Badia a Coltibuono nel vento rapito

Nel suono del silenzio con miliardi di foglie di tiglio che ruzzolano nel cielo ondeggiando pigramente, cascando in un impiantito dorato.

Ultima coccola prima del riposo invernale, con le foglie atte al terriccio, legna da ardere e vento aretino delizioso che riporta ad aggomitolarsi a gatto nei panni di lana, con i piedi per terra e minestra di pane.

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Il barbaro del divano letto sulla strada per Brolio

Ci sono dei comportamenti messi in atto da alcune persone che fanno ribrezzo: si vede già nelle piccole cose, nelle cattive abitudini quotidiane, che il futuro non è roseo e la speranza affinchè lo diventi è sempre più tenue e disperata.
Un divano letto matrimoniale gettato in una piazzola sulla strada che conduce al Castello di Brolio, in un’epoca in cui gli ingombranti vengono ritirati gratuitamente al proprio domicilio.
La SEI è già stata avvertita per il ritiro di questo ennesimo sfregio alla bellezza del nostro territorio.

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E’ la Moretti la birra più bevuta lungo le strade del Chianti

Non è un’indagine di mercato atta a stabilire quale sia la birra più apprezzata in questo angolo di mondo, ma si tratta di un censimento delle bottiglie gettate sui bordi delle strade che molte benemerite persone provvedono a rimuovere durante le loro camminate.
Nei vetri vuoti lanciati lungo i fossi vince con ampissimo margine di distacco la birra Moretti, seguita dalla Bionda Coop e a ruota dalle lattine accartocciate della Red Bull.
Diversi involucri di integratori per ciclisti, rare le bottiglie di acqua… che nel Chianti, il liquido sciapo che scorre in borri e torrenti ha sempre avuto pochi proseliti.

Fonte: Il Cittadino.

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I pomi d’ingresso a Castelnuovo Berardenga

Arrivando dal Chianti verso il capoluogo della Berardenga occorre fare attenzione al porpora e arancio che all’improvviso attizza l’attenzione a rischio di finire al centro della rotonda dei pulman che si para davanti la strada.
Due piante maestose di pomi che sono un sogno autentico e autunnale, alberi che quando perdono le foglie e i frutti restano appesi, si ha una versione naturale di un albero di Natale con le palline accese dal sole e dalla febbre genuina scatenata dalle cose semplici.

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La sorella del Luca Cava è a San Quirico d’Orcia

Mentre il Luca Cava è statico – accoccolato per le sue note faccende in quella nicchia posta sulle mura di San Gusmè – sua sorella Jolanda è più dinamica muovendosi spesso fra Siena e provincia, anche lei sempre alle prese con la specialità per la quale il fratello è diventato famoso.

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Semi di finocchietto selvatico

Andar per greppi comporta l’incontro con gli elementi positivi della terra e della campagna, balsamici per lo sguardo e a volte utili in tisane rinfrescanti e sfiammanti del corpo o per scopi gastronomici come la farcitura dei fegatelli da girato sulla brace o per l’imbonitura di saporite patate nel tegame di coccio con un filo di aglio e pumodoro per tinteggiare il sapore.

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Guide di Siena per Emergency

Emergency” è un’associazione umanitaria fondata nel 1994 per portare aiuto alle vittime di guerra e di povertà, intervenuta in 20 paesi del mondo (Ruanda, Iraq, Afghanistan, Serbia, Cambogia, Eritrea…) costruendo ospedali, centri chirurgici, centri pediatrici, punti di pronto soccorso, centri di maternità.
Cura gratuitamente chiunque al netto di credo religioso e condizione sociale in aree critiche del globo.
Una unità medica di “Emergency” lavora incessantemente nella Striscia di Gaza dall’agosto 2024 e il suo operato è un grande punto di riferimento per la popolazione.
Per contribuire all’assistenza sanitaria operata da “Emergency” nella Striscia di Gaza le Guide di Siena hanno organizzato un fitto calendario di visite, escursioni, trekking (in città e provincia) il cui ricavato verrà interamente donato all’Associazione.
Questo il programma:

Sabato 15 novembre a Siena:

  • Palazzo Chigi Piccolomini alla Postierla, il fascino di una dimora del ‘500 (ore 10:30);
  • Visita del Duomo di Siena in italiano e in russo (ore 15:30);
  • Visita della Mostra Siena Awards: leaving home (ore 17:00).

In provincia:

  • A Chiusi: le chiese del centro storico (ore 15:00);
  • A Monteriggioni: trekking “l’anello di Monteriggioni lungo la Via Francigena” (ore 10:00).

Domenica 16 novembre a Siena:

  • Dante a Siena, scopriamo le targhe (ore 17:30);

In provincia:

  • Ad Ancaiano: Passeggiata tra Arte e Natura con Paolo Carli (ore 10:30);
  • A Montepulciano: Museo Civico e Pinacoteca Crociani, Visita Guidata di Montepulciano attraverso le opere d’Arte (ore 16:30);
  • A Sovicille: visita guidata di Sovicille Award Festival (ore 17:00).

Sabato 20 dicembre a Siena:

  • Santa Maria della Scala, un modello di Emergency nella storia (ore 10:30);
  • Tour poetico di Siena alla scoperta dei poeti e degli stornelli senesi (ore 12:00);
  • Al Siena Experience Italian Hub: Artisti per Gaza (performance e proiezione video) (ore 17:00).

In provincia:

  • Trekking a San Gusmé con visita del centro storico e dell’oratorio (ore 10:00).

Domenica 21 dicembre in provincia di Siena:

  • A Castellina in Chianti: visita per adulti e bambini alle tombe etrusche e al museo archeologico;
  • A Brolio: Lottare per la terra, Mezzadri e padroni in Chianti e altrove, passeggiata attorno al Castello di Brolio;
  • Ad Abbadia San Salvatore: Abbazia, Potere e Fede;
  • A Castiglione d’Orcia: Torre di Tentennano e Rocca Aldobrandesca.
  • Informazioni e prenotazioni
  • La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata scrivendo a: guidesienaxgaza@gmail.com
  • È previsto un contributo minimo di 10 euro, interamente devoluto a Emergency.

Vi aspettiamo con entusiasmo e con la consapevolezza che ogni gesto può fare la differenza. Per ulteriori informazioni: guidesienaxgaza@gmail.com

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Le pietre d’inciampo della famiglia Nissim

Oggi piove sulle “Pietre d’inciampo” collocate in Pian de’ Mantellini a Siena dal lato della Chiesa del Carmine davanti all’ingresso dell’abitazione dove risiedeva la famiglia Nissim nel 1943.
Ottone confittato nella pietra serena a futura memoria che non è facile scorgere per la fretta dei tempi e per le auto in sosta che quasi oscurano il piano di cammino.
Luccicano improvvisi come tuoni in una tempesta metaforica che coglie il passante e lo porta a riflettere e mettere in moto pagine lette, freddo interiore e racconti di vita tramandati.
Marcella e Graziella bellissime figlie poco più che adolescenti -con il fiorire della vita davanti – di Gina (Sadun) Nissim, arrestate (per leggi disumane) e tradotte in carcere a Siena il 5 novembre del 1943, trasferite a Bologna e da lì nel campo di Aushwitz in Polonia da dove non hanno fatto ritorno.
I nazisti erano dei grandi organizzatori di trasporti ferroviari, meticolosi burocrati sadici, privi di senso dell’umorismo e di calore umano.

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Il camino in casa del prete di Vertine

Chiudendo gli occhi, un brivido gelido percorre a saetta la mente e percuote i sentimenti, scandagliando volti, rughe, crini pieni di avvio e tronchi di querciolo, pensando a inverni non tanto lontani, ma che gli spifferi di tramontana con le finestre dallo stucco screpolato e il vetro scempio gironzolavano per casa.
Pare di rivedere il vecchio Don Amos avvolto nel pastrano d’ordinanza e con lo scialle sulle spalle con il mento e le mani appoggiati al bastone e con ai piedi una “cecia” piena di brace.
Per andare a letto era preceduto dal suo omonimo “il prete” o “scardaletto” nelle ruvide, rigide, lenzuola di canapa, buone per tutte le stagione al netto del coltrone.
Pietre di un camino antico levigate dai culi succeduti in ogni tonaca d’epoca, nella casa più luminosa e decorata del paese, dove dalla primavera all’autunno si levavano le note di pianoforte, mentre d’inverno le mani infreddolite avevano altro che pensare alla musica.

Nel minuto giardino davanti casa le preziose cassette di api che lavoravano polline per il sostentamento e le infreddature del clero.
Musica e letture nel salottino, recite dei bambini che scendevano le scale come fosse una scenografia di teatro, sguardo sul cinquecentesco dipinto con le sette torri, borbottare dei tini in cantina, leggere stille nei caratelli del vinsanto.

D’inverno si era tutti pieni di geloni nelle mani, nei piedi, sulla punta delle orecchie e grandi strofinate con l’aglio; poi arrivarono le prime pomate e si odorava meno di salsa verde.

Le borse di gomma con l’acqua calda, grande istantaneo sollievo come le cipolle cotte nella brace.

E’ un piovere pensare a quei giorni, all’armonia, alle gioie dei grandi condivise nelle fatiche delle raccolte e delle battiture, alle fette di salame o le acciughe rinvolte nella carta gialla dalla Bruna in bottega, la dolcezza di una caramella d’orzo.
Non c’era tanto, ma quello che c’era, era per tutti: grande lezione di vita per chi si è formato e ama questi sassi ardentemente.

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Sorano come un tuono silente

L’Ufficio Postale incastrato su un lato del Palazzo Comunale, due bar, un fruttivendolo, il tabacchino con tante cartoline, una macelleria in cima e una in fondo, un negozio di artigianato dove si fanno piccoli e grandi oggetti con il legno di ullivo e un alimentari dove le rosette ripiene di soppressata sono una nota di romanticismo seduti su una panchina guardando una falce di luna.
Di tufo e sul tufo tanti vicoli e tante piccole casette che non hanno subito strazi, tante minute tegole colte dal grigio muschiato che si lasciano guardare scendendo la scalinata accittolata che viene dalla imponente Fortezza Orsini, con lo scorrere del fiume Lente che sonorizza il suo passaggio.
Si sale e si scende dal vecchio Ghetto fino al magazzino delle granaglie, si risale verso il massiccio masso Leopoldino che da lontano pare una chiesa dalla forma strana, mentre invece è un rivestimento in muratura di una parete scoscesa con un orologio civico sopra, che un tempo era un baluardo difensivo.
Nelle rupi di tufo intorno infinite cavità scavate dove gli etruschi erano usi mettere a riposo i parenti: Le Vie Cave, con un affascinante percorso archeologico.

Le antiche insegne di osterie in ferro battuto e pittura, struggente nostalgia in un mondo che acceca.

A breve distanza dal paese c’è uno stabilimento termale recentemente rimesso in auge, mentre se si è allergici all’acqua c’è modo di rifugiarsi nel Bianco di Pitigliano e nel Sovana Doc.
E’ consigliabile fermarsi a una panchina o su un muricciolo leggendo un bel libro.

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