I Codici di Leonardo in mostra nella chiesa di Vertine

E’ tangibile che, un uomo autodidatta ha vissuto intensamente sessantasette anni, senza correre il rischio di annoiarsi e che, in questo breve arco di tempo è stato un onnivoro osservatore di ogni particolare del creato, interessandosi di ogni scienza possibile con la pittura, l’anatomia, l’architettura, lo studio dei materiali, dell’idraulica, geografia, della meccanica, dell’anatomia, con la precisione di disegni che sembrano oggi delle moderne risonanze magnetiche.
Ma è nella scultura che Leonardo non eccelle, avendo provato nella realizzazione di un cavallo che sulla carta funziona, ma che nella colatura del bronzo non può reggere, e quindi ciò che sembra un genio, nell’avvertenza quotidiana, torna un pochino più alla portata degli uomini appoggiati ai colonnini o stesi all’ombra dei parchi e lo rende umilmente e caparbiamente umano.

Per due giorni, i Codici, uniti in volumi fedelmente riprodotti, sono in mostra gratuita prestati dalla famiglia Serra – Bigazzi, presso la chiesa del Popolo di San Bartolomeo a Vertine, con sabato ormai bruciato e domenica con orario dalle 10 alle 16 e dalle 16 ale 19, grazie all’inventiva del gruppo Evorart, supportati da Chianti General e dal Castello di Spaltenna in una mostra dall’evocativo titolo: ” Vi aspetto da 500 anni”, mentre Vertine, all’epoca, esisteva già da mille anni appena.
Augusto Bianciardi, il seme, la dottoressa Vera Marcolini la storia, il pittore Matthew Spender il pennello applicato, Matteo Marsan la voce delle novelle di Leonardo, Angela Castellarin le note al pianoforte, il canto di Claudio Mugnaini, il rosso porpora pallido, del tramondo di Vertine, il silenzio del cane Teo, rapito dalla serata, il ricordo di Elena Trissino fra rose, oleandri e pietre che per trent’anni, l’anno vista presente.

Fonte: Il Cittadino

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