Orniello del Chianti

L’albero della manna, che si estrae incidendo la corteccia, noto anche come frassino (legno con il quale la tradizione vuole che si costruiscano i pioli per uccidere i vampiri) pianta i cui fiori hanno uno splendido vigore di profumo carico di miele.
Fra le selve di querce si notano distintamente queste piante dalla fioritura bianca sempre più presenti, eppure, nei ricordi d’infanzia, non era per niente fra le piante più ricorrenti.
Probabilmente si adatta bene a queste zone e per fortuna non è ossessivo come l’ailanto.

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La lucertola futura mamma

“Sembri una lucertola al sole” dicevano i vecchi saggi a coloro che si mettevano con le spalle al muro e rivolti a qualche rivolo di sole per scaldare le ossa o proteggersi dal vento, si appoggiavano a quelle che i possidenti chiamavano “le stufe dei poveri”.
Una lucertola grassa (probabilmente futura mamma) non si schioda dal crocicchio dell’ulivo che la illumina e la riscalda.

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La bicicletta di Vasco Nuti (il Pipa) al Museo Origo

Vasco è il più eroico degli eroici che c’è, campione di modestia, battute, strade bianche, salite e ha visto tante parti d’Italia in sella a una bicicletta Bettini, senza mai montarsi la testa, solo per il gusto di una passione da coltivare con la stessa bontà d’animo con la quale coltiva l’orto,i rapporti umani e i suoi amati ulivi e la colonia di gatti.
L’allestimento del nuovo Museo Origo – delle origini del Chianti – lo celebra giustamente avendo ricevuto in dono la sua fedele compagna di strada e di culate in terra: un bicicletta da strada Bettini, con la quale ha dato tanta polvere a chi fa ciclismo con la borraccia piena di narcisismo.

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I giaggioli di San Donato in Perano

san donato in perano giaggioli aprile 2024

Dalla parola greca che significa arcobaleno, ecco un punto di scarpata perfetto dove poter mettere a dimora i rizomi senza che l’istrice ne tragga giovamento.
Uno dei luoghi più fotografati e conosciuti del Chianti dove non c’è mai nessuno e si può contemplare serenamente uno spicchio di mondo, dal bordo della strada.

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Prove tecniche di carciofata

Prove tecniche in modica quantità, per testare che non si sia persa la mano nel friggere decine di carciofi e mettere al forno – a modica temperatua – una lastra di rostinciana e un’arista coperta di verdure come se fosse un brasato, con schizzi di vino rosso nella Repubblica del libero pensiero di Vertine.

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Origo, il Museo delle origini del Chianti

Le ex Cantine Ricasoli per alcuni anni sono state un edificio troppo grande al cospetto di un paese troppo piccolo, che utilizzava quegli ampi spazi per qualche sporadica iniziativa nel corso dell’anno e poi rimanevano inesorabilmente chiuse.
Per arrivare all’inaugurazione e all’apertura del Museo rivolta alla popolazione, alla stampa, alle aziende agrarie del territorio ci sono stati anni di lavoro a riflettori spenti, che hanno portato alla nascita di una grande cittadella culturale aperta al mondo.
Il Museo è suddiviso in quattro grandi spazi espositivi con all’ingresso il Punto informazioni e una piccola libreria (che si spera sarà arricchita di titoli).
Un omaggio alla figura del Maestro Cesare Olmastroni con una galleria che raccoglie le sue opere racconta l’evoluzione di un’artista che nel Chianti ha mosso i primi passi, vi ha trovato l’amore, ha affrescato alcune stanze del Castello di Meleto e successivamente (per tanti anni) ha curato con garbo sopraffino il restauro delle opere del Comune di Siena, e facendo da supporto ai tanti artisti che si sono cimentati con la realizzazione del Drappellone del Palio di Siena (firmandone lui stesso un paio).
Lo spazio del Vignaioli di Gaiole con due di teche a forma di botte che contengono annate storiche e un grande schermo dove passano le parole di chi il vino lo fa non per sentito dire.
L’immenso salone che occupa tutto il seconda piano con l’esposizione dei reperti storici etrusco/romani che la professoressa Nancy De Grummond con i suoi studenti dell’Università della Florida ha rinvenuto nel corso del mezzo secoli di scavi nel sito di Cetamura, visibili con un allestimento splendido.
Come i vinaccioli rinvenuti in un pozzo risalenti al III Secolo A.C. e la raccolta di ben 194 monete contenute in un piccolo manufatto di terracotta, che sono state resturate, esposte al Santa Maria della Scala di Siena e ora trovano qui la loro collocazione definitiva in mezzo a tanti oggetti di uso quotidiano d’epoca etrusca, a delle colonne rinvenute presso la chiesa di Monti e altri oggetti donati da privati.

Un altro spazio dedicato a un’officina d’epoca per la riparazione delle biciclette quando pesavano come un carro agricolo, con un percorso interattivo molto apprezzato dai giovani sportivi e – nota di colore – il gattone rosso che occupa le sedie delle dolci Alice e Sara, che da quando è stato inaugurato il Museo, qui si è trasferito e cerca il padrone solo all’ora dei pasti.

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Berardenga, scampagnata al castello di Montalto

castello-di-montalto

La Misericordia di Castelnuovo, in collaborazione con il Gruppo Escursionisti della Berardenga, organizza “Benvenuti al 1° Maggio”, camminata di 8 chilometri nel puro romanticismo di una campagna florida e in fiore, con partenza da Castelnuovo e arrivo al Castello di Montalto.
Ritrovo in Piazza Marconi alle ore 15.45, partenza escursione alle ore 16 (equipaggiamento: acqua, scarponicini con suola ben scolpita, cappello) a seguire (aperta a tutti) dalle ore 19 merenda/cena a base di salumi toscani, porchetta, formaggio e baccelli e dolce al prezzo di 15 €.

Per informazioni e prenotazioni (entro il 28 aprile) 328 059769 oppure alla mail misericordiacastelnuovobga@gmail.com

Fonte: Il Cittadino

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Il 25 aprile con la panchina del Popolo di Vertine

Con i cappotti e i piumini come nemmeno a Natale si è celebrato un nuovo 25 aprile in una forma che qui non è mai una festa retorica e protocollare.
Una giornata che è alla base del nostro passato e del nostro presente e futuro, che ci ha permesso di vivere nella diversità di idee o credi religiosi senza che questo comportasse guerre per quasi ottanta anni, che nella storia del nostro paese è un recod fra i più importanti mai conseguiti.
E un ricordo per quanti nella Prima, come nella Seconda Gerra Mondiale hanno perso la vita e questo sia un monito per dire sempre no alla guerra che – come sempre avviene – vede sempre soccombere le persone normali e quasi mai i mandanti.

E per l’attualità dei tempi correnti, c’è un dono che il Popolo di Vertine fa a se stesso e a tutti quanti verranno in questo splendido angolo di Chianti:una panchina rossa che rimarrà fissa davanti al Monumento ai Caduti come punto di ossevazione, contemplazione e riflessione, ma anche come avviso che non può e non deve esserci violenza nei confronti delle donne.

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Il cimitero inglese di Foiano della Chiana

Innanzi tutto colpiscono la compostezza e la sobrietà di un luogo che sarebbe triste per definizione,se non fosse così ben curato e tenuto come un giardino dove tutti sono uguali al netto di nazionalità, mansione o grado dei caduti.
All’inizio di luglio del ’44 i tedeschi opposero un’ultima barriera prima che gli alleati entrassero nella valle dell’Arno e ci furono aspri combattimenti con la 4 Divisione inglese, nei dintorni di Foiano.
Il cimitero raccoglie quei militari e altri di reparti del Commonwealth periti in quei giorni nella zona. Sono 256 le tombe dove riposano militari inglesi, canadesi, indiani, sud africani e neo zelandesi, morti in giovanissima età, lontano dalle loro terre per portarci quella che a noi mancava: la libertà.

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La rosa profumatissima di Giordania

rosa rossa profumatissima

Son quelle rose piccolissime che si arrampicano sulle pareti esterne, al riparo del vento gelido, ma neanche tanto esposte a sud per non disperderne l’integrità del profumo.
Son quelle rose che dopo qualche giorno gettano i petali a terra mentre si rinnovano in continuazione con un legno che tende al nero e poi al secco, ma che invece trova la forza e vigore per reggere le difficoltà con un pochino di rame, una carezza e un sorriso sempre ottimista.

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