Il leprotto

Manca poco che vieni pestato, mentre scruti il mondo muovendo i primi passi libero dallo sguardo dei vecchi e mentre inizi a fare le prime conoscenze fra le erbe più saporite e quelle più disgustose.

Hai già capito come gira e il mondo e rodi felice una foglia da una barbatella di sangiovese.

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I disservizi postali della Berardenga

La chiusura dell’ufficio postale di Castelnuovo Berardenga per un mese (salvo solite, varie, complicazioni) dal 14 aprile al 14 maggio – per tutta una serie di lavori in corso – comporta che uno dei pochi presidi rimasti sia momentaneamente in letargo.
Viene il torcicollo a pensare che l’ufficio postale di riferimento per pacchi, litanie, raccomandate e complicazioni diventi quello di Taverne d’Arbia, mentre quello a due passi di San Gusmè, langua nel solito destino di essere aperto solo per poche ore alla settimana, invece di accogliere il pellegrinaggio di quanti dal capoluogo non sanno dove andare.
Per essere chiari, bastava solo avere un po’ di fantasia e arguzia nel lasciare aperto tutti i giorni l’ufficio di San Gusmè fin tanto che a Castelnuovo duravano i lavori.

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Il Vicolo del Pellegrino a Lucignano in Val di Chiana

Profumo di panni stesi lavati con il Sole Bucato, in un’ombra persistente di stradina lunga e stretta, che per questo diventa luogo di elezione perfetto per acidofile quali azalee e ortensie che colorano i bordi.

Appare chiara la presenza di chi vive e ama il luogo e si impegna per renderlo accogliente e colorato per se stessi e per chi passa.
Un tavolo metallico scortecciato come le sedie che ha intorno, dotato di un portacenere retrò per evitare il lancio della cicca da parte di chi passa, le tendine, i fiori ben disposti, un’oggettistica casalinga dei tempi che furono che pare una scenografia, il giornale degli agricoli della CIA, un tondo sacro con davanti un vasino con fiorellino assente, l’eco di vita vissuta e di giochi di bambini che ancora si avverte fra questi antichi mattoni aretini.

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Oggi è fiorente

“Fiorente” si aggancia spedito a qualcosa di economicamente soddisfacente che a edera si inabissa fra le onde di: “Questo chiede il mercato”.

“Mercato” – tiranneggiante – produttore di intossicazione – celebrale – da competizione per il terrore di non “sentisi realizzati nella vita”, ovvero l’innamorarsi da dipendenza di sterco del diavolo.
“Fiorente” è anche una mattina trascorsa vedendo prender forma a quanto nel proprio andare si cura e si ama.. dettagli di luce fra siepi e arbusti di Vertine.
Si macina veleno come fossimo immortali, ma è una fallanza che beceri e intossicati non capiscono.
Ogni alba porta in consegna i suoi dubbi…anche che le stelle vadano a fuoco.

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Carciofi fritti in pastella all’aperto

“E’ stata una bella giornata: bella, libera, serena, come quando s’era ragazzi. Chissà quando ne ricapiterà un’altra”. Diceva Giorgio Perozzi alla fine di una zingarata per le campagne toscane.
Nuvole che eclissano il sole e piglia il gelo, rifà capolino e si suda, poi inizia a piovere e il casotto è un felice approdo e ricovero prima del brindisi finale al vinsanto, a chi lo ha fatto, alle vigne di Vertine che lo hanno dato così affascinante.
Frittura patriottica di sobri carciofi maremmani che hanno stroncato le reni anche alla pioggia e come la bontà dei vini calabresi si sposa bene all’armonia di questo spicchio di Chianti.

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Vertine, il 25 aprile dell’Ottantesimo

Il mondo è in fiamme e si accumulano continuamente lutti freschi di giornata per esseri umani che sono solo statistiche e numeri in un grande scacchiere di interessi e follie disparate.

L’eco di questi drammi giunge da paesi vicini, ma lontani, dal rumore cupo delle esplosioni e dalla violenza che si consuma su edifici e persone.

Un eco lontano ma sempre presente in chi ha provato il suono cupo del dolore improvviso nella propria esistenza, una immensa fortuna per chi non vissuto persecuzioni, selezioni, fame e carestia da guerra.

Una giornata importante l’Ottantesimo anniversario della Liberazione e in quella immane tragedia della Seconda Guerra Mondiale, le note a margine accadute nei piccoli luoghi, rappresentano la forza del ricordo che meglio può essere spiegata alle giovani generazioni,
Fatti successi in spazi di vita quotidiana, come la storia del bambino Egisto Bruni che a 8 anni venne falciato da una raffica nazista all’ingresso della piazza di Gaiole, colpevole come può essere colpevole un fanciullo di pochi anni.
Silvia Ammavuta del gruppo “Radici in Chianti” ha raccolto testimonianze e racconti su questa vicenda e – rotta dalla commozione – Carla Bruni Piazzini (sorella di Egisto) ha raccontato quei tristi momenti.
Padre Damiano con la Messa e la benedizione del Monumento ai Caduti vertinesi nelle due Grandi Guerre, l’incisivo intervento del sindaco Michele Pescini, i bravi musicisti di tutte le età della Banda Società Filarmonica, un cielo radioso di azzurro e nuvole, panini con salame, pecorino e bicchiere di vino per gli intervenuti.

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Il programma di Berardenga Storia e Arte 2025

La due giorni di maggio nei luoghi della Berardenga quest’anno si snoda in un percorso sempre più importante e carico di contenuti e di prospettive future, avendo per tema ” Per un parco storico e solidale di Montaperti, Acqua Borra, Sant’Ansano e Dofana”.
Sabato 3 maggio presso il Granaio Monumentale di Montaperti – alle ore 9.30 – conferenza pubblica con Andrea Borgna (presidente Società Filarmonica di Castelnuovo), Fabrizo Nepi (sindaco di Castelnuovo) Carlo Anichini (Associazione di Casetta), Benedetta Mocenni (Rettore Magistrato delle Contrade), Fosco Vivi (Berardenga Storia e Arte), Mario De Gregorio (storico), Patrizia Turrini (storica), Maria Gabriella Carpentiero (Soprintendenza di Siena), conclusioni affidate al professor Mario Ascheri.

Ore 13.30 buffet (€ 15) su prenotazione 3357220600 o berardengastoriarte@gmail.com.

Domenica 4 maggio, escursione e visita guidata nel luoghi della storia organizzata dal GEB – Gruppo Escursionisti Berardenga in un percorso di 5,2 chilometri a livello escursionistico, partenza ore 9, rientro ore 12.45.
Narratori: Fosco Vivi, Ilaria Sciascia, Luca Passalacqua, Il Gruppo Ensarte legge il testo”Acqua Borra”.

Soste narrative: Oratorio di Sant’Ansano, Sito archeologico villa romana, Montaperti, Visita del Colle della battaglia, Acqua Borra.

Pranzo (€ 20) presso il Circolo di Casetta su prenotazione.
Curatori dell’escursione e prenotazione: Metella Rufini 3485901208, Riccardo Faustini 3355214332, Marta Cantagalli 3926815085.

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Il lenzuolo con le coordinate gps

Tempi di tecnologia sfrenata che accelera le comunicazioni fra persone, ma distrae alquanto in tutto quello che è il contatto con la realtà e le cose pratiche quotidiane.

Una giovane moglie – per far ritrovare casa al marito – ha dovuto persino dotare le lenzuola di camera con una striscia magnetica sintonizzata sul telefonino della dolce metà per evitare che si perda nel buio a leggere le notizie sportive o a guardare in macchina le partite in diretta… quando ci sarebbe ben altro da fare di più divertente.

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Giulio Gambelli, l’ultima farfalla del sangiovese

Si è nell’anno del centenario dalla nascita del Maestro Giulio Gambelli, persona dal palato inimitabile e umile come di norma lo sono quelli che sanno veramente.

Una vita lunghissima fra il vino, le vigne, la passione della caccia, il rigore degli assaggi, il rigore delle parole e della serietà della parola… poche ma buone.

Poggibonsi – la sua città natale – gli ha dedicato una targa nella via dove era nato, una serie di convegni e Carlo Macchi ha ridato alle stampe un’altra opera sul Maestro, con l’aggiunta di testimonianze dirette di chi lo ha conosciuto e di chi per tanti anni lo avuto come fine tessitore di vino.
Tutti concordi nel dire della sua unicità, del suo talento naturale nel conoscere e riconoscere quanto le stagioni, i luoghi, le mani di chi operava, avevano portato nel bicchiere.

Carlo Macchi “L’ultima farfalla del sangiovese” Nuove editoriale Florence Press srl editore.

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Gran Premio della Berardenga

berardenga nebbia e curva

Per salire a Torre a Castello a un certo punto si impone una scalata di marce improvvisa in modo che il motore non affoghi per una curva erta e inaspettata.
Campo da una parte, stretto greppo nel mezzo, campo dall’altra, orizzonte di colori diversi a seconda delle stagioni… ora è tutto verde.

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