Estrazione Contrade Palio 2 luglio 2024

Nel momento in cui si aprono le trifore di Palazzo Pubblico su Piazza e le chiarine scandiscono le note che chiamano i Popoli delle Contrade a raccolta, l’inverno finisce immediatamente in archivio e si apre la stagione delle strategie per pochi e delle sere all’aperto per tanti.
Il 2 luglio, sul tufo erano certi di essere Valdimontone, Pantera, Bruco, Leocorno, Lupa, Civetta e Oca, con l’estrazione appena conclusa, si sono aggiunte Giraffa, Nicchio e Onda.

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La bicicletta di Paolo “Gino” Rinaldi al Museo Origo

Paolo Rinaldi è un eroe dei tempi moderni che fende le nuvole di polvere delle strade bianche del Chianti, le fitte nebbie padane, come le strade del Nuovo e del Vecchio Mondo.

Contro il logorio della vita moderna, si muove allegramente fra i chilometrici ingorghi nelle strade di Milano, con la sua sagoma incondonfondibile, con la postura pedalatoria d’altri tempi,abbigliato come un gentiluomo dei primi decenni del Novecento, attualizzato al gentiluomo che è ora, nei tempi correnti.
Un pioniere che ne ha fatta di strada, spesso in solitaria, a volte in gruppo con i tanti amici conosciuti fra una salita impervia o una foratura.
Il viaggio su due ruote potrebbero avere un grande cantore coinvolgente, perchè i giri in lungo e in largo di Paolo sono ascolto, silenzio, occhi e sentimenti acuti, sorriso nella passione coinvolgente.
Nell’ultimo viaggio in bicicletta a Cuba con un gruppo di amici è venuta fuori anche la dote non banale del fotografo con persone e istanti che sono scatti con pensieri che possono essere generati solo da una arguta infinita tenerezza.
La sua mitica bicicletta storica (anni ’30 del Novecento?) è stata donata al Museo Origo di Gaiole e si trova poco distante dalla mitica Bettini di un altro grande campione di umiltà che è Vasco Nuti, “Il Pipa”. Fonte:Il Cittadino

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Giornata ADSI alla Badia a Coltibuono

Domenica 26 maggio si svolgerà la XIV giornata delle dimore storiche (ADSI): castelli, ville, giardini, parchi saranno visitabili gratuitamente.
In provincia di Siena saranno 14 le dimore storiche (fra cui il castello di Brolio, la Villa di Geggiano, la villa di Monte Sante Marie, il castello di Belcaro, Cosona vicino Pienza, la Villa di Torre Fiorentina a Siena, Palazzo Bianciardi a Castellina e naturalmente la quiete dell’ex convento vallombrosano di Badia a Cotibuono, con i giardini, la chiesa di San Lorenzo, le storiche cantine, il magnifico cedro secolare.
Nel sito dell’Associazione Dimore Storiche ulteriori informazioni e – ove richesto – prenotazioni.

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Ritratti in Piazza con gli studenti del Liceo Artistico

Gli studenti del terzo anno del “Liceo Artistico Duccio di Boninsegna”, alle prese con un set d’eccezione per una estemporanea all’aperto ritraendo o caricaturizzando le persone che passano e si fermano,in una due giorni (24 e 25 maggio) di arte e divertimento con il rilascio gratuito al modello/a del disegno.
All’inizio un po’ di incertezza e timore fra i ragazzi che hanno iniziato a ritrarsi fra loro: poi sono arrivate flotte di turisti americani (che capito l’intento) si sono fatti ritrarre fin dove il foglio permetteva di far entrare tutte le loro cicce.
Alcuni per entrare nel disegno hanno perso così tanti chili che si sono fatti ritrarre dai ragazzi divertiti con o senza cappello, pensando fosse quello a non ingentilire il dipinto.

Una piacevole iniziativa promossa dal Liceo Artistico in collaborazione con il Comune di Siena. Fonte: Il Cittadino

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Colonnino con blocco urinario

colonnino con blocco urinario

Quando non erano i quadrupedi ad alzare la zampetta e innaffiare le cantonate delle case come avviene ora, molte amministrazioni pubbliche rinascimentali si erano soffermate sul decoro e sulla decenza delle pubbliche vie, dotando i colonnini e gli angoli morti di speciali “riporti” sopra al quale, un’arteura di bottega contemplava (di sponda) un’ammollatura non profumata dei calzoni.

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La terrazza osè di Sinalunga

terrazza centro storico sinalunga

L’Italia è un paese affascinante e carico di contraddizioni perchè è tutta una mescolanza di superbo, affascinante, improbabile e grottesco, che convivono tranquillamente senza darsi fastidio.
Un esempio è un particolare terrazzo che esce da un appartamento del centro storico, sovrasta la via e poggia le basi su un selciato in pietra, di solo qualche secolo, realizzato nel più esaltante stile orrido, ma almeno decorato con tanti vasetti da fiori sospesi e un’antenna televisiva nell’angolo, per dargli grazia.

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Il campanile di San Gusmè che ispirò Eugenio Montale

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Fin dai tempi delle scuole elementari, molti maestri e maestre ricordavano che una poesia del Premio Nobel per la Letteratura (1975) Eugenio Montale era stata ispirata da una passeggiata dentro e fuori il Castello di San Gusmè, impressionato (per non dire commosso) dall’apertura e dalla bellezza del paesaggio circostante.
Montale era ospitato nella Villa Solaia (Piccolomini Clementini in località Bolcione a breve distanza dalla Porta Ovile di Siena) da Leone Vivante e Elena De Bosis (famiglia che dopo le leggi razziali del 1938, riparò in Inghilterra).
Elena de Bosis era sorella di Lauro, aviatore indomito che perì nel Mar Tirreno dopo aver eluso tutta l’Aviazione e volantinato Roma con 400.000 volantini anti-regime.
Eleonora Belloni cura la scheda della Fondazione Musei Senesi ed erra dicendo che Eugenio Montale si recò “nel Chianti, nel borgo di San Gusmè (trattasi di Berardenga e di Castello) in auto da Villa Solaia nel 1942 (ospite di Elena De Bosis che stando a un articolo di Massimo Bacigalupo su “Alias” del 4 luglio 2014 la signora era riparata in Inghilterra, dove “Elena fece di tutto, dai lavori domestici alle corrispondenze per la BBC”.
Se nel 1942 appare più che probabile che la coppia Vivante – De Bosis non si trovasse più nell’Italia impestata dalle leggi razziali, Cristina Marchisio dell’Università di Santiago di Compostela, data essere il 1938 il soggiorno a Villa Solaia di Montale che coincide con la presenza di Camillo Sbarbaro, poeta e raffinato traduttore.

Ciò che è certo è che rimangono gli inequivocabili versi ispirati al piccolo paese della Berardenga nella poesia “Verso Siena”, contenuta nella raccolta “La bufera”.

L’ispirazione del Premio Nobel Eugenio Montale ricevuta da quella gita a San Gusmè potrebbe essere l’occasione per apporre una targa in memoria entro le mura del Castello.

Ohimè che la memoria sulla vetta
non ha chi la trattenga!
(La fuga dei porcelli sull’Ambretta
notturna al sobbalzare della macchina
che guada, il carillon di San Gusmè
e una luna maggenga, tutta macchie …)
La scatola a sorpresa ha fatto scatto
sul punto in cui il mio Dio gittò la maschera

e fulminò il ribelle.

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Antico pergolato di Villa a Sesta

pergola e papaveri villa a sesta

L’essenzialità come forma di vita estesa al concetto di praticità ed eleganza.
Quattro ritti di nobile castagno traversati da legni più snelli per sorreggere e poi far distendere i germogli e i pampani di un paio di viti per creare un’ombra di raffinatissima pergola. I papaveri sul murello, un vezzo rosso di stagione.

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Al profumo di rose e caprifoglio

La mattina presto il profumo di questo arbusto – piuttosto comune a trovarsi – inebria il cammino ed evoca il ricordo di fresche e piacevoli passeggiate estive quando si è davanti al camino.
E’ un aroma aggraziato e gentile, tanto che in profumeria viene usato per produrre una linea di profumi o colonie molto ricercate dalle signore.

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Nascono i funghi gentili

funghi gentili vertine 2024

Nei sodi e nei prati è facile nonchè divertente vedere quei cappellini bianchi che spuntano fra il verde, portarli a casa, dargli una lavata e poi trovargli una destinazione consona: se con la pasta, se in un padellino con uno spicchio d’aglio e olio, se farci un crostino o se friggerli direttamente.
Si chiamano “gentili” perchè sono il fungo più buono che c’è.

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