Convertire le viti da cordone speronato a guyot e gli errori di pulizia del tronco

Sempre più spesso per fare un passo avanti occorre fare un passo indietro e ciò avviene con la conversione delle viti allevate a cordone speronato e riconvertite in guyot o, meglio detto, “a capo e razzolo” il che consente di rinnovare le viti ogni anno durante le operazioni di potatura e di far produrre la pianta sempre da legno giovane, il che permette una migliore alimentazione del grappolo e una ridotta sensibilità alle malattie che pregiudicano la vita della pianta.
In queste immagini si possono vedere delle viti un tempo allevate a cordone, ora convertite a “capo e razzolo”, operazione non difficile e precedentemente descritta.
Si nota però in queste viti un errore grossolano da non fare, ovvero come le parti di legno vecchio, covo di malattie e insetti non siano state amputate per tenere la vite con tessuti sempre verdi e vivi. Più resistenti alle malattie del legno come mal dell’esca, bostrico, scafoidea, che notoriamente covano sul vecchio.

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3 risposte a Convertire le viti da cordone speronato a guyot e gli errori di pulizia del tronco

  1. filippo cintolesi ha detto:

    Di questo punto s’era gia’ ragionato, se ricordi. Premesso che ci credo tranquillamente che il capo e razzolo possa essere piu’ consigliabile del cordone per vari motivi (tranne che per il lavoro necessario…), questa cosa del legno che si ringiovanisce di piu’ in un caso non mi convince del tutto per questo semplice motivo:
    nel cordone l’uva nasce su tralci che scappano da occhi di un razzolo che e’ vecchio di un anno;
    nel capo e razzolo l’uva nasce su tralci che scappano da occhi di… un capo che e’ vecchio di un anno;
    l’unica differenza (riguardante le parti di legno di eta’ diverse) sembrerebbe questa: che nel primo caso ci sono piu’ legnetti di un anno (i pochi razzoli, mettiamo tre, o sei, che spuntano dal cordone) ognuno con due occhi (o uno solo) che diverranno tralci; nel secondo c’e’ un solo legno di un anno (il capo) con diciamo sei occhi che diverranno tralci.
    Dove sbaglio?

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  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    La differenza è che nel cordone se non si sta attenti e non si rinnova a garbo c’è il rischio che si formino dei rigonfiamenti di legno sui quali vanno a stare i razzoli che poi male si alimentano e bene si riempiono di malattie se il secco non viene abbondantemente eliminato.

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  3. filippo cintolesi ha detto:

    Questo problema secondo te come mai non si pone coi razzoli del c.&r.?
    Chiesto altrimenti: quando vai a fare l’unico taglio nel cordone, con quale tralcio fai il razzolo? Puo’ essere che l’operazione che nel c&r mette al riparo dalla formazione del gonfiore che si rischia nel cord., sia la piegatura del capo (cioe’ del legno che scappa dall’occhio piu’ alto del razzolo dell’anno prima)? Giusto per fare un’ipotesi.

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