La casa rurale e il paesaggio di Ilaria Agostini

Un libro che si rivolge a geometri, muratori, abitanti e amministratori delle realtà chiantigiane, allo scopo di rendere chiare le pratiche per un restauro o una manutenzione consapevole di quel grande patrimonio storico – culturale, della casa poderale del Chianti e non solo.
Non si tratta di stravolgere l’esistente, ma di mantenerlo e preservarlo nelle comodità dell’uso odierno, ma senza stravolgerlo e svilirlo, il che vuole dire, che una gran parte delle vecchie case coloniche, da tempo sono diventate altro, violentate nell’uso e nel consumo come un vuoto a non rendere.
La mancata considerazione di tali manufatti architettonici quali beni monumentali da preservare, ha di fatto permesso che la loro trasformazione – dopo l’economia mezzadrile – fosse a specchio e uso e consumo di chi se ne impossessava.
Nel libro di Ilaria Agostini, si può percorrere il come si era, il come si è, il come si può preservare quanto del patrimonio edilizio rurale è rimasto intatto o quasi.
Ilaria Agostini è ricercatrice presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna; è docente nel corso di dottorato in Ingegneria dell’architettura e dell’urbanistica della “Sapienza” di Roma, e directeur de recherche nel Centre de recherches interdisciplinaires en sciences sociales et humaines, Université Paul-Valéry Montpellier 3.

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La regina delle lacrime di maggio

tramonto per federica

Piove nel pensiero e sul dolore del sole che è tramontato sulla vita di una donna in fiore.
Dieci anni oggi senza bagni in mare, senza orecchini da scegliere, tonalità di foulard da indossare, vino non assaggiato, libri non letti, sorrisi e battute non emessi, film non visti e la gioia dei panni stesi che d’estate asciugano in pochi minuti.
Ti si vede in piccole manifestazioni del creato, nel profumo di rose e Acqua dell^Elba, in un campo di sulla, nel volo della rondine solitaria che danza su Vertine, nella suadente fragranza dell’uva fragola in fiore, nell’accogliente nido di casa con mamma, nel nano da giardino, nel di notte sentirti.
Un’ininterrotta lacrima versata, una lacrima di maggio.

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Lo storno nero

storno nero

Quando la sera vanno a dormire nella fila di cipressi della Pista, il loro verso stridente fatto di fischi assorda.
Si mescolano al volo delle rondini, ma non hanno il loro volo aggraziato, sembrano dei caccia che vanno dritti, privi di fantasia e di immaginazione.

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Convegno sul presente e futuro della Villa Chigi Saracini

Fra le vicissitudini della galassie geriatriche MPS, c’è rimasta impaniata la Villa Chigi Saracini di Castelnuovo Berardenga.

Uno spazio enorme, che irrompe sull’intera fattura milleottocentesca del paese a ingegno di un noto architetto quale fu Agostino Fantastici, ma che da anni è un contenitore di ragnatele e il cui parco è giostra d’erba da tagliare, statue di autori celebri da restaurare e regno di un malinconico scoiattolo inebetito da tanta solitudine.
Venerdi 2 giugno alle ore 16.30 presso l’auditorium della medesima Villa, si parlerà di presente e futuro dello stabile, con la speranza di restituirlo alla collettività e vederne i cancelli aperti.

Fosco Vivi, ne animerà l’introduzione, Anna Nocentini dell’Accademia Musicale Chigiana, ricorderà i fasti cultural – musicali e il legame profondo dell’Accademia con il luogo, Enrico Toti (storico dell’arte) narrerà del lavoro e dell’opera di Agostino Fantastici, le conclusioni di Fabrizio Nepi – sindaco – dal quale si aspetta una presa di posizione su uno spazio che – reso pubblico – sarebbe ossigeno puro per arte, cultura, associazioni, di una comunità un po’ assopita. Fonte: Il Gazzettino del Chianti

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La villa Avanzati di Pievasciata

villa avanzati pievasciata

Il Pecci, in un manoscritto settecentesco, è registrata essere l’abitazione della facoltosa famiglia dei Sergardi

Nel catasto del 1825, la villa risulta appartenere a Giuseppe Bizzarrini, nella prima metà dell’800, torna a essere della famiglia Sergardi.
In posizione costeggiante la strada che conduce alla famosa Pieve Asciata, fine muratura di alberese, intonacata, su tre livelli, copertura a padiglione.
Negli anni sessanta del Novecento, la villa risulta suddivisa in due unità abitative.
Fonte: Architettura nel Chianti Senese.

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Con il canino nel passeggino

Famiglia grassottella composta da babbo, mamma, cittarella di fine medie, dove ognuno è preso dalle vicende del proprio telefonino.
Infatti, si fotografa senza guardare cosa si ha intorno, ma lo si condivide a razzo nei propri profili.
Un unico gesto positivo, la cura, la dedizione, l’affetto, e tenere parole per il pargolo nella carrozzina pintata dal babbo.
Solo che nella carrozzina non c’è un pargolo,ma un cucciolo di cane con il muso profilato a padellate.

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Il futuro prossimo del castello di Montarrenti

castello di montarrenti sovicille

Laboratorio di progettazione partecipato, primo incontro sabato 27 maggio dalle ore 10 Castello Montarrenti, Sovicille.

Il Comune di Sovicille vuole acquisire in concessione dalla Provincia di Siena il Castello di Montarrenti per renderlo di nuovo fruibile per la comunità e farne un volano per lo sviluppo turistico del territorio.

Per questo motivo è stato sviluppato il progetto “Castello e Comunità”, che raccogliendo anche le proposte dei cittadini si pone questi obiettivi:
– usare lo spazio per attività culturali (teatrali, musicali) e per momenti di incontro fra Associazioni di volontariato e per iniziative di carattere sociale e educativo (come, ad esempio campi solari);
– far diventare il castello il punto di riferimento per l’attività escursionistica e di scoperta del territorio
– promuovere la struttura come luogo per eventi, come i matrimoni o altre feste
– far ripartire gli scavi archeologici avviati negli anni 80 e in collaborazione con l’Università degli Studi di Siena e dell’Università per Stranieri progettare un percorso museale multimediale che sia testimonianza scientifica e veicolo divulgativo
– sviluppare progetti a beneficio della comunità nei terreni agricoli e boschivi di quasi 50 ha.

Tutto questo avrà un senso solo se diventa espressione di una comunità ed è per questo che è stato organizzato un percorso partecipativo per: conoscere il castello, la sua storia e le sue potenzialità; approfondire e confrontare progetti, idee e prospettive per la sua fruizione e per la sua valorizzazione; individuare una modalità di gestione sostenibile nel tempo, come la costituzione di una cooperativa di comunità. Foto di Francesco Viti.

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San Galgano con la volta stuccata a cemento

La Sala capitolare dell’Abbazia Cistercense edificata nel XIII Secolo, dove si riunivano i monaci per deliberare le decisioni comunitarie, è un’ambiente molto ampio, diviso in sei campate che sostengo altrettante volte a crociera.
Sala splendida se non fosse che proprio nel centro, alcune piccole pietre instabili, siano state fissate e stuccate con dell’orribile cemento, che in quel contesto di pietra, mattoni e calce, danno vita a una toppa fuori contesto, incompatibile con un edificio storico di tale importanza. Fonte: Il Cittadino.

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Castelnovino 2 giugno 2023

villa-chigi-castelnuovo-berardenga-foto-di-andrea-pagliantini

Anche solo per vedere per una sera la Villa Chigi Saracini con i cancelli aperti e ammirare Giuseppe Verdi con il cappotto di muschio e Arrigo Boito che riappare fra le frasche.
Ma soprattutto, per avere il quadro dell’eccellente produzione vinicola della Berardenga, unita alle bontà creative dei ristoratori, gelatai, pizzaioli del paese delle Bullette, la musica dal vivo dei “Casteltrio” e ascoltare in diretta lo “Schiantifestival” con la hit “Innamorarsi a Sestano”.
Venerdi 2 giugno, con i vini di: Aiola, Dievole, Borgo Scopeto, Tolaini, Valiano, Vallepicciola, San Felice, Scheggiolla, Cappellina, Villa a Sesta, Lecci e Brocchi, Bossi, Le Trosce, Arceno, La Lama, Felsina, Poggio Bonelli, Allegretti, Pacina.
I ristoranti: Quei Due, Anonimax, Luna Etrusca, Taverna della Berardenga, Podere Casato, Enoteca Bengodi e poi, Pizzeria La Morina, Bar Centrale e i gelati di Pit Stop al Bacio.
La Villa Chigi con i cancelli aperti, il fascino delle lucciole a far capolino dai lecci, le prelibatezze dei ristoranti, pizzaioli e gelatai, buona musica e Festa della Repubblica.

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Radda nel Bicchiere 2023

Tempo più da funghi che da vino, ma per chi è andato a Radda in questo fine settimana, ha avuto modo di assaggiare quanto di meglio il sangiovese proprone, in un territorio dove le vigne sono ad altezze non banali e le escursioni termiche durante l’arco della giornata, permettono di avere vini freschi e bevibili.
La Pro – Loco, riesce ad organizzare una delle manifestazioni più spontanee e piacevoli fra quelle legate al mondo del vino ed è un loro grande merito essere arrivati all’edizione numero ventisei con la gioia negli sguardi dei produttori e di quanti intervengono, la stessa gioia delle prime edizioni. Fonte: Il Cittadino.

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