Il capanno dei ragazzi del 1944

Durante l’occupazione nazista, gli uomini potevano essere prelevati e tradotti in Germania o a lavorare nelle linee tedesche, i ragazzi delle annate chiamate alla leva di Salò, se trovati, potevano essere fucilati sul posto.  Gli occupanti  erano i fanatici della brigata Goering.
Durante il passaggio del fronte, ragazzi e uomini di Vertine in età di leva, si erano nascosti in un capanno di sasso a secco, posto nell’orto di Ottavio, poco oltre il borro di Parabuio, luogo di una bellezza inaudita.
Vasco, allora ragazzino, portava loro qualcosa da mangiare, e deve alla velocità (degna di un daino) delle sue gambe, se i nazisti, (dalla collina di fronte), che lo presero di mira, non lo colpirono.
Passarono lì parecchi giorni, finchè i tedeschi non smobilitarono sotto l’incalzare degli alleati e nel giorno della Liberazione, il 17 luglio del 1944, quando alla porta del paese giunsero tre carri inglesi, una batteria tedesca, appostata nel poggio del Vallone, aprì il fuoco su Vertine.
Un cannoneggiamento che produsse 5 morti e 15 feriti, Vertine per metà distrutto.

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