L’ulivo di 3500 anni a Magliano in Toscana

La delusione cocente è che questa nobile pianta è stata dovuta recintare per proteggerla dai visitatori che ne portavano via un pezzo come cimelio della loro ignoranza.
Quando questa pianta è stata messa a dimora, la chiesa della Santissima Annunziata che le sta accanto, è stata costruita ben duemila anni dopo.
In tempo di passaggio del fronte nella Seconda Guerra Mondiale, il freddo e la carenza di legna, fecero si che la pianta venisse amputata negli arti per scaldarsi e sopravvivere.
E il grande ulivo, generosamente, offrì il suo calore, rinnovandosi e cacciando alcuni talli dal piede per continuare a svettare nel cielo, producendo ulive, guardando la picolezza umana dall’alto verso il basso del suo essere fra le piante più antiche del mondo.

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