Le viti nuove del Salvino

Chi pianta una vigna, ha come l’emozione di un padre o una madre che tremano insieme in sala parto, in attesa del nuovo esserino che all’inizio rallegrerà di gioia per la sua presenza, che poi, crescendo, metterà in mostra tutte le doti di monellaggine di tempi e intemperie.
Questo clima piovigginoso e fresco, è perfetto per chi ha appena messo a dimora quelle viti in sostituzione del mondo precedente fatto di persone, di dono di marze dai propri terreni per l’innesto nel campo.
Nel frattempo, le persone si sono un po’ inaridite (meno a Vertine che nel resto del mondo) mentre la Burocrazia Agricola, ha raggiunto vette sublimi di linguaggi incomprensibili a chi sta sul pezzo e con i piedi per terra.
La messa di pali e recinzioni per proteggere le piantine, è la prima cosa da fare per chiunque tenti di fare agricoltura nel Chianti e in Toscana.
C’è anche da dire che, chi pianta una vigna e incrocia una situazione climatica come questa, deve darsi alle lotterie e a fare incetta di gratta e vinci al pari di nonni sotto influsso di facili ed effimeri sogni di gloria.

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