Palio 3 luglio 2026: Aquila… ovviamente

Telecronista Rai in quella epica mossa del Palio del 3 luglio 1992 era Paolo Frajese, che raccontò con la sua classe innata il vivace scambio di nerbate fra Aceto (fantino dell’Aquila) e Legno (fantino della Pantera).
Vinse l’Aquila dopo una corsa entusiasmante e ci sono voluti ben trentaquattro anni per far riassaporare il gusto della vittoria al popolo aquilino.
Stavolta tutto sembrava scritto: il miglior fantino, il miglior cavallo, la dea bendata che benedice e premia le contrade a lui vicine e le dispone come uno scacchiere disegnato dal destino.

Solo che la Mossa non arriva nel momento in cui l’Onda di rincorsa entra tra i canapi e affianca gli altri cavalli: è Giovanni Atzeni che detta i tempi, parte per primo il canape si abbassa e conclude i tre giri volando sul tufo.
Ovviamente (avverbio più usato a Siena) vince Giovanni Atzeni detto “Tittia” su Diodoro e i il popolo dell’Aquila – meritatamente – chiude una pendenza con il secolo scorso e inizia a gioire, a piangere, a pregare a stringere fra tante mani quel Palio dipinto da Ismaele Nones… pittore che avrà molto da lavarare per rinfrescare la sua opera così brmata e palpeggiata.

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