Inverno a Vertine

Prima delle otto è difficile vedere qualcuno. Anche il Pipa che è mattiniero per via dell’insonnia o della digestione, non disdegna il tepore delle coperte, mentre tutti i suoi gatti lo attendono per i croccantini davanti la porta di casa.
Il primo camino a buttar fumo è quello della Teresa, nell’azione  che precede la colazione, con il suo gatto (Lamento) ben steso sul davanzale della finestra sopra il radiatore ardente.

Dalla parte della chiesa la Daniela e Raffaele sono già partiti mentre Pasqualino guarda sconsolato il ditone fasciato, la Mirella svampa davanti al camino, Alessandro è in letargo, la Carlotta prepare con amore la colazione. Gianluca mai arriva prima delle dieci.

Teo abbaia in sincorno con i cani dell’architetto, il quale ogni tanto lancia un bercio dalle viscere nelle speranza che si chetino.
D’inverno tutto si assopisce,prendono il sopravvento il letto, la tavola, i balocchi intorno casa o per i campi, quelli che non si possono fare quando la campagna è in vigore.
A buio il focolare, aspettando qualcuno, aspettando le feste, guardando il gelo da dentro e la luce del solstizio d’inverno che lentamente, ogni giorno, di poco aumenta.

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