La frittura di Mauro, Andreia e Letizia

frittura di mauro andreia e letizia castiglione della pescaia

Una eccelsa frittura di pesce contenuta in un cono di carta gialla e poi a corsa sotto la coppia di fari a vedere e sentire il colore e la forza del mare.
Oppure la capiente vascatta se si hanno intenzioni più bellicose, riempita espressa dal calore del pescato appena fritto, con l’acuto della presenza di baccalà.
Un punto fermo il banco del pesce fritto di Castiglion della Pescaia… d’estate capita di affrontare qualche lunga fila prima di mettere mano a quella delizia, ma sarebbe un delitto andare via senza assaggiare la frittura di Mauro, Andreia e Letizia.

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Il cedro monumentale di Badia a Coltibuono

cedro badia a coltibuono

Ha più o meno 160 anni questo cedro del Libano che oltrepassa i venti metri di altezza con oltre otto metri di apertura alare, sotto la cui ombra si sosta o si legge un gran buon libro con immenso piacere.
Non il più grande d’Italia, ma sicuramente il più maestoso albero della Toscana, a braccetto con l’ulivo di Magliano, che di anni ne ha ben 3500 e li porta discretamente.

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Berardenga, la clessidra di Jessica Brunelli

la clessidra di jessica brunelli

Il tempo che si scandisce in vari modi, ma che inesorabilmente passa, letto da un martello che batte su una campana, dalle begonie che oltrepassano vigorosamente un inverno appena accennato, dalle rughe e dalle ferite che si generano andanto.
La sabbia contenuta all’interno di n triangolo di vetro che scendendo, ricompone un triangolo perfetto che scende come gira una lancetta che non funziona a pile ma a capovolgimenti.

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Il Mangia ritrovato a Villa Pagliaia

il mangia automa della campana

Il “Mangia” (l’automa che batteva le ore nella campana della Torre di Palazzo Pubblico a Siena) nel 1780, venne tolto e riposto per anni in un magazzino comunale.
Notato nel 1824 dal Governatore Giulio Ranuccio Bianchi Bandinelli, l’automa venne trasferito nella sua Villa di Pagliaia per ornare il lago.

Quasi un secolo dopo, il pronipote Ranuccio, emerito studioso, venuto a conoscenza del fatto, volle recuperare la statua dal lago ormai asciugato, ritrovandola in un fosso, priva delle braccia, che donò al Comune di Siena è tuttora visibile all’interno del Cortile del Podestà.

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Il Ministro Sangiuliano e il Chianti patrimonio Unesco

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Bisogna essere chiari: il Chianti non è stato scoperto da un attracco di caravelle di Cristoforo Colombo, sostenuto dagli studi astro – fisici di Galileo Galilei e dalla confusione monetaria generata da un pretaiolo abbiente e bigotto quale è stato Cosimo III de’ Medici.
La processione che ha percorso i territori del Chianti, della Val di Pesa, della Val d’Elsa e della Berardenga nei mesi scorsi, propononendo l’investitura “identitaria” di un territorio (che ha in comune solo la produzione di un vino storicamente da neanche tanto tempo: 1924) legata leggermente al fatto di avere in comune un sistema di “Villa – Fattoria” (come la gran parte del resto della Toscana) fa nuovi proseliti dal punto di vista politico dopo l’investitura data dal Presidente Eugenio Giani, ecco l’accodo all’accrocco dell’Onorevole Francesco Michelotti e del Parlamentare Europeo fresco di conio Francesco Torselli, che vedono un futuro luminoso per un “Chianti” sorretto dalle gambe corte di un’identità che non trova corrispondenza nella realtà dei fatti, ma che ha trovato sponda nella domanda del Ministero della Cultura all’ufficio Unesco per l’approvazione.
Se al territorio di produzione del vino Chianti Classico fa gioco avere i perfetti confini di produzione all’interno della dicitura “Unesco” nessun problema, ma a Parigi (sede Unesco) qualche studio prima di dare il via libera alla proposta, è certo che lo faranno e non sarà loro difficile comprendere che le gambe sono di argilla e Galileo diceva che: “Le verità scientifiche non si decidono a maggioranza”. Fonte: Il Cittadino.

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Nel Chianti torna l’elicottero turistico

elicottero vertine giugno 2024

Si sa che il Chianti (specialmente Vertine) è territorio aspro, infido, coperto da una fitta vegetazione e con i dintorni “popolati di lupi famelici” sempre in giro a ogni ora del giorno e della notte.
Forse è per la paura di incontrare un lupo nel bosco o fra gli ulivi, che si torna e si riparte ogni volta con l’elicottero, rimembrando ancora la bella favola di Cappuccetto Rosso.
Fatto è che – in rispetto a un turismo rispettoso e consapevole – un trattore intento all’aratura del terreno o allo sfalcio dell’erba nelle vigne provoca malumore e disturbo ai villeggianti quando opera in piena campagna nelle ore normali del giorno, mentre un elicottero che li porta e li riporta dalle fritturine seriali della costa, sembra una cosa normale per abbienti che non sanno riconoscere un fiore di zucca da un trapano a percussione.

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Il Palio di Giovanni Gasparro

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Non è bello, è bellissimo il Palio del 2 luglio 2024 dipinto dall’artista barese Giuovanni Gasparro che con pochi, tenui colori riesce a creare un’opera in movimento, sacra e laica allo stesso tempo.
Una visione moderna di Caravaggio, condita genialmente dal capolino dalle veste di un monturato del Comune, che guarda in alto, forse nelmomento di massimo silenzio, quando il vigile scende con la busta dal Palco dei Capitani da consegnare al Mossiere.

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I ciclisti eroici dell’Agro Pontino

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Bracciante è il termine più esaustivo e incisivo nel riflettere chi lavora nei campi e perde un braccio (e conseguentemente la vita) nelle grandi estensioni di ortaggi dell’Agro Pontino.
Il braccio di un invisibile assunto agli “onori” della cronaca nazionale per una somma di brutalità che si sono consumate nella sua pur breve vita.
Satnam Singh, 31 anni nazionalità: genere umano.
Scorrendo la stampa locale (e anche nazionale) sono molti gli articoli che nel tempo hanno messo in luce le condizioni di vita e di lavoro degli invisibili che raccolgono ortaggi… non cambiando di molto la realtà delle cose.
Salta agli occhi una serie di incidenti automobilistici accaduti durante la notte o nelle primissime ore della giornata, che vedono coinvolti i lavoratori indiani che si muovono in bicicletta nelle tenebre per coprire i chilometri che li separano dalle coltivazioni.
Guardando al passato, scorrendo i ricordi e i racconti, la bicicletta (in zone dove si era usi muoversi a piedi o con l’ausilio di un carro trainato da bovi) la bicicletta rappresentò un affrancamento non indifferente in fatto di conoscenza, movimento, ricerca di condizioni di un lavoro migliore anche a una certa distanza.
Guardando al presente, la bicicletta è un modo per tenersi in forma, socializzare, vedere meravigliose parti di mondo a un ritmo lento, fermandosi persino a parlare.
Nel Chianti, la bicicletta è una voce di richiamo turistico che dura quasi in ogni periodo dell’anno, ma che dalla primavera all’autunno porta un certo benessere a chi affitta, cucina, ristora.
Due ruote su Strade Bianche, ai cui lati si trovano ogni genere di confert e ristoro, dove a volte si parte spensierati in piena notte su percorsi illuminati da fiaccole o dal fioco lumino della bicicletta per il gusto di un’impresa sportiva e per gli imponenti rinfreschi posti lungo il percorso.
Nell’Agro Pontino è un po’ diverso: i ciclisti partono di notte per passare la giornata nei campi e tornano dopo ore di raccolte o semine e chi arriva a destinazione senza essere investito, senza essere sfinito è unn vero eroe.
Come la bicicletta fa vedere le cose da angolazioni e mondi diversi: la parte opulenta del Chianti, la parte in eterna ripida salita dell’Agro Pontino.
Sarebbe bello che quelle persone vanno nei campi possano (in un futuro non tanto lontano) contare sulla visibilità garantita da semplici gilet gialli o arancioni, una lucina anteriore e posteriore e dissetarsi da una borraccia su cui sono impresse la parole “Gaiole in Chianti”.

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Su Sette San Donato come se fosse Ferragamo

san donato in perano sette 21 giugno 2024

Piace nel mondo lo scorcio fotografico di San Donato in Perano (nel comune di Gaiole in Chianti).
Difficile non trovare qualche auto in sosta nella piazzola sulla strada che conduce a Radda con persone intente a fotografare o semplicemente ammirare quanto hanno di fronte.
Piace a chi si ferma il romanticismo delle rose fiorite alle testate dei filari, come dei giaggioli negli sbalzi e piace a chi vende vino su una piattaforma on line e a chi – come il Comune di Bagno a Ripoli – beatificava le bellezze sparse “nel proprio territorio“.
Su “Sette” (settimanale del Corriere della Sera” uscito il 21 giugno, compare l’immancabile foto di San Donato in Perano a cappello di un articolo che parla di tutt’altri territori della Toscana (come Fiesole, Bagno a Ripoli, Pontassieve, Rignano sull’Arno, Reggello) ma scorrendo l’articolo, non compare da nessuna parte la reale posizione della villa e dei vigneti lì rappresentati. Fonte: Il Cittadino.

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La trinciatura dell’erba

vertine trinciatura erba

Da qui in avanti non c’è il rischio di rivedere l’erba alzare la testa e la cura amorevole che la campagna merita, la mette al riparo da roghi improvvisi che sovente capitano quando l’incuria regna sovrana.

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