Il grande fratello della pancetta arrotolata

Un battuto con la mezzaluna fatto di alloro, ramerino, spicchi d’aglio e sale con cui si insaporisce un pezzo di rigatino di cinque chili sopra al quale si spargono pepe e una leggera dose di noce moscata.
Senza esagerare una nevicata di sale con un massaggio a ditate per farlo penetrare e si inizia ad arrotolare dal lato più largo fermandolo con la tecnica non banale dei nodi scorsoi.
Si adagia su un piano rialzato con due legnetti laterali e si gira quotidianamente per dar modo al sale di penetrare nella carne.
Dopo venti giorni si appende ad asciugare per almeno una settimana e da quel momento ogni occasione sarà buona per affacciarsi con il coltello.
Ottimo a dadolini cotto con i piselli dell’orto o sul pane così come è con un calice di quello bono.

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0 risposte a Il grande fratello della pancetta arrotolata

  1. Lucy ha detto:

    Questa meraviglia dove accade?

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  2. silvana biasutti ha detto:

    “No comment”, vien da dire, davanti a siffatta prelibatezza…

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  3. Dario ha detto:

    magistrale

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  4. Rossano ha detto:

    la pancetta arrotolata… per certi versi meglio della porchetta!

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  5. Andrea Pagliantini ha detto:

    A dirla tutta, durante l’esecuzione c’erano persone che prendevano appunti come a scuola.
    Bene sia così, altrimenti sono arti che si perdono.

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  6. filippo cintolesi ha detto:

    Non solo prendevano appunti. Prendevano anche registrazione video del “gesto”. E’ il gesto che fa l’arte di una cosa. A reinventarselo (o a riscoprirlo?) ci vorrebbero generazioni e talenti che non ci possiamo permettere di aspettare. Meglio quindi salire sulle spalle dei giganti, finche’ ci sono e ce lo permettono, e tenere buona nota. Letteralmente come dice Dario, magistrale.
    Nel caso in questione di gesti cruciali ce ne sono vari, ma uno in particolare e’ insostituibile: quello che in un baleno fa la legatura. Tre banalissimi nodi semplici nel punto giusto al momento giusto, fatti pero’ in modo tutt’altro che semplice o scontato.

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