Gli ulivi stracarichi dell’Abbazia di Sant’Antimo

Sarà la vicinanza a un luogo di culto fra i più carichi di spiritualità, saranno le preghiere dei frati, non a caso olivetani provenienti da Monte Oliveto Maggiore, dedicate al santo originario della zona di Palazzo al Pero, (Antimo) a cui si rivolgono solo in aretino stretto, che gli ulivi intorno all’Abbazia sono stracarichi come nessun’altra piantagione in Toscana.
Le gronde si rimpiegano dal peso delle olive, non c’è contadino toscano, che in un’annata come questa, non si metterebbe in contemplazione ammirativa di quelle piante, cercando di capire dove ha sbagliato.

Non si tratta di una potatura errata, di un taglio con il freddo, di un succhione non tolto, di una travolgente onda emotiva di moccoli in una fase nell’andare.

Gli ulivi, per la stagione, sono fioriti tardi, a giugno, le future olive, sono state bruciate dal sole, nella vallata intorno l’Abbazia, il clima è più lieve e riparato dagli eventi, quindi non è il caso di iniziare a baciare santini per avere un maggiore raccolto.

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