Vertine, il 25 aprile dell’Ottantesimo

Il mondo è in fiamme e si accumulano continuamente lutti freschi di giornata per esseri umani che sono solo statistiche e numeri in un grande scacchiere di interessi e follie disparate.

L’eco di questi drammi giunge da paesi vicini, ma lontani, dal rumore cupo delle esplosioni e dalla violenza che si consuma su edifici e persone.

Un eco lontano ma sempre presente in chi ha provato il suono cupo del dolore improvviso nella propria esistenza, una immensa fortuna per chi non vissuto persecuzioni, selezioni, fame e carestia da guerra.

Una giornata importante l’Ottantesimo anniversario della Liberazione e in quella immane tragedia della Seconda Guerra Mondiale, le note a margine accadute nei piccoli luoghi, rappresentano la forza del ricordo che meglio può essere spiegata alle giovani generazioni,
Fatti successi in spazi di vita quotidiana, come la storia del bambino Egisto Bruni che a 8 anni venne falciato da una raffica nazista all’ingresso della piazza di Gaiole, colpevole come può essere colpevole un fanciullo di pochi anni.
Silvia Ammavuta del gruppo “Radici in Chianti” ha raccolto testimonianze e racconti su questa vicenda e – rotta dalla commozione – Carla Bruni Piazzini (sorella di Egisto) ha raccontato quei tristi momenti.
Padre Damiano con la Messa e la benedizione del Monumento ai Caduti vertinesi nelle due Grandi Guerre, l’incisivo intervento del sindaco Michele Pescini, i bravi musicisti di tutte le età della Banda Società Filarmonica, un cielo radioso di azzurro e nuvole, panini con salame, pecorino e bicchiere di vino per gli intervenuti.

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Il programma di Berardenga Storia e Arte 2025

La due giorni di maggio nei luoghi della Berardenga quest’anno si snoda in un percorso sempre più importante e carico di contenuti e di prospettive future, avendo per tema ” Per un parco storico e solidale di Montaperti, Acqua Borra, Sant’Ansano e Dofana”.
Sabato 3 maggio presso il Granaio Monumentale di Montaperti – alle ore 9.30 – conferenza pubblica con Andrea Borgna (presidente Società Filarmonica di Castelnuovo), Fabrizo Nepi (sindaco di Castelnuovo) Carlo Anichini (Associazione di Casetta), Benedetta Mocenni (Rettore Magistrato delle Contrade), Fosco Vivi (Berardenga Storia e Arte), Mario De Gregorio (storico), Patrizia Turrini (storica), Maria Gabriella Carpentiero (Soprintendenza di Siena), conclusioni affidate al professor Mario Ascheri.

Ore 13.30 buffet (€ 15) su prenotazione 3357220600 o berardengastoriarte@gmail.com.

Domenica 4 maggio, escursione e visita guidata nel luoghi della storia organizzata dal GEB – Gruppo Escursionisti Berardenga in un percorso di 5,2 chilometri a livello escursionistico, partenza ore 9, rientro ore 12.45.
Narratori: Fosco Vivi, Ilaria Sciascia, Luca Passalacqua, Il Gruppo Ensarte legge il testo”Acqua Borra”.

Soste narrative: Oratorio di Sant’Ansano, Sito archeologico villa romana, Montaperti, Visita del Colle della battaglia, Acqua Borra.

Pranzo (€ 20) presso il Circolo di Casetta su prenotazione.
Curatori dell’escursione e prenotazione: Metella Rufini 3485901208, Riccardo Faustini 3355214332, Marta Cantagalli 3926815085.

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Il lenzuolo con le coordinate gps

Tempi di tecnologia sfrenata che accelera le comunicazioni fra persone, ma distrae alquanto in tutto quello che è il contatto con la realtà e le cose pratiche quotidiane.

Una giovane moglie – per far ritrovare casa al marito – ha dovuto persino dotare le lenzuola di camera con una striscia magnetica sintonizzata sul telefonino della dolce metà per evitare che si perda nel buio a leggere le notizie sportive o a guardare in macchina le partite in diretta… quando ci sarebbe ben altro da fare di più divertente.

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Giulio Gambelli, l’ultima farfalla del sangiovese

Si è nell’anno del centenario dalla nascita del Maestro Giulio Gambelli, persona dal palato inimitabile e umile come di norma lo sono quelli che sanno veramente.

Una vita lunghissima fra il vino, le vigne, la passione della caccia, il rigore degli assaggi, il rigore delle parole e della serietà della parola… poche ma buone.

Poggibonsi – la sua città natale – gli ha dedicato una targa nella via dove era nato, una serie di convegni e Carlo Macchi ha ridato alle stampe un’altra opera sul Maestro, con l’aggiunta di testimonianze dirette di chi lo ha conosciuto e di chi per tanti anni lo avuto come fine tessitore di vino.
Tutti concordi nel dire della sua unicità, del suo talento naturale nel conoscere e riconoscere quanto le stagioni, i luoghi, le mani di chi operava, avevano portato nel bicchiere.

Carlo Macchi “L’ultima farfalla del sangiovese” Nuove editoriale Florence Press srl editore.

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Gran Premio della Berardenga

berardenga nebbia e curva

Per salire a Torre a Castello a un certo punto si impone una scalata di marce improvvisa in modo che il motore non affoghi per una curva erta e inaspettata.
Campo da una parte, stretto greppo nel mezzo, campo dall’altra, orizzonte di colori diversi a seconda delle stagioni… ora è tutto verde.

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Duomo, una Lupa Senese da ripulire

La luce radente del tramonto colora per pochi istanti di arancio questo imponente edificio di marmo creato per stupire e per glorificare la potenza cittadina, è un effetto ottico che dura pochi minuti, prima che le tenebre accorrano e il tondo di vetro rifletta l’immagine della luna.
Credenti e visitatori che sono entrati nel corso dei secoli hanno potuto ammirare un lavoro di arte e di ingegno che non ha eguali, dove si sono alternati i più valenti artisti di ogni epoca.

La recente dismissione a uso parcheggio di piazza Jacopo della Quercia (che strabordava fino e oltre l’ingresso della Provincia – Prefettura) ha permesso di aprire lo spazio al campo visivo per coglierne appieno l’imponenza, anche se l’invadenza di tavolini da bar all’ingresso del complesso museale del Santa Maria della Scala è un limite da città turistica che non rinuncia agli affettati anche nei luoghi più prestigiosi.

Se l’esterno è magnifico, dentro si rimane estasiati dalle pagine di marmo scritte sul pavimento, dal turchese immenso che prende il sopravvento nella libreria Piccolomini, nella ricerca del volto della Papessa Giovanna nella lunga fila dei busti di papi antichi.

Ma fuori basta alzare lo sguardo per individuare una piccola nota stonata: la Lupa Senese posta su una colonna a lato della scalinata d’ingresso (simbolo cittadino e della mitologica fondazione cittadina da parte dei figli di Remo – Senio e Ascanio – perseguitati dallo zio Romolo) presenta una copertura estesa a quasi tutto il corpo di xanthoria parietina, ovvero il comune lichene giallo che copre le tegole dei tetti o si forma sui tronchi delle piante.

In tutto questo candore, in tutta questa piazza ritrovata dalla sosta a ruote, risalta questo unico neo, ma che è il simbolo stesso della storia senese, posto in copia nei punti più rappresentativi entro le mura.

Stona che i piccoli Senio e Ascanio si allattino con il muschio delle mammelle della Lupa.

Fonte: Il Cittadino.

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L’uovo celeste

Gli storni sono quegli uccellacci neri – poco adatti allo spiedo e per questo abbondano – che poco prima del tramonto occupano tutti i cipressi della Pista facendo in essi un casino infernale prima di chiudere gli occhi.
Non hanno molta grazia estetica e anche nel volo non hanno la dolcezza della rondine, in quanto alla voce, meglio lasciar perdere.
Ma nascono bene, con quei nidi pieni di uova celesti, belle a vedersi.

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E’ preso un coccolone alla Madonna

Vedere un figliolo lacerato nelle carni e imbullettato come uno dei peggiori malfattori nella sua epoca è un trauma troppo grande per una mamma che vede il figlio deposto dalla croce.
Lo svenimento, il corpo esanime, il pallore dovuto al dolore, si deve al pennello di Antonio Bazzi detto il “Sodoma” questa istantanea di tormento all’interno di una stupenda opera “La deposizione” conservata nella Pinacoteca Nazionale di Siena.

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Il nuovo portaseghetto di Vasco

La Collezione primavera/estate 2025, prevede un’oggettistica sobria e funzionale ricavata da una scarpa comoda (ma non troppo) presa alla fiera qualche tempo avanti.
Se il nero e l’azzurro potevano essere colori invitanti, per andare nell’orto non erano affatto adatte, mentre togliendo la parte del tallone hanno trovato la loro definitiva consacrazione come portaseghetto.

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Giorgia Meloni dona la Nutella di San Gusmè a Re Carlo

La visita di Re Carlo d’Inghilterra in Italia è stata un clamoroso successo non per le località che ha visitato o il discorso (valentissimo) che il sovrano ha fatto a Camere riunite con i sottotitoli per i molti onorevoli che non comprendono l’italiano.
Il monarca se ne è tornato nella sua residenza di Windsor felice come una Pasqua soprattutto perchè la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo ha omaggiato con un barattolo di Nutella sopra al quale è riprodotto uno scorcio dei cipressini e delle vigne di Arceno a due passi da San Gusmè.

Carlo – nel riporre accuratamente il pregiato dono – ha fatto notare alla Premier che da buon cultore della campagna ha notato che tante vigne (non quelle riprodotte in etichetta) intorno a Castelnuovo hanno una poco edificante tonalità arancione.

Questo barattolo permette a un’azienda di usare un territorio per promuoversi, con il pensiero che certe volte l’apparenza conti più della sostanza.

“Fine di’ ricreativo inizia a principiare i’ curturale”.

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