Geggiano, la vigna legata a salice, tulipani, anemoni

Cura, dedizione, senso estetico e consapevolezza di essere con i piedi ben piantati su una terra che è stata ricevuta dai padri, per essere lasciata integra e fiorente ai nipoti.
Al margine della vigna, dove uno stradello la separa dagli ulivi, si trova un salice completamente denudato dai rami che sono stati raccolti in mazzetti che saranno pronti all’uso una volta messi a mollo nell’acqua per una giornata per renderli elastici e malleabili.
Niente plastica per legare, ma solo fili di salice, che cadendo a terra alla prossima potatura, non saranno altro che una carezza alla terra.
Bella la legatura con il salice mentre le viti piangono, con sul bordo una striscia di tulipani in fiore, di anemoni fieramente rossi, qualche pianta potente di carciofo che promettono tanti frutti.

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Il fuoco d’artificio amiatino

il foliage dell'amiata

Il fragore di una foglia che cade, il silenzio di una foglia che nasce.

L’agile sintonia della luce sulla clorofilla dello sguardo, un polline proteico aromatico.di faggio, tiglio e acacia più le balsamiche dell’orto, sapore di sale e umido di bosco.

La parte rosea e fiduciosa delle quattro stagioni.

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Gli anemoni nati da una lacrima di Venere

La ninfa Anemone faceva girare la testa agli dei del vento Zefiro (che soffia in primavera) e Borea (che soffia gelido d’inverno).
I due per contendersi la ninfa, scatenarono venti gelidi o uragani improvvisi, facendo infuriare Flora, la dea della vegetazione, che trasformò la ninfa in un fiore splendido che resiste ai venti.
Mentre nasce la Venere del Botticelli, il vento zefiro spira da sinistra e muove una tormenta di anemoni nella fase di nascita dalla conchiglia della donna più bella, una lacrima di maggio come Federica.

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Il cinarino di Vertine

ernesto calindri

Contro il logorio della vita moderna e un omaggio all’attore certaldese Ernesto Calindri, che ha reso il carciofo immortale con un liquore, che ai tempi ha dato molto conforto ai gravi problemi di stomaco di alcuni vertinesi.
In forma artigianale, sono quattro i carciofi da ripulire e tagliare, un litro di alcol buongusto e un paio di settimane di infusione e pazienza, un litro o un po’ di più di acqua da scaldare mettendo zucchero a piacere, far diacciare lo sciroppo, aggiungere alla macerazione quando è freddo.

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La rastrelliera dei rocchetti di filo

rastrelliera rocchetti filo

E’ più o meno in ogni casa un cestino pieno di fili di ogni colore per rammendare strappi e calzoni sdruciti, il “cuccule” di legno per ricucire i calzini e il ditale color oro, un sacco di panno dove soggiornano ogni possibile tipo di toppe e un telo bianco dove avvolgere il prosciutto.
Giacciono da una parte in ricordo di qualche nonna che riparava tutto invece di buttar via.

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Bubi Anati di Villa a Sesta

fratelli anati foto da jerusalm post

Ne ha dato il triste annuncio l’Amministrazione Comunale di Castelnuovo Berardenga, Bubi – il più piccolo dei fratelli Anati che durante l’inverno fra il ’43 e il ’44,, insieme alla famiglia trovò rifugio e accoglienza nei boschi di Villa a Sesta per sfuggire alle persecuzioni razziali naziste – è scomparso questa mattina, dopo una lunga vita piena di soddisfazioni.
E’ della fine dello scorso gennaio il trekking verso il capanno nel bosco di lecci che dette rifugio alla famiglia Anati con gli studenti dell’Istituto Sarrocchi di Siena, dove Bubi, via telefono salutò tutti i partecipanti a questa camminata della memoria, testimone e superstite di una delle più grandi sciagure della storia umana.

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La storia di Castelnuovo per gli alunni delle scuole

storia breve del castello della berardenga

E’ in corso di stampa un piccolo – grande libro offerto dall’Associazione CastelnoVino che sarà un omaggio che riguarderà le classi di quarta e quinta elementare e le scuole medie di Castelnuovo Berardenga e di Pianella, per un totale di 230 alunni e insegnanti.
Una guida agile per avvicinare i giovanissimi alla storia del territorio dove vivono, curata da quel vulcano di idee e competenze sulla storia locale che risponde al nome di Fosco Vivi.

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La Libreria Senese festeggia cinquant’anni

libreria senese foto da picasa

Nella “Storia delle librerie italiane” di Vins Gallico (un viaggio fra i negozi storici, i librai indipendenti, i luoghi d’amore e perdizione pieni di scaffali) edito da Newton Compton, non manca un racconto molto approfondito sulla Libreria Senese come punto di riferimento per la storia locale, ma con un grande sguardo attento al mondo e ai tanti turisti stranieri che si approvvigionano di saggi, narrativa e di storia senese e dopo essere usciti dal negozio, la maggior parte di loro, si immerge profondamente nella lettura del libro fresco di scaffale.
Un fortino, un presidio culturale circondato da quanto offrono allegramente le città affogate di gente allo stato brado in cerca di borse, pinocchi, salami di cinghiale e caramelle di Super Man.
Tre archi all’inizio di via di Città e un compleanno importante da festeggiare: le nozze d’oro con la vita del negozio, con il pensiero che una visita fra le meraviglie di una qualsiasi città d’arte, non può essere completa senza la sosta in una libreria… senza un libro che ricordi un luogo, una persona, la gioia di una giornata spensierata.

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La vanga cava le voglie!

vanga nell'orto

Dopo una mezza giornata di vanga, anche il più insensibile e granitico degli animi, patisce di non avere la voglia e la forza di fare danni, mentre chi vanga sintonizzato sul verso della natura intorno, rovescia la zolla e si mette a scrutare i lombrichi scoperti nel profumo della terra umida.

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La fioritura di Siena

Mirabilia della fatica e dell’ingegno umano la città entro le mura: esempio di armonia e funzionalità e modello di come si dovrebbe costruire… e invece basta vedere lo stile sciancato che vi sta attorno.
Ma sono delle splendide note quelle che illuminano il giallo poderoso di una mimosa gigante insieme all’acqua che zampilla nelle fonti.
La vita che veleggia nei panni stesi alla finestra, qualche massaia alle prese con la frittata di buristo che si mescola al profumo del pane e dei ricciarelli in via dei Pellegrini.

Mattoni rossi, marmi bianchi che insieme formano i palazzi. Un vezzo giallo di mimosa.

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