Il vino concio, il vermouth del Chianti

sangiovese

“Ricetta chiantigiana vecchia come il mondo”, scrive Giovanni Righi Parenti nel superbo libro “Mangiare in Contrada” vangelo di una cucina popolare difficile a farsi per la sua semplice bontà.

Serve un Chianti (Storico) di buona cantina privo di antani.

Per dieci litri da conciare vanno messi dentro un sacchetto di tela 100 grammi di cannella, 30 grammi di macis o in alternativa due noci moscate e dieci chiodi di garofano pestati.
Le spezie devono stare ad infusione per un paio di settimane, poi un chilo di zucchero mescolato a un litro di vino anzianotto, un litro marsala secca, a completare un litro di grappa sui 40 gradi.
Mescolata generale, riposo di un paio di settimane, filtrare e imbottigliare.
Il risultato sarà un aromatico intorno i 16 gradi.
Al posto del vino rosso in alternativa si può usare la stessa dose di Vernaccia di San Gimignano o altro vino bianco di struttura.

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