Marcello Bonechi prende Chianti per fiaschi

repubblica articolo di massimo vanni sul chianti storico

Ha destato piuttosto clamore la decisione del Consiglio Comunale di Gaiole in Chianti di richiedere alla Regione Toscana un referendum sulla dizione “Gaiole in Chianti Storico” per sopperire alla poca chiarezza c’è del termine “Chianti” e al suo utilizzo in ogni dove.
La mancata fusione dei tre comuni del Chianti (Radda, Gaiole, Castellina) inevitabilmente porta acqua al mulino di chi vuol far diventare “Chianti” quel territorio che corrisponde con il disciplinare del Chianti Classico, (allargato federalmente nel 1932 ai confini attuali) che comprende tutti e tre i comuni storici più altri della Val di Pesa, della Val d’Elsa, più la Berardenga.
In un articolo su Repubblica Firenze del 24 aprile, il sindaco di Castellina, Marcello Bonechi, (sentito dal giornalista Massimo Vanni) da segno di aver poco chiaro il contesto storico e geografico affermando che:” Non capisco cosa voglia dire “Chianti Storico”. Per il Chianti è il distretto rurale degli otto comuni senesi e fiorentini. Che non corrisponde al brand commerciale Chianti, che è ben più ampio. Questo dovrebbe essere il Chianti Classico. Ma come può un tedesco o un americano capirci qualcosa? Quanti Chianti alla fine dei conti esisteranno?”.
E’ molto chiaro il concetto espresso dal primo cittadino di Castellina. Ossia che il vino ha il sopravvento sulla storia e che le altre denominazioni legate al Chianti delle colline delle varie zone della Toscana sono le sole che generano confusione sull’identificazione naturale del territorio chiantigiano.
Cosa può capirci un tedesco e un americano se anche chi amministra un comune posto storicamente e geograficamente nel vero e unico territorio chiantigiano, dimostra di aver poca dimestichezza con la realtà delle cose, è un bel dilemma.

Ciò che il Consorzio del Vino vuol fare, è ben chiaro: dare la patente di Chianti solo al territorio dove si produce il vino marcato con il Gallo Nero, mentre la popolazione dei nuovi comuni da aggregare a questa strana entità per storia e vita quotidiana hanno spazi e orizzonti ben diversi. Servirebbe solo l’osservanza della storia per evitare confusioni generate solitamente a fini commerciali.

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