Frutti autunnali di bosco e di campo

Nel mondo attuale, dove la massima virtù è la prepotenza e l’arroganza, si cura la malinconia della luce che cala con le giornate che si accorciano e diventano umidicce, guardando a piccoli aspetti terreni che si rinnovano dalla notte dei tempi.
Funghi, foglie, uva, fiori, espressionismo della natura e della cura umana che costruisce e non distrugge.

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A Montalcino c’è Antonella che cura il giardino di Tita

Per fortuna la storia continua e c’è chi si mette volontariamente a curare uno spazio molto cari a quanti viono a Montalcino o vi passano sporadicamente.
Mario Marconi più conosciuto come Tita, si è occupato del giardino di Piazza Cavour per tantissimi anni, creando in un’area marginale e un po’ in disuso un luogo accogliente e coloato, pieno di fiori, statuine, elfi e pesci rossi, con lui che saltellava mentre rastrellava o bagnava le piantine.

Conosciuto e stimato da chiunque, Tita se ne è andato all’improvviso recentemente, lasciando un vuoto incolmabile nella comunità, ma per fortuna ci sono persone che seguono il suo esempio, come la signora Antonella, che dopo una vita nelle vigne ha deciso di occuparsi quotidianamente di quello che per sempre rimarrà il “Giardino di Tita”.
C’è il rammarico nella signora per chi usa questo giardino per uno spuntino, lasciando involucri, carte e bottiglie in terra e sulle panchine non capendo la ferita lasciata a un luogo pubblico.
Sarebbe bello che il Comune di Montalcino dedicasse a Tita questo spazio a lui tanto caro.

Fonte: Il Cittadino.

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Il pranzo di fine estate

Un ringraziamento particolare alla Società Filarmonica di Gaiole per il lauto pranzo che ha offerto ai vertinesi e a quanti si sono adoperati per la recente festa del “Mangiare sotto la pioggia“.
Una serena giornata trascorsa in letizia condividendo l’ombra dei lecci e quanto c’era sulle tavole, condito dal magistrale sugo di Roasio e deliziati dal panello con l’uva di Alessandra.
Si è offerto un bicchiere di vino, un caffè e condiviso parole con i tanti che nell’arco della giornata sono passati a visitare Vertine in un sabato rilucente di zinnie, di gatti affettuosi, di motociclisti appassionati di pipa, giunti per caso proprio nel paese… del Pipa.

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Il Pipa che si allena per L’Eroica

Come ogni atleta che si rispetti, l’agonismo sportivo principia da una dieta ferrea.
Prima di tutto porta da mangiare alla sua colonia di gatti – che altrimenti gli buttano giù le finestre della camera da letto se ritarda – poi va a bagnare l’orto e a vedere se è nato qualche fungo gentile.
Poi torna a sentire le ultime notizie e nel mentre fa colazione con i biscotti (meglio i cantuccini, qualche volta anche i savoiardi) che inzuppa in una ciotola di caffè e latte.
In questi giorni di cambio di caldaia del gas, sovente viene chiamato dagli idraulici nel momento preciso di quando ha la briscola in mano e sportivamente lascia il gioco pur di avere l’acqua calda quando serve.
Rigatino, buristo e qualche frittura di pesce sono gli energizzanti che gli consentono di archiviare tante energie per i chilometri da percorrere fra poggi e buche in quella passeggiata ciclistica nelle strade a sterro del Chianti che lui come nessun altro, conosce in ogni fossetta, con una borraccia sempre piena di grande spirito e ironia.

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Il restuaro del tetto alla Basilica di San Domenico

Nel transetto di destra fra l’altare barocco dedicato al Beato Ambrogio Sansedoni e la Cappella Tedesca, di pioggia ne è filtrata parecchia all’interno della Basilica.
Sono anni che il tetto necessitava di una riparazione in più punti e il pavimento a ogni acquazzone assumeva i caratteri di un canale di Venezia.
Per agevolare la vita ai fraticelli che passavano lunghe giornate con secchio e mocho, stavolta c’è una buona notizia: i ponteggi sono stati montati, ma quando piove lstavolta le gocce sbattono sulla lamiera dei camminamenti producendo un eco celestiale fra le grandi capriate.
Un coro che pare un lamento di come questo nostro grande patrimonio storico e artistico usi poco – nel linguaggio corrente e nei fatti – un sostantivo femminile della lingua: manutenzione.

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Il compleanno di Padre Damiano

Oggi c’è una bella persona da festeggiare, quel Padre Damiano che è venuto da molto lontano per compiere il servizio sacerdotale nelle piccole chiese di campagna del Chianti.
In questo ultimo anno ha rimesso in moto delle antiche tradizione come le “Rogazioni” (la benedizione dei campi) la Celebrazione del Miracolo della Neve, patroni, feste civili (a cui mai manca) e la sua è sempre una cara presenza.
Una dedizione e un’umiltà sempre con il sorriso. Auguri infiniti Padre Damiano.

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“La Riviera di Gaza” secondo il Ministro Smotrich

Ci sono persone le cui parole farebbero schifo al pozzo nero (bottino per i toscani di antico conio).

In un recente convegno con industriali e finanzieri di tutto il mondo (il ministro delle finanze Smotrich) spiega la Gaza nelle varie fasi della guerra fino alla sua riconversione..
Ora si sarebbe alla fase “Demolizione” da effettuarsi con le ruspe, per poi passare allo sgombro e alla costruzione di un immenso villaggio turistico per nababbi che porterebbe un grande ritorno economico a chi finanzierebbe l’impresa (capitali prevalentemente USA).

Un articolo Su “Repubblica” di oggi a firma di Gabriella Colarusso spiega come le parole possano uscire da un pensiero o da una vecchia condotta di cotto appoggiata ai muri, come la vita di migliaia di persone alla fine non sia altro che una questione speculativa immobiliare fra nababbi di tutto il mondo.
Non è escluso che file di servi da ogni dove poi si mettano in cammino e in riga per poterci lavorare a ore come precari benedicendo “i benefattori” che hanno creato tutto questo “lavoro” a disposizione di tutti. La vignetta di Elle – Kappa (sempre su “Repubblica” è assai incisiva.

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Il Rotary Club dei funghi gentili

Cappelli bianchi brillano nel verde dei campi pieni di goccioline di guazza e nei sodi abbandonati dove cresce l’alberese e qualche sporadica ginestra.
Sono una grandissima eminenza naturale di settembre e ottobre che già nel nome metta in mostra la loro indole e il loro sapore gentile.
Trifolati e poi su una bruschetta o sulla pasta, una fetta di prosciutto o di spalla insieme al loro sapore quieto. S’illuminano se fritti.

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Tutti pazzi per il gelato al Pecorino di Pienza

I pientini scuotono la testa quando sentono parlare di gelato fatto con il pecorino vanto e gloria della loro città, ma vedendo pascolare grandi greggi di americani per le antiche vie progettare dal Rossellino, non c’è da meravigliarsi se venga loro proposta questa nuova “specialità”.
D’altra parte siamo il paese dove si mangia meglio al mondo e i villeggianti vengono qua per questo, ma se chiedono un arrosto girato spalmato di Nutella non si esita a farlo – pur non essendo proprio tipico – ma il cliente – specie quando paga parecchio – ha sempre ragione. Fonte: Il Cittadino.

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Bobbe Redford

Se non ci fosse stato Cesare Barbetti a prestarti la voce saresti stato un grandissimo attore, ma quel ben preciso timbro di voce ti ha reso immortale per gli amanti di un certo tipo di cinema.
“Tutti gli uomini del Presidente”, “La stangata”, “A piedi gnudi nel parco”, “Come eravamo”, “Butch Cassidy”, “I tre giorni del Condor”, “Il castello”, “Havana”… tanti i modi per ricordarti per una notizia che arriva improvvisa come una ghiacciata repentina fuori stagione.

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