Serre di Rapolano, prendi un libro, lascia un libro

A Serre di Rapolano c’è un salottino sempre aperto – con sedie e divano comodissimo – dove chi passa ha l’opportunità di aprire delle vetrinette dentro alle quali ci sono tutta una serie di libri su argomenti diversi e si ha la possibilità di leggerli sul posto, portarli a casa e mettere qualcosa di già letto all’interno delle vetrine per donare a chi arriva una buona lettura.

Iniziativa encomiabile che merita di essere riprodotta un po’ ovunque.

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Le peonie della Teresa

“Sono belle, ma se piove un durano niente”. E infatti aveva ragione la Teresa a dire che le sue peonie erano e sono molto belle, ma che hanno un nemico temibile nella pioggia.
Si aprono e si richiudono per più giorni in condizioni normali, mentre – se piove per più giorni – hanno vita breve e infradiciano celermente.

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Il fucile annodato, opera di Fabio Zacchei

L’odio si alimenta con altro odio e inevitabilmente genera una violenza che acceca la ragione e tutti gli altri sentimenti.
Nel villaggio di Pievasciata non si possono non notare due cose: la millenaria pieve liberata dalle vitalbe e il monumentale “fucile annodato” opera del Maestro gentile del ferro Fabio Zacchei.
Opera di un’attualità stringente di una pace offesa, di intelletti offuscati, di ospedali e civili distrutti, di pochi pazzi che – lentamente – porteranno il mondo a una guerra permanente senza capire dove stia la ragione o il torto.

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La bellezza della strada di Vignano

Sulla destra – il sole radente del tramonto – delinea il profilo di mattoni rossi incandescenti di Siena e della Torre del Mangia e riflette nel chiarore marmoreo della torre campanaria del Duomo.
Sembra impossibile – dopo uuna serie di curve e controcurve – quanto la città sia vicina e nel silenzio si sentono distintamente i suoni dei tamburi, provenienti – probabilmente – dai giradini del Bruco.
Bella la strada di Vignano, con la chiesa di Sant’Agnese rivolta agli ulivi e lo sguardo proteso verso le mura arrossate dal tramonto.
La campagna verdissima fra gli ulivi, meno fra le vigne, come vicino a Santa Regina, dove lsotto le viti l”erba prende lo stesso colore di un cancello mostruoso e inutile di cortain messo a parare il nulla e l’orizzonte e non si capisce se il cancello sia color diserbante o la vigna color cancello.
C’è una pergola regolata da antichi pali lavorati di ferro, di una sempilicità ma di un gusto raffinato, come l’abilità artiginale di chi li ha coniati chissà quanto tempo fa.
Ci si incanta a vedere il castello metallico che sorregge le viti e le prime gemme che spuntano, come ci si incanta a vedere la parete di glicine posta davanti a un edificio ad archi, o l’orto da cui spunta l’albero di Giuda o la buca di marmo nella parete” Posta per la Colonia”.
La seduta semicircolare di mattoni sotto il cipresso secolare sembra un piccolo auditorium, con davanti un ingresso singolare verso un oliveto che non vede forbici da anni.

Un arco quatro sfere di abbellimento e un singolare cipresso (secco) nato sopra che ha avuto vita breve, ma è rimasto a simboleggiare una splendida strada di campagna dove arriva il suono dei tamburi di Siena, quando l’inverno è finito e la campagna e la città si risvegliano.

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Radda, Silvia Brogi va in pensione

Per anni la colonna portante e gentile della Pro – Loco di Radda, un vanto territoriale che ha accolto e ben destinato chissà quante persone divise fra le località comunali e le richieste sempre più strampalate del popolo viaggiante.
Ufficialmente in pensione, ma affiancherà Sofie (olandese innamorata del Chianti e che ha deciso di vivere a Radda) fino a ottobre, quindi ci sarà ancora modo di vederla all’interno dell’Ufficio Turistico.
Ritmi più blandi e presenza più leggera, ma potrebbe essere un modo anche per raccogliere le idee e mettere insieme tutta una esilarante serie di richieste che le sono state fatte nel corso degli anni e (chissà in un domani prossimo) donare una raccolta spassosa sui turisti allo sbaraglio.
Anche se a Radda manca il mare e a qualche villeggiante di transito è sfuggito questo particolare.

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Benedizione dell’ulivo

La benedizione della palme è sempre stato un appuntamento molto sentito a Vertine.
Un po’ perchè potando ulivi come forsennati, il materiale da ammazzettare di certo non manca, un po’ perchè evoca momenti felici di quando c’era una rondine piccina, un po’ perchè la bellezza del luogo e la fantasia degli indigeni riescono a rendere gioiosa qualsiasi giornata e da lì partire con idee e propositi a venire, allietati dalla bella stagione e dalla voglia di fare. Un saluto caro a Padre Damiano.

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Vertine, Messa delle Palme sabato 12 aprile

Nella chiesa del Popolo di San Bartolomeo a Vertine sabato 12 aprile alle ore 15.30, Padre Damiano ci delizierà con una spennellata di acqua santa sopra le frasche d’ulivo devotamente messe in mazzetti in questi intensi giorni di potature.

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Serenamente Scioscianna

melanie-laurent-scioscianna

Tiepida era quella notte in attesa che si riempisse la culla figlia della chimera aretina.
Neanche tanto sorpresa, uno sguardo al mondo e un urlo per manifestare la propria presenza di grano maturo nei capelli, ma subito ti acquietasti e ti mettesti a osservare.
Osservazione dei tanti treni passati e mai presi, osservazione di uno splendido bocciolo di spiga che prendeva forma e cresceva fra onde tirreniche e sirene danesi.
Camminare prendendosi cura del prossimo, proteggere un nano dei boschi nel crescere, guardare la linea del mare che ti scuriva la pelle mettendo in risalto il ghiaccio degli occhi e il bollire cardiologico sotto le costole, bel furibondo sole che attraversa si, sempre, Porta Crucifera.

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Bandiera Arancione di Pievasciata e la pomata di Trump

“Bandiera Arancione la trionferà!”Castelnuovo si conferma sempre più come uno dei territori vessillo dei campi dalla tonalità carota in ogni inizio primavera.

Guardando il Presidente Donald Trmp in televisione, si ha la sensazione che il suo volto e la sua chioma siano dell’identico colore dei campi e dei vigneti della Berardenga.

Sulla questione si è molto accanita la stampa americana fornendo varie spiegazioni, ma nessuna testata aveva mai accennato che Trump usasse una pomata al diserbante.

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Per Stylosophy questo è San Donato… in Poggio

Beatrice Tursi è una giornalista esperta di moda e di lusso, ma sulla geografia è un pochino più carente.
Garba tanto l’immagine panoramica di San Donato in Perano (che sia verde o con le strisce arancio sotto ai filari per note vicende erbicide) tanto è vero che questo scorcio si ritrova per vendere vario vino per corrispondenza, per illustrare aziende altrui, addirittura pagine comunali ripolesi che lo rivendicano nel proprio territorio…
Stavolta il santo è quello giusto, ma la località è erratissima dato che la rivista Stilosophy (fatuo, moda, celebrità e scarpe a punta) colloca questa foto a San Donato in Poggio (nella Val di Pesa) mentre è chiaro a tutti che questo è San Donato in Perano… nel pieno del Chianti.
Per un errore del genere sul proprio paesaggio,il comune di Asciano avrebbe inviato alla testata una sanzione degna dei nuovi dazi doganali, mentre nel Chianti (non inventato) si è più magnanimi.

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