Corrado Augias nella Contrada della Chiocciola

Corrado Augias, un tranquillo eroe borghese, conduttore televisivo di una raffinata trasmissione culturale quotidiana, quale “Quante storie” dove dialoga pacatamente con l’autore di un libro, avendo un pubblico variabile di classi scolastiche superiori.
Ma anche noto giornalista e inviato all’estero per “L’Espresso” e “Repubblica”, scrittore (I misteri di Roma, I misteri di Parigi, Modigliani, I segreti di New York, Inchiesta su Gesù..).
A Siena, nella gremitissima sala delle vittorie della Contrada della Chiocciola, ospite speciale per parlare di questa nostra Italia, accompagnato dal violino del bravo e giovane Leonardo Ricci, musicista senese e panterino.
Prime file, stipate dagli Onorandi delle Contrade e dalle autorità civili, con il Prefetto Armando Gradone, il Questore, il comandante dei Carabinieri, della Finanza dei Vigili Urbani, un paio di ex sindaci, uno dei quali, (quello con la barba) ha fatto Fatima e alla fine dell’intervento di Augias se ne è andato, mentre il sindaco in carica è apparso poco prima della consegna di una targa al conduttore, con le foto di rito.

Poco più di venti minuti di riflessioni sul nostro paese, sul perchè siam divisi, sulla Chiesa, sulle benemerite cannonate nelle mura aureliane nel 1870, su Gobetti, su Leopardi, sul chissà come mai, poi alla fine, gli italiani, con le elezioni del 4 marzo hanno dato una fenomenale sberla all’assetto politico del paese.
Ma senza scavare, senza andare ai noccioli delle questioni, senza dire che il nostro debito non è il peccato originale del nostro male che invece sta in una banca centrale privatizzata, che non emette carta moneta e non è di conseguenza al servizio del popolo.
Meravigliato, sbigottito, un po’ inorridito che gli assetti politici siano usciti devastati dalle elezioni, da buon conservatore laico dell’esistente (dopo così tanta distanza e vasellina di una classe politica, a Roma, come a Siena ben conosciuta) che vede l’Italia in mano a dei nuovi direttori d’orchestra senza idee (chiare) e direzione. E qui è difficile dargli torto.

Senza dire che quei valori civili e morali della vita sociale e della politica sono stati ghigliottinati dal narcisisismo, dall’arrivismo, dall’amor proprio, dalla corruzione e dall’impotenza che hanno i cittadini di fronte a una classe politica spesso ottusa, spesso incapace, spesso emanazione di un popolo che merita ciò che ha e ciò che riceve.
Corrado Augias, grande persona di cultura, dall’eloquio semplice e garbato, autore di una televisione mai volgare, che vale sempre la pena di seguire.

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