politici domani di chi sarà la colpa di tutti questi animali ?

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  14. boby ha detto:

    Sempre e comunque dei politici che intendono gestire la caccia da tavolino

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